Venezia Classici 2026. Celebrato Florestano Vancini, il grande regista ferrarese, nel centenario della nascita

La 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si terrà quest’anno dal 2 al 12 Settembre prossimi. Vasto vastissimo il panorama delle offerte tra anteprime, film in concorso, opere prime e molto più – come sempre (vedi il programma QUI)

Ma c’è una, tra tutte le sezioni presentate che, forse è un po’ la matrice di tutte le altre ed è quella che quest’anno, giunta alla 13a edizione, riguarda i Classici. Son 19 in questa edizione i capolavori restaurati, e la giuria che li vaglierà sarà presieduta da Daniele Vicari e composta da studenti di cinema, un vero fiore all’occhiello per la didattica del Cinema.

Ed infatti, come sottolinea il direttore artistico Alberto Barbera, la sezione non nasce da un intento nostalgico, ma dalla convinzione che il cinema del futuro debba continuare a nutrirsi dei capolavori che hanno costruito l’immaginario collettivo e di opere meno note che meritano oggi una nuova riscoperta.

Florestano VANCINI alla Sala Estense, Maggio 2008 – © Ph. Franco Sandri (AIRF), tratta dal libro ANTONIONI, BASSANI, VANCINI, VISCONTI E, AFFETTUOSAMENTE, GLI ALTRI – Ferrara, il Po e l’Altrove di Maria Cristina Nascosi Sandri, FE, 2020

Tra i grandi registi e le loro opere rivalutate c’è il ferrarese Florestano Vancini e la riproposizione del suo restaurato La lunga notte del ’43, opera prima del 1960, un omaggio al centenario della sua nascita che ricorreva, quest’anno, lo scorso 24 agosto.

Vancini è stato un grande cineasta ferrarese per vocazione ed un eccellente documentarista per necessità.
La sua passione primaria però, che ebbe ad applicare in alcune delle sue opere migliori, fu certamente la storia, anzi, la Storia.

Se non avessi fatto Cinema, avrei fatto senz’altro lo storico – aveva asserito il 16 maggio 2008, pochi mesi prima della sua scomparsa, nel corso del conferimento della laurea ad honorem da parte dell’Università di Ferrara, affermazione che ribadì quando nello stesso giorno l’allora sindaco Sateriale, suo nipote per parte di madre, gli consegnò il premio « Città di Ferrara » per celebrare il suo profondo e viscerale legame con il territorio, la sua prestigiosa carriera cinematografica ed il grande impegno civile in essi profusi.

La lunga notte del ’43, dunque, il suo primo capolavoro del 1960,  sarà presentato lunedì 7 Settembre alla Sala Astra del Lido di Venezia, nell’àmbito di quella Mostra del Cinema che in quello stesso anno volle attribuirgli il Premio Opera Prima. La pellicola era stata ‘liberamente’ tratta – come volle precisare Giorgio Bassani, il Cantore della Ferraresità per eccellenza – da una delle sue splendide Cinque Storie Ferraresi, pubblicate e vincitrici del prestigioso Premio Strega nel 1956.

Immagine tratta da La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini © 2017 Cinefilia Ritrovata

Ad Enrico Maria Salerno, come attore non protagonista, fu attribuito nel 1961 anche un Nastro d’Argento – tra i più ‘antichi’ riconoscimenti cinematografici italiani assegnato dal S.N.G.C.I., il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.
Il restauro è stato curato dalla Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Compass Film.

Era stato lo stesso Vancini a decidere, insieme con l’amico Valerio Zurlini, di trasporre per il grande schermo il racconto di Bassani che riportava con il suo ineguagliabile pathos, la vicenda dell’uccisione, in quel 1943, annus horribilis , di undici antifascisti da parte delle Brigate nere ferraresi e non solo, episodio del quale il regista, come molti suoi coetanei, era stato commosso e sensibile testimone oculare – ricordo indelebile – a soli sedici anni.
Fu girato praticamente tutto negli studi cinematografici, ricostruendo una Ferrara eclatantemente sproporzionata, ‘metodologia’ che il regista volle usare anche per il suo ultimo E ridendo l’uccise, del 2005, per la ormai non più plausibilità dello storicismo filologico delle locations ferraresi.

Alla sceneggiatura del film, scritta da Vancini (solo suo è l’iniziale adattamento) ed Ennio De’ Concini, si aggiunse il contributo di un giovane Pier Paolo Pasolini, allora ancora giovane insegnante e poeta, al quale le porte del cinema erano state aperte da poco dall’amico e sodale Giorgio Bassani.

di Maria Cristina Nascosi Sandri

LINK INTERNO :
Grandi di Ferrara: Antonioni, Bassani, Vancini, Visconti e…gli altri
https://altritaliani.net/grandi-di-ferrara-antonioni-bassani-vancini-visconti-egli-altri/

LINK ESTERNO :
SITO UFFICIALE DELLA MOSTRA DI VENEZIA, SEZIONE CLASSICI RESTAURATI
https://www.labiennale.org/it/news/i-film-restaurati-di-venezia-classici-alla-83-mostra

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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