Un libro per Natale 2018: romanzi, racconti, saggistica…

Come ormai tradizione, anche quest’anno ecco a voi la nostra selezione di libri da regalare per il Natale 2018, ormai alle porte. In testa alla lista vi presentiamo due giovani scrittrici dal profilo ‘Altritaliani’. La prima è Jhumpa Lahiri, nata a Londra da genitori bengalesi. Cresciuta negli Stati Uniti, attualmente vive e insegna a Princeton dopo aver trascorso lunghi periodi a Roma. Il libro che vi presentiamo è ‘Dove mi trovo‘ il suo primo libro scritto direttamente in italiano, quindi fa parte a pieno titolo della littérature de la migration italophone.
La seconda autrice è Eleonora Marangoni, nata a Roma, ha vissuto a Parigi, dove ha compiuti i suoi studi in letteratura comparata. Ha scritto su Proust e in lingua francese ha pubblicato il romanzo illustrato ‘Une demoiselle’ (Michel de Maule, 2013).
Vi lasciamo sfogliare il resto della lista che, come al solito, cerca di soddisfare tutti i gusti: romanzi, racconti, saggistica e non mancano alcune novità su opere recentemente tradotte in francese o pubblicazioni sull’Italia in francese. Buona lettura e ovviamente buone feste!

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Jhumpa LahiriDove mi trovo, Guanda, 2018.

Sgomento ed esuberanza, radicamento ed estraneità: i temi di Jhumpa Lahiri in questo libro raggiungono un vertice. La donna al centro della storia oscilla tra immobilità e movimento, tra la ricerca di identificazione con un luogo e il rifiuto, allo stesso tempo, di creare legami permanenti. La città in cui abita, e che la incanta, è lo sfondo vivo delle sue giornate, quasi un interlocutore privilegiato: i marciapiedi intorno a casa, i giardini, i ponti, le piazze, le strade, i negozi, i bar, la piscina che la accoglie e le stazioni che ogni tanto la portano più lontano, a trovare la madre, immersa in una solitudine senza rimedio dopo la morte precoce del padre. E poi ci sono i colleghi di lavoro in mezzo ai quali non riesce ad ambientarsi, le amiche, gli amici, e «lui», un’ombra che la conforta e la turba. Fino al momento del passaggio. Nell’arco di un anno e nel susseguirsi delle stagioni, la donna arriverà a un «risveglio», in un giorno di mare e di sole pieno che le farà sentire con forza il calore della vita, del sangue. Questo è il primo romanzo di Jhumpa Lahiri scritto in italiano, con il desiderio di oltrepassare un confine e di innestarsi in una nuova lingua letteraria, andando sempre più al largo.

Jhumpa Lahiri è autrice di sette libri, tutti pubblicati in Italia da Guanda: L’interprete dei malanni, L’omonimo, Una nuova terra, La moglie, In altre parole, Il vestito dei libri. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: Premio Pulitzer, PEN/Hemingway Award, Frank O’Connor International Short Story Award e Guggenheim Fellow – ship. Nel 2012 è stata nominata membro dell’American Academy of Arts and Letters.


Eleonora Marangoni, Lux, Neri Pozza, 2018.

Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l’amore, o il ricordo dell’amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione.
Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un’isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull’isola – saranno l’occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.

Eleonora Marangoni ha pubblicato il saggio Proust et la peinture italienne (Michel de Maule, 2011), il romanzo illustrato Une demoiselle (Michel de Maule, 2013) e Proust. I colori del tempo (Mondadori Electa, 2014). Nel 2017 ha vinto il Premio Neri Pozza con Lux.


Paolo Macry, Napoli – Nostalgia di domani, Il Mulino, 2018.

Napoli è una sorpresa che deve essere cercata senza pigrizie nella carne viva del suo corpo affollato, accettando le tensioni di un viaggio in territori ignoti. È un catalogo di possibilità che la storia ha reso talvolta drammatico. Uno specchio di intelligenze, passioni, ferite, in cui a ciascuno è dato ritrovare qualcosa di se stesso.
Napoli è uno di quei luoghi che ciascuno crede di conoscere anche se non li ha mai visti. Un immaginario spesso ideologico, fatto di stereotipi, di racconti ossificati, di un’infinita aneddotica. La città si giudica continuamente e viene continuamente giudicata. Sconta il pessimismo indulgente che non di rado gli stessi «nativi» si cuciono addosso e sconta la lontananza culturale, arcigna o paternalistica, di chi la osserva dall’esterno. Di Napoli, Paolo Macry tocca le nervature profonde, ripercorre i segni di un tessuto urbano bimillenario, i comportamenti di lungo periodo della popolazione. Insegue le fratture drammatiche della sua storia, le esperienze politiche che l’hanno segnata, fino alle vicende di tre sindaci-sovrani, Lauro, Bassolino e de Magistris. Ci trasmette la suggestione di una città difficile e mai rassegnata. Napoli, per chi voglia conoscerla, capirla, ritrovarla, continua a essere un mondo. Un mondo da pensare. O forse un modo di pensare.


Christian Raimo, La parte migliore, Einaudi Supercoralli, 2018.

«La domanda giusta per chi ha a che fare con una quasi diciottenne non è che cosa ha in testa, ma che cosa ha in corpo».
Leda e Laura sono madre e figlia. La prima ha quarantacinque anni, fa la psicologa e assiste i malati terminali; la seconda non ne ha nemmeno diciotto e va al liceo. Sono due donne determinate e intelligenti, che vivono insieme come fossero sorelle. Un giorno Laura torna a casa da scuola, è agitata, e confessa alla madre che è incinta: a una festa, ubriaca, ha fatto sesso con un ragazzo. «Non ti preoccupare», le dice Leda, la abbraccia, e le promette che la accompagnerà lei stessa in ospedale. Nelle loro giornate tutto si è sempre risolto con facilità, da quando anni prima un incidente doloroso le ha costrette a essere forti e autosufficienti; anche stavolta sarà cosí. Se non fosse che per loro è giunto il momento di fare i conti con le proprie ombre, tra incombenze lavorative impossibili, ribellioni adolescenziali e il mondo che a fatica proviamo ad abitare tutti i giorni. La vita di ciascuno di noi nasconde in controluce tutto ciò che non siamo diventati, quello che – per paura, o per eccesso di amore – non abbiamo avuto il coraggio di dire. Il solo modo per poter essere liberi, sembra suggerirci questo romanzo, è non pensare di essere padroni del proprio destino.


Wu Ming, Proletkult, Einaudi – Stile libero, 2018.

Mosca, 1927. Che le proprie storie si mescolino alla realtà fino al punto di prendere vita: non è questo il sogno segreto di ogni narratore? È ciò che accade ad Aleksandr Bogdanov, scrittore di fantascienza, ma anche rivoluzionario, scienziato e filosofo. Mentre fervono i preparativi per celebrare il decennale della Rivoluzione d’Ottobre e si avvicina la resa dei conti tra Stalin e i suoi oppositori, l’autore del celebre Stella Rossa riceve la visita di un personaggio che sembra uscito direttamente dalle pagine del suo romanzo. È l’occasione per ripercorrere le tappe di un’esistenza vissuta sull’orlo del baratro, tra insurrezioni, esilio e guerre, inseguendo lo spettro di un vecchio compagno perduto lungo la strada. Una ricerca che scuoterà a fondo le convinzioni di una vita. «Si dirigono all’uscita, passando tra i modelli esposti. I diversi razzi sembrano rivelare la provenienza dei loro progettisti. Quello di Max Valier, sudtirolese, è un fuso di metallo e volontà tedesca, con due ali tozze, simili a braccia, ognuna terminante in un missile aguzzo. L’astronave di Federov è una balena di latta, piena di misteriosi diverticoli e trombe estroflesse, che ci s’immagina navigare malinconica e russa verso altre galassie. Il siluro lunare di Goddard è un proiettile gigante, senza fronzoli, pragmatico e yankee. I velivoli di Esnault-Pelterie sono farfalle di eleganza francese, mentre il razzo a quattro stadi con motore a doppia reazione, dell’italiano Gussalli, è barocco a partire dal nome».


A cura di Corrado Augias , Racconti parigini, Einaudi – Supercoralli, 2018.

Hemingway senza un soldo fra bistrot e librerie, Proust a Versailles per la festa del secolo, Buzzati alle prese con la sua personale Torre Eiffel, Perec in Saint-Sulpice per un nuovo esperimento… Globale come New York, misteriosa come Londra, antica (quasi) come Roma, vivace come Istanbul, Parigi è una città che ne contiene mille. È nota universalmente come ville lumière, ma forse sarebbe piú giusto dire ville littéraire, perché nessun luogo è stato amato, vissuto e decantato dagli scrittori più di Parigi. Attraverso le loro storie e le loro parole, Corrado Augias ci guida in un viaggio di scoperta per la città più raccontata del mondo. Perché Parigi è una festa mobile, che «non avrà mai fine».

 


In traduzione francese proponiamo:

Stefano Massini, Les Frères Lehman, Globe Editions, 2018, Traduit de l’italien par Nathalie Bauer.

Prix Médicis Essai 2018

Trois frères juifs, venant de Bavière, débarquent en 1844 sur le quai de New York, ouvrent un magasin de tissus et créent le métier de gestionnaire : vendre à d’autres des choses qui ne leur appartiennent pas. De Montgomery à Wall Street, les frères Lehman s’attaquent aux marchés du coton, du café, puis à celui du chemin de fer, transforment leur entreprise en banque, reconstruisent l’Alabama après la Guerre de Sécession, créé la Bourse à Wall Street. Puis c’est la première chute… le crash boursier de 1929. Ils surmontent cette crise, sans tirer les leçons de cette catastrophe sans précédent et continuent leur infernale ascension… Mais chaque étape de cette ascension est une étape de plus vers leur chute qui devient le symbole de la crise d’un système entier, d’un système qui a fini par leur échapper, à eux qui l’avaient créé. De ce long poème épique surgissent de courts dialogues et des rêves prémonitoires. Derrière les enseignes des banques, les figures oubliées de l’histoire d’une économie moderne. Stefano Massini définit cette pièce comme « un matériel scénique (…) un grand mélange de récit, de roman, de drame, de comédie, d’éléments documentaires – et même de poésie ». Il emprunte avec humour aux récits bibliques et au cinéma américain. Construite comme une épopée aux tonalités haletantes d’un polar historique questionne l’humanité de chacun et démonte les mécanismes de notre modèle d’économie capitaliste.


Anna Felder, Sous l’œil du chat, Editions Le soupirail, 2018, Traduction de l’italien (Suisse) par Florence Courriol-Seita.

À l’approche d’un hiver interminable, on aimerait bien que rien ne bouge. S’attacher au mouvement des arbres, aux allées et venues des bonnes sœurs, se laisser porter par les chants des jeunes filles à l’étage, ou s’enivrer du parfum des premières fleurs…Mais dans ce quartier familial et paisible, au numéro 18 de la rue, où on parle italien, c’est l’histoire de l’expulsion imminente d’une famille qui se dessine dans un huis clos sous le regard du chat de la maison. L’attente qui constitue le cœur du récit fait vivre les peurs de chacun, les tensions avec le voisinage dans un quartier en proie aux changements urbains. Voici le regard éclairé de ce chat mutin, poétique, farouchement indépendant et attaché à son territoire sur les bouleversements qui touchent la « drôle de vie des hommes ».Entre hermétisme et symbolisme, jeux de lumière et de rôles, regards croisés, ce roman singulier propose une traversée du réel, tout en nuances.
Sur ‘Altritaliani’ une interview de la traductrice Florence Courriol Seita.


Robin Brinaert, Italie Abandonnée, Editions Jonglez, Guides insolites et secrets 2018 – 39,95€

Découvrez l’ancien pavillon de chasse de la duchesse de Parme, un spectaculaire château mauresque laissé à l’abandon, les vestiges d’un studio de cinéma avec les décors du film Pinocchio, un asile psychiatrique désaffecté, une discothèque tombée dans l’oubli dans un faux château médiéval, les ruines d’un hôtel spa renommé qui fut ravagé par un incendie. Robin Brinaert voyage à travers l’Italie depuis plus de huit ans à la recherche de ces lieux abandonnés, interdits et oubliés. Il met en lumière le destin dramatique de notre héritage, abordant ainsi la question essentielle de sa sauvegarde. Cliquez sur les images du portfolio!

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