Una voce dalla laguna: “Radio Vanessa. L’ultima frequenza di Venezia”

“Radio Vanessa. L’ultima frequenza di Venezia”, documentario di Riccardo Petito, presentato in anteprima al festival Isola Edipo in occasione della 83. Mostra del Cinema, racconta una bella esperienza locale, quella di un’emittente che si appresta al mezzo secolo di vita, intrecciata a quella della città. Radio Vanessa è infatti l’unica radio che oggi trasmette ancora dal Centro Storico veneziano. Opera nel territorio dal 1978 come associazione a carattere comunitario non a  scopo di lucro, dando vita a  numerose iniziative, oltre che radiofoniche, anche di carattere  umanitario, folcloristico, culturale e sociale.
La giovane Ilaria Giusto che ha assistito alla proiezione del film il 2 settembre 2026 in Sala Laguna al Lido ce ne parla da Venezia.

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Venezia, ancor più che dalle immagini, si riconosce dalle voci. I passi tra calli e campi, lo scivolare sull’acqua dei remi di gondole, il rumore dei mezzi che attraversano la laguna, le campane e l’intrecciato vociare al Mercato di Rialto. Suoni che si ripetono, presenza costante, colonna sonora della città. Tra le “voci” veneziane si aggiunge, distinguendosi, quella di Radio Vanessa, protagonista del recente documentario “Radio Vanessa. L’ultima frequenza di Venezia” di Riccardo Petito. Giornalista che in città vive e lavora, e che ha voluto dar voce all’ultima emittente lagunare, del Centro Storico, a trasmettere in FM.

La presentazione, con successo, in occasione della 83. Mostra internazionale d’Arte cinematografica, in Sala Laguna al Lido di Venezia: evento collaterale nonché preapertura della decima edizione del festival Isola Edipo, diretto e coordinato da Silvia Jop. Appuntamento seguito da un dibattito sul tema delle Radio Libere nel contesto degli anni Settanta, cui hanno partecipato i giornalisti Monica Busetto e Roberto Bianchin, e Alberto Cancian direttore artistico di Radio Vanessa.

Nata ufficialmente nel 1978 come associazione culturale, Radio Vanessa si appresta a raggiungere un traguardo importante: cinquant’anni. La genesi segue il vento delle prime Radio Libere degli anni Settanta, quando in Italia si moltiplicano realtà capaci di mettere in discussione il monopolio della Radio di Stato, sperimentando un diverso modo di fare comunicazione. Anni segnati anche dalle mobilitazioni giovanili e studentesche, dalla ricerca di nuovi linguaggi e da una domanda sempre più forte di partecipazione e di espressione.

Una comunicazione orizzontale, nella quale la radio non parla soltanto agli ascoltatori, ma lascia che siano i cittadini stessi a prendere la parola. Secondo Alberto Cancian, è proprio nella capacità di avvicinare persone, esperienze e luoghi diversi che la radio trova una delle sue funzioni più profonde: creare un legame, accorciare le distanze, diventare ponte tra chi parla e ascolta. E a Venezia, dove i ponti fanno parte della vita quotidiana, l’immagine assume un significato ancora più concreto.

Dopo l’intervento di Valter Salvagno, tecnico sin dagli albori dell’emittente, che conduce lo spettatore nelle due precedenti sedi, entrambe nel sestiere di Castello, si arriva a quella odierna, a pochi passi dalla popolata Via Garibaldi. Proprio qui emerge una curiosità legata alle origini dell’emittente: Alberto De Curtis, fra i soci fondatori, racconta che il nome “Vanessa” fu preso da quello del suo innovativo negozio di oggettistica. La comunità si arricchì negli anni, sintesi di punti di vista e interessi diversi. Trova spazio la poesia, dal concorso in dialetto “El Bocolo”, organizzato da Flavio Renier, riconosciuto universalmente pietra portante della radio, all’odierno spazio “Poesie a Venezia” condotto da Annarosa e Aurelio.

Radio Vanessa: Annarosa, Aurelio, Ubaldo

Lo stesso vale per lo sport, seguito attraverso le partite di basket che si disputavano al Palasport Arsenale, vicino alla sede di Radio Vanessa. Al Palasport, nei primi anni Ottanta, si tenevano pure le feste della radio, momenti nei quali la comunità dell’emittente si ritrovava. Ovviamente, grande spazio per la musica. Tra le voci del documentario c’è  Mistersiro, importante musicista veneziano, parte del racconto collettivo tracciato nel documentario. Di cui firma le musiche, fondamentali nel progetto.

Si dà un volto a voci ascoltate per anni e, grazie ad immagini d’archivio e le storie dei protagonisti, si compone un vero e proprio mosaico di persone, vicende e momenti di festa: la radio si configura testimone attivo della vita veneziana. Sullo sfondo il Carnevale (alla cui rinascita Radio Vanessa, a fine anni Settanta, contribuì), l’importanza della vicina Biennale, e altri appuntamenti che hanno segnato il tessuto cittadino. Nel racconto dello storico conduttore Ubaldo Toffanello, emerge quella che definisce una vera e propria “vita corale veneziana”. Un ponte fra tradizione e innovazione: in piena epoca digitale, Radio Vanessa continua a riproporre e ad arricchire un patrimonio linguistico e culturale, mantenendo viva una lingua e una memoria che rischierebbero altrimenti di perdersi. Importanti in tal senso le testimonianze di Annarosa e Aurelio. Il dialetto, lingua che appartiene alla storia e all’identità cittadina, grazie alla radio può continuare ad essere ascoltato, riconosciuto e trasmesso.

Durante il dialogo, ripreso in più momenti, tra il giornalista e scrittore Roberto Bianchin e Alberto Cancian, la riflessione si allarga al rapporto tra la radio e il proprio tempo. Più di altri mezzi, ha saputo convivere con il mutamento: sopravvissuta alle grandi trasformazioni della società e della comunicazione, sempre capace di parlare al pubblico. Dalla Radio di Stato alle prime Radio Libere, dall’arrivo della televisione alla rivoluzione digitale, fino alla stagione dello streaming e dei podcast. E Radio Vanessa ha dimostrato di sapersi continuamente aggiornare, proponendo e arricchendo – da ieri a oggi, e sicuramente proseguirà in futuro – un patrimonio di musica, parole, memoria e tradizioni.

Ilaria Giusto

Prossime proiezioni a Venezia

Venerdì 23 ottobre 2026, ore 17.30
Patronato Salesiano Leone XIII
(Calle San Domenico, 1285 – 30122 Castello)

Martedì 10 novembre ore 18
SpazioEventi La Toletta
(Fondamenta di Borgo 1134, 30123 Dorsoduro)

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Ilaria Giusto
laria Giusto è nata a Taranto nel 2000. Durante gli studi letterari si avvicina al giornalismo attraverso la rivista di ateneo. Ama libri, cinema, fotografia, teatro e viaggi. Le esperienze all’estero hanno contribuito profondamente alla sua formazione, e considera sua seconda casa Venezia, dove segue eventi culturali e Mostra del Cinema. Divisa da sempre fra interessi umanistici e scientifici, ritrova nella scrittura un possibile dialogo fra i due mondi.

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