Il viaggio letterario di Francesco Diego Tosto

 Va in libreria, per i tipi della Bastogi Libri, l’ultima fatica letteraria di Francesco Diego Tosto “Letteratura in dialogo: Incroci tra produzione letteraria e scienze dell’uomo”, con presentazione di Rosalba Galvagno e prefazione di Concetto Martello. Il volume è costituito da saggi inediti e da qualche saggio già pubblicato, ma riveduto e bibliograficamente aggiornato. Ciò ha determinato qualche difformità nell’applicazione delle norme metodologiche, in quanto i testi già editi rispettavano i criteri imposti dalle riviste ospitanti. Nonostante ciò, l’Autore, nel rispetto scientifico dell’uniformità, ha cercato di unificare quanto più, il libro nel suo insieme.

recensione AltritalianiLungo l’arco di sei capitoli ed un’appendice, Francesco D. Tosto, tra Ottocento e Novecento, analizza la letteratura arricchita ed alimentata da scienze affini, quali la religione (compresa la teologia), la filosofia, l’arte, il teatro ed il cinema, attraverso un ampio lacerto narrativo di ricomposizione poetica della complessa e qualche volta ostile realtà (Caos), contraltare della speranza e dell’armonia del (Cosmos), quale aspirazione dell’uomo verso la ricerca dell’armonia non sempre perduta. Un percorso, quasi una redenzione, questo dell’A., attraverso un’incisiva tensione etica poggiata sulla religione e veicolata dalle Sacre Scritture che hanno illuminato, con diversa gradualità, le opere degli scrittori analizzati nel saggio.

Nell’arco dei sei ampi capitoli vanno sotto la lente d’ingrandimento Sant’Agostino, Gesualdo Bufalino, D’Annunzio, Pirandello, Sciascia, Verga, Baudelaire, Bauman, Borges, Nino Borsellino, Cacciari, Calvino, Guitton, Langella, Pomilio, Ravasi, Righetto, Spadaro, Camilleri, Diego Fabbri, Pasolini, Quasimodo, Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Artaud, Gadamer, Ravasi, Ratzinger, Visconti, solo per citare i nomi più noti estrapolati dall’amplissimo arcobaleno letterario proposto dall’Autore.

Circa l’aspetto religioso ed in particolare quello teologico, Tosto annota che proprio in questi ultimi anni ha ripreso quota quel dialogo costruttivo tra letteratura e teologi già ampiamente valorizzato da Karl Rahner, Romano Guardini, Hans Urs von Balthasar, Charles Moeller e, in anni più recenti, da Jean Pierre Jossua, Ferdinando Castelli ed altri ancora. La letteratura, nel pensiero di tali studiosi, interloquisce con la filosofia e con la teologia, quando osserva l’uomo e la sua vita, in quanto condivide con esse la grammatica dell’infinito, pur ricorrendo a narrazioni e simboli nel tentativo di affermare anche le dimensioni dell’infinito. La letteratura, così operando, non si avvale di sterili astrazioni per eludere la realtà, ma aderisce alla vita e alla condizione umana per ampliarne il senso ed in tal modo tentare di comprendere.

La finzione del narrare, ci ricorda Michele Neri, non significa affatto un congedo dalla realtà del vissuto, ma rappresenta l’unico modo per percepire il vissuto umano, la sua realtà e i suoi sogni, la sua riuscita e fallimento. Solo mediante la finzione del narrare il sé può far diventare il proprio vissuto una vera e propria storia.

Opera straordinaria quest’ultima di Francesco D. Tosto che allarga l’orizzonte letterario sul terreno poco trattato dell’incrocio della letteratura con le altre scienze umane, un testo fondamentale dell’uomo alla ricerca di se stesso, ma soprattutto alla ricerca dell’Uomo e delle sue radici, l’essere superiore che comunque alberga in ciascuno di noi.

di Raffaele Bussi

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