Al Teatro Grande di Pompei dal 22 al 24 maggio si è svolta la quinta edizione del Festival “Sogno di Volare” 2026, che ha visto il coinvolgimento di studenti e adolescenti di vari licei e istituti superiori dell’area vesuviana, un territorio a rischio di dispersione scolastica e disoccupazione.
La manifestazione ha coinvolto il Parco Archeologico di Pompei, il Ravenna Festival e il Teatro di Napoli.
Quest’anno l’edizione, inaugurata con la Prima Assoluta di “Antigone”, tratta da Sofocle, ha introdotto un orizzonte più ampio, si è aperta alla danza e al formato del festival, e ha spostato l’attenzione dalla commedia alla tragedia, concentrandosi sull’opera sofoclea, con la riscrittura di Marco Martinelli. I lavori del regista emiliano sono stati ospitati in festival prestigiosi come il Teatro Olimpico di Vicenza, Ravenna Festival e il Piccolo di Milano e hanno attirato anche l’interesse del Teatro Nazionale di Atene e di una popstar di fama mondiale come Madonna che – in occasione di una sua visita a Pompei nel 2024 – ebbe modo di assistere a una performance e decise di sostenere finanziariamente l’annualità successiva.
La figura di Antigone, esempio di disobbedienza civile e amorosa, che si ribella pubblicamente al potere maschile e istituzionale, rivendicando il diritto di parola, giudizio e azione, è stata utilizzata come simbolo di resistenza contro le ingiustizie attuali, ponendo domande sul potere e sulla responsabilità civica. È collegata al conflitto tra etica e diritto, ribellione femminista e nuove interpretazioni legate ai drammi delle migrazioni.
Una rivisitazione della tragedia molto attuale, che non si esime dal rimarcare quanto l’uomo di questo tempo sia ancora quello della “fionda e della pietra”.

La passata esplorazione della commedia aristofanea ha ceduto il passo alla tragedia, mantenendo come obiettivo opere di forte rilevanza per il contemporaneo: l’eroina greca Antigone assurge a simbolo di ribellione e giustizia. Marco Martinelli da sempre porta in scena opere di denuncia sociale e politica, come Uccelli, Pluto e Lisistrata, e ora la sua attenzione si è concentra su Antigone, simbolo di disobbedienza e amore morale.
D’altronde la missione del progetto è salvaguardare il patrimonio universale, promuovendo il teatro come antidoto contro le “echos chambers” dei social media e come forma di autodifesa contro la vacuità del potere.
Il 23 maggio, invece, è stata rappresentata “Baccanti” tratta da Euripide, con il riallestimento di un lavoro del 2009 del coreografo e regista belga di origini russe Micha Van Hoecke, dagli allievi del Liceo “Ernesto Pascal” di Pompei diretti da Miki Matsuse, in ricordo del coreografo scomparso nel 2021. La coreografia di Van Hoecke unisce canto, parola e musica, mescolando suoni greci, giapponesi e wagneriani. Con Miki Matsuse alla direzione dei giovani, il progetto è rinato, unendo passato e futuro. La coreografa sottolinea il talento di Van Hoecke nel formare artisti e il suo impatto duraturo sulla crescita dei giovani.

Nelle Baccanti si pone in evidenza il bisogno di evasione e la manipolazione di massa e si esplora il conflitto tra Dioniso e Penteo. Dioniso rappresenta l’irrazionale, mentre Penteo simboleggia l’autorità repressiva. Il dramma tocca temi quali la fuga dalla realtà, la crisi della ragione e il potere dei media. La violenza catartica di Penteo diventa una metafora della violenza generata dalle ideologie.
Il riallestimento del dramma di Euripide, ha favorito il confronto tra memoria e alterità, con una fusione di canto, parola e musica.
Il celebre coreografo e regista belga Van Hoecke si distingueva per il riconoscimento del talento e la capacità di far emergere giovani artisti, un valore che è stato trasmesso attraverso il lavoro della sua compagna d’arte e di vita, la danzatrice e coreografa giapponese Miki Matsuse, che ha animato la proposta in questione.
Il progetto Sogno di Volare ha, infatti, radici nella “non-scuola”, pratica teatrale pedagogica fondata dal Teatro delle Albe, riconosciuta per prestigiosi premi, e documentata da testi e autori come Marco Martinelli. Proprio a partire dagli anni ’90 Van Hoecke intraprese una forte collaborazione con il Ravenna Festival, dove debuttò come regista d’opera, vincendo un premio per la coreografia, mentre nel 2016 ricevette un premio speciale per i 27 anni di collaborazione.
I temi principali affrontati nelle rappresentazioni di quest’anno sono urgenti e socialmente significativi, come la ribellione contro le ingiustizie e le dittature moderne rappresentate da Antigone, che sfida le leggi ingiuste per onorare l’amore e la famiglia, e le questioni di potere e violenza nelle società contemporanee, come evidenziato dal coinvolgimento delle Baccanti di Euripide, che esplorano il mito di Dioniso e la diversità interiore.
La riflessione sui tiranni e i ribelli di oggi, con un focus sulla responsabilità e la giustizia, sono stati alla base della scelta della direzione artistica di “Sogno di Volare”, teso a mettere in scena e far “rivivere” i testi classici e rafforzare il senso civico e collettivo dei giovani, facendo luce su tematiche di giustizia, ribellione e responsabilità sociale.
Il teatro è stato utilizzato come strumento di riflessione politica e culturale, sottolineando l’importanza del patrimonio archeologico di Pompei.
Gli spettacoli proposti, patrocinati dal Parco Archeologico di Pompei, si inseriscono in un quadro di pratiche che valorizzano il teatro come strumento di empowerment giovanile e di riflessione critica sulla società.
Questo esercizio favorisce la crescita artistica e personale dei giovani, mantenendo vivo il metodo di formazione di Micha Van Hoecke, scomparso nel 2021, figura di riferimento del progetto.

Tra gli obiettivi principali di “Sogno di Volare” rientrano a pieno titolo, oltre alla promozione dell’educazione civica, anche il rinnovamento e l’attualizzazione dei testi classici, utili a riconquistare il senso collettivo e civile del teatro. Un ulteriore fine è quello di celebrare e valorizzare tre pilastri del patrimonio dell’umanità: il teatro classico, l’archeologia di Pompei e l’attenzione per le nuove generazioni, ideali che devono essere tutelati e trasmessi nel tempo. Il teatro è anche un antidoto contro le echo chambers dei social media, favorisce il dialogo, l’empatia e la consapevolezza civica tra i giovani. Il progetto, inoltre, si propone di usare questa forma d’arte come strumento di educazione civica e sociale, stimolando i giovani a riflettere su temi di attualità, facilitando il loro coinvolgimento attraverso attività di laboratorio e rehearsal che rafforzano il senso di appartenenza e partecipazione, un approccio che valorizza le capacità creative. Infine, l’ampliamento verso le forme del festival, promuove l’interdisciplinarità, coinvolgendo anche la danza e altri linguaggi artistici, esperienza che si avvale non solo della recitazione e della messa in scena, ma anche del lavoro sul testo e sulle musiche, mettendo in luce l’energia, la spontaneità e il ruolo dei giovani attori, visti come protagonisti piuttosto che semplici spettatori, attraverso un processo di partecipazione creativa e performativa.

E meritano proprio un plauso i ragazzi, che, con l’entusiasmo della loro giovane età, hanno saputo cogliere fino in fondo il messaggio dell’uomo antico e sono stati capaci di attualizzarlo, recitando anche nella loro lingua, quella vernacolare, intensa e vibrante, catturando l’attenzione degli spettatori dalla prima all’ultima scena.
Parallelamente alla manifestazione, il 23 maggio, in occasione della Notte dei Musei, sono stati aperti dalle 19:30 alle 23:30 con ingresso a 1 euro i siti archeologici della Grande Pompei, con due percorsi disponibili. Il primo ha incluso l’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione presso la Palestra Grande, accompagnato dalla performance « Pompei. Persone di gesso », che affronta questioni etiche riguardo all’esposizione dei calchi, e la visita a dimore urbane; l’altro percorso ha portato alla Villa dei Misteri e alla Villa Regina a Boscoreale, che ospita un carro cerimoniale, e altre scoperte archeologiche in corso di scavo.
Adele Tirelli
LINK INTERNO:
Lisistrata di Aristofane a Pompei con la non-scuola di Marco Martinelli (stagione 2025), recensione di Adele Tirelli:
https://altritaliani.net/lisistrata-di-aristofane-a-pompei-con-la-non-scuola-di-marco-martinelli/



































