A sessant’anni dalla devastante alluvione del 4 novembre 1966 che mise sott’acqua la città toscana, la saga di Bordelli continua a far vivere la Firenze di allora.
*
Martedì 27 ottobre è uscito in libreria “Quel che sembra. Un’avventura del commissario Bordelli”, l’ultimo romanzo di Marco Vichi, poliedrico scrittore, autore tra l’altro di “Occhi di bambina”, uno dei dodici libri selezionati per il Premio Strega 2026.
Protagonista è il commissario fiorentino, più che noto agli affezionati lettori dell’autore, fiorentino come il suo personaggio. La saga, ambientata negli anni ’60, inizia con “Il commissario Bordelli”, pubblicato nel 2002. La prima storia si apre nel 1963 e avanza nel tempo al passo con le indagini fino al 1970, anno in cui il commissario, ormai sessantenne, è obbligato ad andare in pensione. Pensionato sì, ma… prima in maniera poco ufficiale, poi di nuovo ufficialmente, continua a indagare. In questo ultimo romanzo, reintegrato in ufficio come vice questore, ha davanti a sé cinque nuovi anni di servizio effettivo in Pubblica sicurezza.
Un crimine misterioso e senza appigli si consuma sul monte Ceceri, la collina sopra Fiesole celebre per essere stata teatro, nel 1506, della leggendaria prova di volo di un collaboratore di Leonardo da Vinci con la macchina del “Grande Nibbio”. Un’inchiesta difficile, priva di indizi concreti, tracce o moventi apparenti. La trama poliziesca sarà come sempre intrecciata con le riflessioni del commissario, i suoi ricordi e la sua dimensione umana.
Nel “Commissario Bordelli”, il primo romanzo della serie, c’era il classico delitto, ritenuto perfetto dal suo ideatore, ma… c’è sempre un ma e un particolare che sfugge. La meccanica del delitto, sicuramente non facile da intuire, non era comunque il fulcro della storia: quel “giallo” (come tutti gli altri della serie) era in ogni caso un pretesto per sondare l’animo, i pensieri, i ricordi del commissario in compagnia dei suoi amici che fedelmente lo seguono nei vari romanzi.
La scelta di ambientare i romanzi negli anni ’60, una scelta felice che Vichi attribuisce al commissario stesso, che l’avrebbe suggerita all’autore, ci permette un salto nel tempo. Ritroviamo una ricostruzione fedele della Firenze di quegli anni: le strade, i vicoli, le trattorie in cui Bordelli transita esistono o sono esistiti, come il famoso ristorante che il commissario frequenta installandosi direttamente in cucina per mangiare e discutere con il cuoco. Gli oggetti, le lire, i programmi radiofonici e gli eventi più clamorosi sono un vero tuffo nel passato, ricreato con maestria.
La ricostruzione dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, con il fango, la distruzione e la reazione dei fiorentini, ne è l’esempio più eclatante. La Firenze alluvionata che fa da sfondo all’omicidio in “Morte a Firenze”, oltre a essere frutto di un’accurata ricerca, si amalgama a meraviglia con il colore e l’umore del racconto: plumbeo il cielo, nero l’efferato delitto. Lacrime di pioggia su tutto. Una sordida storia, devastante al pari dell’alluvione, che Vichi ha magistralmente intrecciato, meritandosi il Premio Scerbanenco.

Il 4 novembre ricorreranno i sessant’anni da quella tragedia, e la Firenze di oggi è molto cambiata e ha indubbiamente perso parte della sua identità artigiana. All’epoca, tra gli immensi danni al patrimonio artistico, cittadino e privato, centinaia di laboratori storici furono travolti dall’Arno, ma la tenacia degli artigiani e la solidarietà mondiale aiutarono la città a rialzarsi. Gli “angeli del fango”, giovani accorsi da tutto il mondo per lavorare al fianco dei fiorentini, il documentario di Zeffirelli, l’accorato appello di Richard Burton: chi può dimenticarli?
Forse è anche per questo che i romanzi di Vichi e il suo Bordelli continuano a conquistarci: tra le loro pagine quella Firenze, con le sue botteghe, le sue trattorie e la sua gente, è ancora viva. Non si tratta solo di nostalgia del passato, ma del desiderio di una città che possa ritrovare la sua anima.
Rebecca S. Ricci
Di seguito e sul sito della Feltrinelli i romanzi della saga in ordine di pubblicazione:
Il commissario Bordelli (2002), Una brutta faccenda (2003), Il nuovo venuto (2004), Morte a Firenze (2009) – Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2009 per il miglior romanzo noir italiano), La forza del destino (2011), Fantasmi del passato (2014), Nel più bel sogno (2017), L’anno dei misteri (2019), Un caso maledetto (2020), Ragazze smarrite (2021), Non tutto è perduto (2022), Nulla si distrugge (2023), Meglio di niente (2024), Notti nere (2025), Quel che sembra (2026)
Sito internet di Marco Vichi : https://marcovichi.it/



































