Gli aironi simbolo di libertà, in questo caso espressiva, che possono volare sui cieli di tutte le bandiere – richiamo forse all’animazione di Hayao Miyazaki – sono stati raffigurati per la nuova immagine della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che aprirà i battenti al Lido dal 2 al 12 settembre.
La rassegna quest’anno ha un vero e proprio respiro internazionale molto attuale: «Una finestra sul mondo contemporaneo – parole del direttore della Mostra Alberto Barbera durante la presentazione ufficiale lo scorso 17 luglio – per riflettere la situazione di crisi militare, politica e umana che stiamo vivendo.» Lasciando da parte le polemiche che hanno coinvolto la Biennale di Venezia e il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco in merito alle attività del padiglione della Russia ai giardini di Sant’Elena, la kermesse sembra aver superato quasi indenne – a parte forse alcuni stanziamenti di fondi dell’Unione Europea e un film russo in concorso “Dau” del regista Khrzhanovsky contestato dai ministeri della Cultura e degli Esteri di Kiev – le onde contrarie che potevano minacciare il suo programma. Ecco che il direttore Barbera, fresco di una proroga alla conduzione della mostra per altri tre anni, ha curato una selezione di opere prime tra Venezia 83. Concorso, Venice Open Fuori Concorso, Orizzonti, Venezia Spotlight, Venice Immersive, Biennale College Cinema e Proiezioni Speciali; dove il cinema è, sempre con le parole di Barbera, «ancora il più importante strumento per raccontare il reale che viviamo: i film sono l’hashtag del mondo contemporaneo».
In Concorso, a contendersi il Leone d’Oro, quello d’Argento più altri premi alle categorie, ci saranno venti film che rappresenteranno il meglio della produzione mondiale. Gli Stati Uniti che negli anni scorsi hanno dominato il programma, quest’anno sono presenti con pochi film e a livello di produzioni indipendenti, questo – sempre a detta del direttore della Mostra – dovuto a un periodo di difficoltà produttive per le major hollywoodiane. Invece i film italiani saranno ben cinque; sia per una sorta di riscatto dall’esclusione dei nostri titoli importanti in altre rassegne internazionali (Berlino, e soprattutto Cannes) sia perché alcuni registi avevano pronti solamente ora i loro ultimi lavori.

La nostra squadra ha come portabandiera il regista Nanni Moretti che ritornerà in competizione dopo ben trentasette anni da “Palombella rossa” con il film “Succederà questa notte”, tratto dal romanzo “Legami” di Eshkol Nevo. In un condominio, all’interno di quattro appartamenti, uomini e donne accomunati da solitudini, desideri inespressi e vuoti emotivi, mostrano la fragilità dei legami umani. Le loro storie si sfiorano, si intrecciano e si influenzano reciprocamente. Nel cast lo stesso Moretti, Louis Garrel, Jasmine Trinca e Hippolyte Girardot.
Anche il regista Marco Bechis dopo 27 anni di assenza da Venezia è di nuovo in competizione con il film “Ritorno a Buenos Aires” per riflettere ancora, dopo “Garage Olimpo” (1999) sulla dittatura argentina. Nel film un medico italiano decide di tornare a Buenos Aires per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo avevano sequestrato trentatré anni prima. Quel ritorno lo costringerà a confrontarsi con il peso di essere un sopravvissuto. Nel cast Adriano Giannini e Ana Celentano.
Seconda volta anche per il regista e sceneggiatore Andrea Pallaoro che, dopo “Hannah” (nel 2017 valse a Charlotte Rampling la Coppa Volpi per la migliore interpretazione) presenta “The Echo Chamber”. Una storia d’amore in cui i protagonisti, Leo (Luca Marinelli) e Anne (Alicia Vikander) vivono tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo che si confondono fino a dissolversi. Seguiti da una voce femminile (Susan Sarandon) che attraversa lo spazio e il tempo. Il lavoro è tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, che vi inserì molto della sua biografia intima e dei suoi ultimi dolorosi anni, ma che purtroppo non riuscì a realizzare.
Di Paolo Strippoli, già autore del film presentato lo scorso anno al Lido “La valle dei sorrisi”, si vedrà “L’estranea” dove il regista prosegue l’originale strada dell’horror di provincia (“A Classic Horror Story”, “Piove”). Nella trama, una donna si presenta all’improvviso a casa di sua figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea. Un segreto custodito troppo a lungo, che ora torna a reclamare il suo prezzo. Nel cast Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.

Seconda volta in concorso anche per il regista Edoardo De Angelis che ritorna a Venezia dopo il film storico-biografico “Comandante” (2023) con una storia più contemporanea, imperniata sui conflitti di famiglia: “Il fuoco che ti porti dentro”. La storia vede protagonista un uomo che si è creato una famiglia e una carriera di successo a Milano. Alla cena della Vigilia di Natale viene invitata sua madre, una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile. La serata diventerà tra l’imbarazzante, il comico e il feroce, una resa dei conti tra madre e figlio destinata a cambiare il senso del loro legame. Tratto da un testo dello scrittore Antonio Franchini, il film vede tra gli interpreti Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito, Tommaso Ragno.
Fuori Concorso troveremo tre registi fuoriclasse che hanno accettato di presentare i loro ultimi lavori in questa sezione: Gianni Amelio, Mario Martone e Giovanni Veronesi. Del primo si vedrà “Nessun dolore” dove troviamo Alessandro Borghi impersonare un giovane libraio romano che vedrà la sua vita stravolta quando un bambino nordafricano entrerà improvvisamente nella sua quotidianità. Un drammatico incidente lo spingerà in un profondo vortice di sensi di colpa e scelte irrazionali. Con Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
Mario Martone regista e Toni Servillo attore hanno lavorato molte altre volte insieme. Il loro sodalizio artistico è iniziato da giovani. La coppia ha collaborato in numerosi progetti di successo per il teatro e per il cinema, presentati anche a Venezia (da “Morte di un matematico napoletano” 1992, fino a “Qui rido io” del 2021, per citarne solo alcuni). Martone presenterà “Scherzetto” dove Servillo interpreta un nonno alle prese con un vivace nipotino: tra quattro mura e un balcone nella Napoli più verace, nell’arco di settantadue ore si consuma un vero e proprio duello, capace di far riaffiorare ricordi, fragilità e fantasmi. Tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, e scritto con Ippolita di Majo, vede tra gli interpreti anche Serena Rossi e Lorenzo Perrotta.
La commedia in costume “Dio ride” di Giovanni Veronesi sarà il film di chiusura della mostra. Ambientato nel Seicento toscano, si immagina un frate, Leopoldo da Casamacchia (interpretato da Pierfrancesco Favino) che gira per i villaggi predicando alla gente un Vangelo gioioso, dove racconta di un Dio quasi umano e sorridente. La notizia del successo delle sue prediche arriverà fino al Papa, che sarà costretto a inviare un rigoroso e fidato cardinale (Silvio Orlando) per indagare sul carisma del frate e per riportarlo sulla ortodossa retta via. Nel cast anche Paolo Rossi e il compianto Carlo Cecchi alla sua ultima apparizione.
Aprirà la sezione Orizzonti in concorso il lavoro di Alina Marazzi “La ragazza con la Leica” sugli ultimi momenti di vita della celebre fotografa Gerda Taro. Nel film la donna (l’attrice Emilia Schüle), rifugiatasi a Parigi nel 1937 con il suo compagno Robert Capa in fuga dalla Germania nazista, trascorrerà la sua ultima notte prima di partire con la sua inseparabile macchina fotografica per il fronte spagnolo dove finirà per perdere la vita. Diventerà così il simbolo e la prima fotoreporter morta su un campo di battaglia. Aveva solo 26 anni. Tratto dall’omonimo romanzo biografico della scrittrice italo-tedesca Helena Janeczek del 2017.
Sempre in questa sezione troviamo l’esordio alla regia dell’attrice Anna Foglietta con il film “Una storia” dove racconta di un coppia apparentemente solida che vede vacillare il proprio equilibrio quando la figlia deciderà di andare a studiare fuori sede. Con Alba Rohrwacher e Guido Caprino. Altro film sarà “La città dei vivi” di Edoardo Gabriellini, tratto da un romanzo di Nicola Lagioia sulla vita di un ragazzo alla ricerca del proprio posto nel mondo; con Valerio Mastandrea.

Ultimo italiano in concorso in questa sezione è “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci. La storia con esiti drammatici di un padre (Riccardo Scamarcio) con un figlio disabile, che si affezionerà a un nipote che sentirà come il figlio che non ha potuto avere.
Invece nella sezione “Venezia Spotlight”, dove è il pubblico a votare il miglior film, segnaliamo “Serpenti” di Roberto De Paolis (“Princess” del 2022 è stato presentato in Orizzonti) terzo suo lungometraggio. Scritta insieme ai fratelli D’Innocenzo, la trama dai toni kafkiani vede protagonista un uomo che ha ucciso senza motivo la moglie. Divorato dai sensi di colpa andrà a un commissariato per costituirsi; finirà tuttavia in una spirale paradossale e grottesca dove nessuno lo prenderà sul serio. Con Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino.
Segnaliamo inoltre le puntate della fiction televisiva in anteprima “Peccato” di Valerio Vestoso scritta e interpreta dall’attrice Emanuela Fanelli; un film-documentario commedia incentrato sulla sua vita e ambientato nel futuro, con molti volti noti dello spettacolo intervistati a raccontare il suo passato di attrice.
Per ultimo, nella categoria “Films on Films” ci sarà un lungo documentario (sette ore) di Luca Guadagnino “Joie de Vivre” dedicato al Maestro Bernardo Bertolucci, con molto materiale, anche inedito, con interviste a colleghi, amici, critici e appassionati del grande regista che ci ha lasciati nel 2018. Per concludere, il documentario “Nino – un film su Nino Rota” di Walter Fasano, che esplora la vita, l’opera e l’universo intimo del grande compositore del Novecento, autore di indimenticabili colonne sonore per il cinema (“Il Padrino”).
Si può quindi veramente dire che quest’anno alla Mostra del Cinema, con la presenza di molti film, l’Italia farà davvero la parte del leone.
Andrea Curcione
Il programma completo dell’83esima Mostra del cinema di Venezia: Tutti i film presenti.
Film in Concorso
Ink di Danny Boyle (Regno Unito) FILM APERTURA
Bucking Fastard di Werner Herzog (Irlanda, USA)
Wild Horse Nine di Martin McDonagh (Regno Unito, USA, Cile)
15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn (Francia)
Nelson San, Anata ha hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto (Giappone, USA, Thailandia, Vietnam)
Primetime di Lance Oppenheim (USA)
Succederà questa notte di Nanni Moretti (Italia, Francia, Spagna)
Ga-neung-han Sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
The Echo Chamber di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio)
Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)
Look Back di Hirokazu Koreeda (Giappone)
L’estranea di Paolo Strippoli (Italia, Francia, Belgio)
Bunker di Florian Zeller (Francia, Spagna)
Company di Casey Affleck (Canada, USA)
DAU di Ilya Khrzhanovsky (Germania, Francia, Svezia)
Un bon petit soldat di Stéphane Brizé (Francia)
Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis (Italia)
Un peu avant minuit di Nicolas Pariser (Francia)
Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari (Iran, Svizzera, Italia, Canada, Turchia)
Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis (Italia, Brasile)
Fuori Concorso – Venice Open
Nessun dolore di Gianni Amelio (Italia)
The Basics of Philosophy di Paul Schrader (USA)
Jupiter di Alexandre Smia (Francia)
Father Joe di Barthélémy Grossmann (Francia)
Arrested Memory di Sabu (Taipei, Giappone)
No Paradise If You Are Killed by a Woman di Halkawt Mustafa (Norvegia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Svezia)
Scherzetto di Mario Martone (Italia)
Un bon avocat (The Good Lawyer) di Tristan Séguéla (Francia)
Makikiraan po (Let Us Through, Dear Ancestors) di Lav Diaz (Filippine)
Dio ride di Giovanni Veronesi (Italia) FILM CHIUSURA
Non Fiction
Everest: The Other Side di Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin (USA, Cina, Nepal)
Burgundy di Michael Dweck, Gregory Kershaw (Francia)
Queer Edward II di Theo Rollason (Regno Unito)
My Undesirable Friends: Part II — Exile Ch. 1-2-3 & Ch. 4-5 di Julia Loktev (USA)
The Road to Jericho di Amos Gitai (Francia, Regno Unito, Israele)
Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern, Will Lovelace (Regno Unito)
Imperium di Sergei Loznitsa (Germania, Italia, Francia, Lituania)
Al Mowaten Osama (Citizen Osama) di Ahmed Hassouna (Francia, Palestina)
From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders (Germania, Svizzera)
Biografía de Jorge Luis Borges P.1, P.2, P.3 di Mariano Llinás (Argentina)
Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky (Italia, Spagna, Germania)
Boatbuilders di Luke Lorentzen (USA)
Musk di Alex Gibney (USA)
Weichen (Dust) di Tsai Ming-liang (Taipei, Spagna)
Union Town di Barbara Kopple (USA)
Listy (Letters from the Silenced Country) di Andrei Kutsila (Polonia, Germania, Lituania)
Be Brave di Francesco Carrozzini (Italia)
What Love Builds di Russell Crowe (Australia)
Film on Films
The Pervert’s Guide to Utopias di Sophie Fiennes (Irlanda, Regno Unito)
Joie de vivre (Parte 1 & Parte 2) di Luca Guadagnino (Italia)
Juso per ferie di Karen Di Porto (Italia)
Twist & Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur (Francia)
Nino – Un film su Nino Rota di Walter Fasano (Italia)
Intermission di Yonfan (Hong Kong SAR)
Cortometraggi
Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal (USA)
Halayon (Wild Asparagus) di Avi Mograbi (Portogallo, Francia)
They’re Here di Laura Poitras, Rachel Lauren Mueller (USA)
Serie
Peccato di Valerio Vestoso (Italia)
Eventi Speciali
Il primo della classe di Andrea Ricciotti (Italia)
Dai nostri inviati. La Rai racconta la Mostra del Cinema di Venezia 2001-2012 di G. Giannotti, E. Salvatori, N. Berardi (Italia)
Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia di Stefano Knuchel (Svizzera)
Orizzonti
Lungometraggi
La ragazza con la Leica di Alina Marazzi (Italia, Germania) FILM APERTURA
Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei (Iran, USA, Germania)
Too Much Sugar di Robert Greene (USA)
La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia)
La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini (Italia)
Eklipse di Manuel Wetscher (Austria, Italia)
Un détour par Diane di Ann Sirot, Raphaël Balboni (Belgio, Francia)
The Difficult Bride di Rubaiyat Hossain (Francia, Bangladesh)
Oase (Oasis) di Jannis Lenz (Germania, Austria)
Yak Mai (The Burning Giants) di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia)
I figli della scimmia di Tommaso Landucci (Italia)
Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra) di Jacqueline Lentzou (Grecia, Germania)
Una storia di Anna Foglietta (Italia)
La moula di Jérôme Pierrat (Francia)
The Color of the Sun di Xavier Tera (Canada, Italia, Giappone)
Cudze rzeczy (What Belongs to Others) di Grzegorz Dębowski (Polonia)
Do kraja dana (Until the Day Ends) di Jelena Maksimović (Serbia, Bulgaria)
Huangyan shenghuo (Big Little Things) di Michelle Zhou (Hong Kong, USA)
Lovers in the Blue Night di Anuparna Roy (India, USA)
Venezia Spotlight
Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai (Giappone, USA) FILM APERTURA
Furies di Rami Kodeih (Brasile, Libano)
Serpenti di Roberto De Paolis Maino (Italia)
Hombre al agua di Gael García Bernal (Messico)
Eu contez (I Matter) di Alina Șerban (Romania, Germania)
Guria di Levan Koguashvili (Georgia, Svizzera)
Place to Be di Kornél Mundruczó (Australia)
Földszint (Ground Floor) di Gábor Reisz (Ungheria, Italia)
Naza di Yuval Abraham, Rachel Szor (Regno Unito, Palestina)






































