Pubblichiamo con piacere due nuovi componimenti poetici di Gabriele De Masi, un nostro Autore molto fedele che ci scrive dall’Irpinia. Ambedue sono inerenti a temi contemporanei e pubblici : la malattia di Vittorio Sgarbi e la Sagrada Família di Barcellona in virtù del viaggio apostolico. Le due poesie si muovono tra la dimensione privata e pubblica.
La prima affronta la fragilità umana attraverso la figura di Vittorio Sgarbi, critico d’arte, intellettuale, personaggio mediatico, a volte cocente polemista, la cui malattia diventa specchio di vulnerabilità. Il tempo rallenta e l’identità vacilla. Il componimento non cerca l’effettismo, ma indaga il confine tra la notorietà e l’intimità, trasformando il privato in occasione di riflessione sull’inesorabile scorrere del tempo, la finitudine, la memoria e la possibilità/impossibilità di cura.
La seconda prende come sfondo la Sagrada Família e la recente visita del Papa a Barcellona, combinando la sacralità architettonica e il gesto simbolico di unità di Leone XIV. Il testo esplora il dialogo tra fede, Spirito di Cristo, arte e pace del perdono. La basilica di Gaudí, luogo di pietra e luce, diventa metafora di attesa e rinascita, mentre la presenza papale ricollega l’edificio alla comunità globale, sollevando domande sulla fede interiore e sul ruolo delle istituzioni religiose nella sfera civile.
Si invita il lettore a riflettere su come la sofferenza, la fede e l’immagine pubblica plasmino la nostra percezione del presente.
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A Vittorio Sgarbi
Le scarne mani dalle ossute dita
fermano pagine al fresco libro aperto alla dedica,
richiesta a cortesia.
Lo sguardo fissa lo scritto, segue l’andare dell’inchiostro,
che riporta in calce
la pretesa firma.
Cosa stai pensando,
oltre quel foglio,
inciso in uno smarrito gorgo di memoria.
Non curi più il ciuffo alla fronte, vezzo all’apparire di volto conosciuto,
né la parola freme, affronta, taglia,
alle dispute in gara per la sfida.
Muta è la scena di mestizia,
non sa la mente ridare quel vigore,
quieta è la presenza dell’agire;
alta, alla scrittura preme
l’esistenza assopita.
(Gabriele De Masi)
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Catalogna piena di Grazia
Guglie, pinnacoli verso il cielo/
e, sopra, la Croce, alta,/
visione, volo, a cercare/
la pace del perdono, l’ascolto/
alle ferite del mondo e nostre.
Sagrada, merletto di pietre
e vetrate, labirinto di preghiera
bagliore, in terra, della Grazia
che guarda e segue da lassù.
Saliamo le scale impervie
del sentiero al Mistero
che tutti, al suo cospetto, aspetta.
(Gabriele De Masi)
(logo dell’articolo, fonte: giornale La Sicilia, 10 giugno – Il Papa a Barcellona)
















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