Santa Luzzia ovvero il Solstizio d’inverno nella cultura popolare di Ferrara

Oggi è Santa Lucia, la santa ‘degli occhi’ e, in senso translato, della luce.

Nella storia dell’antica cultura dialettale della mia città, la rinascimentale FERRARA, ci son alcuni detti che è bello tramandare, non dimenticare di ricordare, perché come tutto ciò che è cultura popolare, contengono verità forse semplici, sicuramente non semplicistiche e, comunque, spesso inconfutabili, antichi saperi che fanno rete, spesso tramandati ‘dal femminile’ a tutti, grandi e piccini.

Altritaliani
Un dettaglio dalla Santa LUCIA del ferrarese Francesco del COSSA,
National Gallery of Art di Washington

Sebbene si ritenesse in passato che la festa di Santa Lucia fosse il giorno più corto dell’anno, questo record spetta invece al Solstizio d’Inverno, che quest’anno cadrà il 22 dicembre alle 4.19. Giorno triste, forse? Ma no, perché è dall’indomani che si ricomincia – almeno idealmente – a camminare verso le lunghe e soleggiate giornate primaverili e invernali: per questo il Solstizio d’Inverno assumeva anche il significato di rinascita, di ripresa della vita, nei tempi passati.

Così, piacevolmente, si riporta a seguire una piccola filastrocca che molte, molti, non più giovanissimi, probabilmente si ricorderanno – le nonne ed i nonni ce la proponevano – che affabula sul tempo, quello solare, ma anche, simbolicamente, quello cronologico: le giornate stanno per allungarsi, a poco a poco, a preannunciare che l’inverno ormai alle porte ci avvicina alla primavera, al trionfo della luce e della speranza, dato che siamo vicini anche al Natale, e porta – why not – un augurio di pace e di serenità per i bambini ed i giovani, soprattutto, e ‘gli uomini e le donne di buona volontà’.

Par Santa Lùzzia, un cul ’d gùzzia.
Par Nadàl, un pass ad gall.
Pa la Vcéta, mezuréta.
Par Sant’Antòni, ’n’óra bòna.

Per Santa Lucia, una ‘cruna’ d’ago.
Per Natale, un passo di gallo.
Per la Befana, una mezz’oretta.
Per Sant’Antonio, un’ora tonda.
 
( trad. m.c.n.s.)

***

Parlando di tradizioni regionali, vi segnaliamo anche l’articolo intitolato “Gli occhi, l’olio e la piuma”. Stefano Di Maria, in arte il “Narratografo”, un giovane ingegnere molisano con la passione per la scrittura e per la fotografia, ci racconta un rito semplice, ma molto sentito: la benedizione degli occhi, che si celebra ogni anno a Santa Lucia in un’antica chiesa della sua città di Campobasso. https://altritaliani.net/gli-occhi-lolio-e-la-piuma/

Article précédentIl viaggio letterario di Francesco Diego Tosto
Article suivantA Santa Lucia riecheggia la canzone di De Gregori
Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

LAISSER UN COMMENTAIRE

Please enter your comment!
Please enter your name here

La modération des commentaires est activée. Votre commentaire peut prendre un certain temps avant d’apparaître.