La scomparsa di Manuel Burrus, motore dell’ Association France-Italie.

È mancato il 31 ottobre Manuel Burrus: il covid19 lo ha rapidamente colpito nonostante egli fosse quello di sempre, pieno di energie, soprattutto come Delegato Generale dell’ “Association France-Italie”, ossia il “motore” dell’associazione fondata nel 1964 dall’allora Ministro degli Esteri Maurice Couve de Murville per il rafforzamento dei legami tra i due Paesi, che si poteva già a quel tempo considerare come un asse che affiancasse quello franco-tedesco nel consolidamento della pace e dell’integrazione nella CEE.

Il prestigio dei Presidenti dell’Associazione confermava poi l’importanza attribuita a questa: a Jacques Fouques-Duparc, ex Ambasciatore a Roma dal 1947 al 1957, è succeduto dal 1966 al 1984 Gaston Palewski che, ex deputato del “Rassemblement du peuple français” di de Gaulle, ex vice presidente della Camera ed ex Ministro fino al 1955, dopo essere stato Ambasciatore di Francia a Roma dal 1957 al 1962 è stato dal 1962 al 1965 Ministro della Ricerca Scientifica nel Governo di Pompidou e dal 1965 al 1974 Presidente del “Conseil Constitutionnel”. La passione di Gaston Palewski per l’Italia, che trascendeva dalla sua partecipazione nel 1941-42 alla campagna d’Etiopia, si manifestava anche nel ricordo da alcuni attribuitogli di Palazzo Farnese (da lui, allora scapolo, restaurato) come “la gastonnière” (!), e nella creazione nel 1967, dopo le inondazioni, del “Comité français pour la sauvegarde de Venise” da lui presieduto. Consistenti, anche, erano stati i suoi appelli per l’alluvione di Firenze nel 1966 e il terremoto in Sicilia nel 1968.

Manuel Burrus

Dal 1984 al 1990 gli è succeduto Maurice Druon che pressoché contemporaneamente all’inizio del periodo, dal 1985 al 1999, è stato “Secrétaire Perpétuel” de l’“Académie Française” (di cui era membro dal 1966). La sua fama letteraria era già iniziata durante la guerra, quando dopo essersi unito a de Gaulle aveva composto i testi nel 1942 di “Le Galérien” e nel 1943 del “Chant des Partisans” e, dopo aver nel 1948 vinto il premio “Goncourt” con “Les grandes familles” (loro intrighi e decadenze tra le due guerre mondiali a Parigi), era arrivata al culmine con la serie dal 1955 al 1977 di “Les rois maudits” (dei XIII e XIV secoli). Dal 1973 al 1974 come Ministro degli Affari Culturali e dal 1978 al 1981 come deputato del “Rassemblement pour la République” aveva ancora una volta imposto la sua personalità a chi gli opponeva l’evoluzione dei tempi; personalità comunque d’uno spessore culturale e politico tale da essere richiesto per delle frequenti visite da altre “corti” (del Re del Marocco, del Cremlino, del Vaticano, dell’Ordine di Malta, ecc.). Egli amava l’Italia non solo per questo suo spessore ma anche come ex Presidente del Gruppo d’amicizia parlamentare Francia-Italia. Ricevendo nel 1989 all’“Institut de France” Giovanni Spadolini, Presidente del Senato, c’è da chiedersi quale delle due personalità “enciclopediche” (perdipiù con il fisico imponente) avrebbe lasciato parlare di più l’altra se non ci fossero stati gli orari del protocollo!

Nel 1991 è stato eletto Presidente Jean-Bernard Raimond, ex Ministro degli Esteri dal 1986 al 1988 ed ex Ambasciatore al Vaticano dal 1988 al 1991. Precedentemente era stato Ambasciatore a Rabat, Varsavia e Mosca, e dal 1993 al 2002 è stato deputato del “Rassemblement pour la République” della circoscrizione d’Aix-en-Provence (dal 1997 è stato Vice Presidente ella Commissione Esteri della Camera). Nel 2013 gli è succeduto Pierre Arizzoli-Clémentel, ex “pensionnaire” dal 1971 al 1973 di Villa Medici a Roma, ex “Conservateur des Musées Français”, ex Direttore dal 1997 al 2009 del Castello di Versailles, autore di numerosi saggi come storico dell’Arte (come la moglie Maria Teresa Caracciolo), in particolare sulla Corte di Versailles.

Di fronte alla personalità e agli altri incarichi degli ultimi Presidenti, a Manuel Burrus incombeva dunque tutta l’operatività dell’Associazione, alla quale s’era appassionato a tempo pieno fino a ottobre scorso, nonostante i mezzi sempre più ridotti, e nonostante il sorgere e lo sviluppo con Internet delle altre associazioni ed entità franco-italiane verso cui egli non ha mai manifestato gelosie. Il suo carattere e la sua cultura di fondo erano il motore delle relazioni per mantenere lo spirito degli apprezzamenti culturali reciproci, che egli pazientemente faceva riemergere organizzando con le guide opportune le visite alle mostre d’arte italiane, i viaggi in Italia che comprendevano anche le visite ai palazzi artistici privati, e i pranzi con conferenzieri già noti o che meritavano d’esserlo ulteriormente a Parigi: Corrado Augias, Maurizio Serra, Enrico Letta, altri storici, letterati e critici artistici.

Nel 1987 aveva avuto un premio letterario per il suo libro “Paul Morand, voyageur du XXe siècle”, ed. Seguier. La sua passione per i viaggi e per l’Italia si era forse consolidata allora con le letture dei numerosi scritti in proposito di quest’autore (esempi: “Venises”, “D’autres Venise”, “Florence que j’aime”), al quale s’era forse ispirato anche per il gusto della vita mondana che pure da parte sua era a vantaggio dell’Associazione, e del quale non ha fatto in tempo a leggere la biografia di Pauline Dreyfus pubblicata il 5 novembre da Gallimard. Meglio così perché tanto nello spirito dell’Associazione quanto per la parte vichyista di Morand è meglio dimenticare i conflitti politici e continuare a mantenere a galla gli interessi culturali più profondi: com’era nell’animo dello stesso Burrus all’età di 72 anni quando ci ha lasciati, e (come ha osservato Eric Neuhoff commemorandolo il 1° novembre su “Le Figaro”) a qualsiasi altra sua età alla quale egli ha sempre dosato tutto con il sorriso.

Lodovico Luciolli

***

P.S. Si riporta dal sito dell’Ambasciata d’Italia in Francia il ricordo dell’Ambasciatrice Castaldo:

IN RICORDO DI UN AMICO – MANUEL BURRUS
03/11/2020

Caro Manuel,
non abbiamo avuto il tempo di riabbracciarci, ma il tuo ricordo rimane indelebile nei nostri cuori. Sei stato un vero amico per tutti noi.

Un amico dell’Italia, Paese che sentivi tuo come la Francia. Che guardassi da una parte o dall’altra della frontiera, commentavi, ti entusiasmavi e ti risentivi esattamente allo stesso modo: non parteggiavi per lo Stato in cui eri nato né per quello che ti aveva adottato. Eri cittadino di entrambi.

Eri un amico di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarti. Sarebbe stato impossibile non esserti amico: la tua gentilezza, il tuo sorriso, il tuo garbo, la perenne disponibilità, la tua giovialità ed ironia affascinavano tutti.

Eri un amico dell’Ambasciata. Personalmente ti ho conosciuto agli inizi degli anni Novanta e rivederti tornando a Parigi mi ha fatto sentire un po’ a casa. Conoscevi meglio di chiunque altro l’Hotel de la Rochefoucauld e ogni visita del palazzo da te guidata era un viaggio emozionante alla scoperta della storia e delle curiosità della casa dell’Italia a Parigi.

Eri un amico della cultura, dei viaggi, della musica, dei libri. Profondo conoscitore dei territori italiani e delle bellezze della penisola, hai contributo a rafforzare il legame che la cultura crea e mantiene tra i nostri Paesi. Nell’Associazione France-Italie che animavi hai fuso tutti i tuoi interessi, con passione, convinzione, leggerezza ed entusiasmo.

Con stupore e profonda tristezza ho appreso che ci hai lasciati. Eppure, pensando a quello che hai seminato intorno a te in questi anni, non riesco realmente a sentirti lontano. Nessuno di noi ti ha perso davvero credo, perché a tutti hai trasmesso qualcosa di bello e duraturo, che resterà vivo dentro di noi.

Lo dico quindi con mestizia, ma anche con riconoscenza per il calore e l’affetto che il tuo ricordo mi dà immediatamente: CIAO, MANUEL! Ci mancherà molto non poterti parlare e realizzare insieme i progetti che già preparavi, ma grazie di cuore per il tuo sorriso, per la sensibilità e la gentilezza che hai dispensato a tutti noi e che ora continueranno a farci compagnia.

Teresa Castaldo, Ambasciatrice d’Italia in Francia

1 COMMENTAIRE

  1. Merci de tous ces très beaux articles, que notre ami à tous a bien mérité. “ Manu “ sera pour nous quelqu’un qu’on n’oublie pas et que l’on a eu la chance de connaître! Marina Colas

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