Giovane poesia italiana: Gabriele Garofalo con la raccolta ‘Madreperla’

I prossimi due articoli di Missione Poesia saranno dedicati alla giovane poesia italiana. Il primo autore che vi presentiamo, nato nel 2007, è Gabriele Garofalo, uscito quest’anno con la raccolta Madreperla, un titolo che racchiude in sé la parola madre, dedicata alla poesia che lo nutre proprio come una madre, e la parola perla, dedicata a mio avviso a lui stesso, in quanto rarità e talento che meritano già un posto di primo piano nell’arte contemporanea.

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Gabriele Garofalo

Gabriele Garofalo, nato il 13/07/2007, è poeta, saggista e studioso, nominato Alfiere del Lavoro dal Presidente della Repubblica e dalla Fondazione Nazionale Cavalieri del Lavoro. Dopo la Maturità Classica con 100 e Lode ottenuta per merito all’età di 16 anni, è studente di Lettere: Civiltà e Religioni presso l’Università degli Studi di Roma Tre, DISU, Dipartimento di Eccellenza 2023-2027 e ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Poesia dall’Università Pontificia Salesiana, A.A. 2024/2025. Alumnus presso il Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, studente del Collegio di merito RUI di Roma, della Fondazione RUI, membro dell’AICC Antico e Moderno e della North American Patristics Society (NAPS). Possiede competenze linguistiche in Greco e Latino parlato oltre che coltivarlo nell’ampiamente dello studio accademico e nelle lingue orientali, tra cui Ebraico Biblico, Siriaco e Copto seguendo piste di ricerche sul cristianesimo antico. La sua formazione comprende anche atenei esteri, tra cui: Israel Institute of Biblical Studies, Hebrew University of Jerusalem e Valdesian Faculty of Coptic Studies, Dublin City University. Ha svolto attività seminariali accademiche ed è collaboratore per riviste accademiche, tra cui la rivista Studi Tassiani Sorrentini, Open Prisma e Padova Sorprende. Relatore in convegni nazionali e internazionali, tra i contributi scientifici figurano: Tasso, Omero e Virgilio; la poesia epica delle lettere e lo stupore della misericordia: lo Studio dei papiri e le epigrafi con l’Intelligenza Artificiale. È autore, oltre che di articoli accademici, del libro “Filigrana del cuore – T’ama chi viver ama”, Altromondo Editore, 2023. Ha conseguito oltre 100 premi letterari e pubblicazioni in antologie nazionali e internazionali, tra cui il Premio speciale “InediTO Young” (2022), il Primo classificato al Concorso Internazionale di Poesia Isabella Morra (2023) e il Primo Premio Assoluto al Concorso “Eliano Luzzatti” (2024). È inoltre membro di Giuria in Premi Letterari Internazionali, alcune suoi componimenti sono in traduzione in spagnolo e altre lingue europee. Con Minerva edizioni è uscito nel 2026 il suo libro poesia: Madreperla.

Conosco Gabriele Garofalo da un paio d’anni circa. L’ho incontrato al Festival di Poesia di Pirano, nella ex Istria, territorio Sloveno che in passato appartenne all’Italia, organizzato e diretto dal prof. Enzo Santese.
Da subito ho compreso che si trattava di un enfant prodige (aveva appena diciassette anni) e sono rimasta colpita dalla sua conoscenza, dal suo eloquio, dalla sua capacità di scrivere in greco e latino per poi tradurre i suoi testi, dalla sua esperienza di traduzione dei classici antichi.

Gli ho chiesto se avesse alcuni testi di poesia da poter pubblicare nella collana di poesia Cleide, che curo con Alessandro Anil per la Minerva Edizioni, ed è nato questo libro di poesia, dal titolo Madreperla di cui oggi parleremo:
https://www.minervaedizioni.com/madreperla.html

Madreperla

Madreperla: la parola che dà origine al titolo racchiude in sé l’essenza di questo secondo libro di Gabriele Garofalo, nel quale la poesia è madre che nutre l’autore con la forza delle sue giovani e potenti parole, ed è perla, davvero rara, da incontrare nel panorama letterario contemporaneo.

L’amore incondizionato per l’arte in generale, per i classici, per le lingue antiche, è l’elemento che segna la rotta dei versi; ma lo stesso amore Gabriele riserva alla famiglia, laddove l’attenzione per i ricordi, per i piccoli gesti del quotidiano assurge a una misteriosa fusione di incontri, mentre lo sguardo si perde nella natura, connessa alle tematiche profonde del sociale, e l’ascolto si concentra sui grandi maestri della musica, in consonanza con uno spirito che ha sete di bellezza.  Non saprei dire se la poesia salverà il mondo ma certo salva il suo autore, lo salva dalla banalità del «male di vivere», per dirla con Montale; lo rende amante appassionato di un’esperienza che, come dice lo stesso autore «è un puro atto d’amore»; lo prepara a un futuro che non potrà che essere ricco di nuove parole, di nuove esperienze di vita e di poesia. E, padrone com’è degli strumenti necessari a scrivere in versi, non rinnegandone il suo utilizzo, possiamo anche essere lieti, come lettori, di essere messi a parte di una scrittura che restituisce valore all’impegno e alla conoscenza, prima che all’istinto.

Entrando nello specifico dei testi del libro, la prima cosa che salta all’occhio, a livello di tematiche è quella di una ricerca sulle varie sfaccettature della dimensione temporale. Il tempo, è cosa nota, è uno dei grandi temi di sempre della poesia: il suo trascorrere, il suo riflettere i cambiamenti, il suo conservare la memoria delle cose, la possibilità – data dalla poesia – di traslare le sue dimensioni, intersecandole tra passato, presente, futuro…

Non sfugge a questo tentativo Garofalo che apre il suo libro proprio con una poesia dal titolo Tempora che inizia con questi versi: Scorre il tempo che desideravo e/lo vedo marciare risoluto/sa dove andare […] quasi a dirci che inevitabilmente per tutti noi, come per lui così giovane, il tempo non fa sconti a nessuno anche se è quello che uno in quel momento vorrebbe, a cui aspirerebbe: eppure lui marcia e passa, con la strada già segnata; ma il tempo diventa anche, in quella traslazione a cui accennavo sopra, il futuro nei passi di un figlio a cui guardare come: […] un’alba/il giorno vivo per sempre//Anche quando non avrò più un tempo/che sorga al posto mio; poi diventa un’attesa, un’attesa d’amore, di sentore leopardiano che induce alla tristezza per il passare della giovinezza: […] Trema in me ogni vene, felice/che m’ingombra l’anima e intanto/annoto la mia giovinezza e il tempo/che mai mi avvicina a te e mai mi separa […]; e ancora diventa un resoconto di stagioni, con un’elencazione di mesi autunnali che con il loro daffare consegnano l’uomo al proprio tempo: Tace e ricama dicembre… scrive novembre… tesse ottobre per custodire… sorride settembre mentre forgia/ uno spigolo d’estate…  questi sono solo alcuni esempi dai quali tuttavia si comprende come l’autore senta fortemente dentro si sé la necessità di un confronto continuo con ciò che è e ciò che sarà, ciò che passa veloce e ciò che è stato, confronto che non trova soluzioni ma propone domande e riflessioni esistenziali.

Un altro percorso che vorrei fare, all’interno di questa raccolta, è quello che porta al tema della famiglia, degli affetti, dell’amore per la tradizione, anch’esso direi essenziale nella poetica di Garofalo. È così che il valore della famiglia viene raccontato nel testo Tre gocce che ci accompagna in una dimensione di sofferenza, solitudine, povertà che tuttavia non riesce a scalfire quel valore, ma anzi lo rafforza rappresentandolo come un luogo ricco d’amore, in cui bastano la fede e il lavoro per sentirlo casa: […] Ci sono tre mani e tre vite/pronte a cedere il posto/a tre gocce intente a scavare/un cammino nuovo che sussulta/per domandare un rosario e un telaio/con cui pregare e cucire ancora/il posto più ricco del mondo/benedetto da quel miracolo/che ha per nome famiglia; ed è ancora raccontato nel testo Candele dove le figure del padre, della madre, dei nonni sono tutte portatrici di doni essenziali per un destino nuovo, tutto da vivere da parte dell’autore: Tutti loro sono le mie candele/per indicarmi le scale che dovrò salire/i profumi che andrò a cercare/gli attimi e gli occhi con cui costruire/le finestre della mia casa.

Il libro di Garofalo si compone anche di altre tematiche, assai rappresentative della sua visione di poesia: si va dalla necessità di ascoltare il silenzio interiore, alla divinazione della poesia come preghiera, come liturgia; non mancano passaggi emblematici di passione vera verso la propria Patria né riferimenti continui ai suoi grandi maestri classici; ci sono testi scritti in latino e poi tradotti da lui stesso… la ricchezza di immagini, metafore, similitudini va di pari passo con la ricchezza del linguaggio e delle riflessioni che propone e un’attenzione particolare meritano le risposte alle domande poste a inizio libro, com’è consuetudine per lo stile della collana Cleide, delle Edizioni Minerva, a cui il libro appartiene. Risposte sapienziali, ricche di citazioni e concetti filosofici, oltre che poetici, che spaziano da Croce a Orazio, da Cicerone a Heidegger, da Pascoli a Basilio Magno, da san Girolamo a Gregorio di Nissa… solo per citare alcuni nomi.

Un libro che, per essere quasi un esordio (è il secondo) in poesia, merita attenzione e curiosità: se tanto ci dà cosa avverrà fra qualche tempo? Quali saranno i risvolti letterari di una così giovane promessa della poesia italiana? Come dice il vecchio adagio: ai posteri l’ardua sentenza. E noi siamo qui, che aspettiamo Gabriele Garofalo alla sua prossima prova poetica.

Alcuni testi da: Madreperla

Tempora
 
Scorre il tempo che desideravo e
lo vedo marciare risoluto
sa dove andare

Dal bordo di una ringhiera
scopro il suo corso veloce
schietto come un fiume

Ogni goccia ha il suo tragitto
non dubita né tentenna
né potrà tornar indietro

Il destino trascina attimi e
impenna vite e segni in
uno specchio d’acqua

Tra l’alito del mezzogiorno
e la cenere del tramonto
si insinua un giorno dopo l’altro

Nel buio
di un’occasione persa
e di un bacio sospeso
vivo di brividi che sanno d’eterno

***

L’ulivo e il mare
 
Da tre secoli un ulivo viveva sulla costa
e tre volte al giorno urlava all’Adriatico
“Fratello, incatenato, al suolo delle radici
non mi è dato gonfiare ai lati e ondeggiare
né suonare il tamburo dei cavalloni turchini
o giacere lungo un sentiero di alghe smeraldo
Sospingi anche me nell’alveo della marea o
accetta in dono un mio ramo e fanne una vela!”
“Scegli un colore e un suono”, rispose il mare
Stese le braccia e il legno divenne risacca e corallo

***

Rose al raggio laser
 
Rose e pollini al raggio laser
notturni d’amore improvviso
vestono il Cosmo di una coscienza
elettromagnetica come una danza
Piange l’epoca dell’uomo poeta
quando la stoffa si fa carne e visione
offre il servigio del senso alla scienza
e le vene artificiali dell’intelligenza
Perché? Come? E da quando?
Adamo cerca il suo posto nel mondo
rincorre l’anima e i fenomeni naturali
acciuffa primi principi di masse reali
Chiede a Plotino due grandezze in una
ma la teoria del Tutto bacia solo la Luna
S’illude che la sua specie sia la migliore
e non vede che, intanto, per abnegazione
l’alveare con il teorema sulla magnolia
costruisce l’ipotenusa di scienza e storia

***

Sorelle di giugno
 
Si concentra per i cuori
di pelle
avvolte nelle tele dell’oppio
incatenate dalla seduzione
del serpillo
scorrono άνω κάτω
senza mete definite
esseri desideranti
dall’alba mai
angusta
al terrore o
nella speranza
sorelle di giugno e
compagne vermiglie
di sostanza

***

Anima candida, raccolta
sospira in uno spicchio
devoto, non oso separarmi
né mi abbandona, impronta e piede
ala e spalla. Presepe e Bambinello
conserva la bellezza di sposa felice
e la luce di una preghiera a tempera
gocciolante di una sapienza antica
il suo sorriso si leva ovunque sia
sulle spallucce di un olivo saraceno
nella paglia che culla nostro Signore
accanto a un lembo di pioggia livida
insieme a una tavola imbandita da re
o con pane screpolato e una minestra

Solo una storia sorridente avanza
e ardisce levarsi nella sera dicembrina
in quei crepuscoli che metti nel piatto
che profumano di Natale e condividi
fra un agrifoglio e un panno di fumo
gioisci al pensiero di una mano tesa
che sposta il perimetro del cuore là
nel santo infinito dell’universo canuto

Cinzia Demi

Bologna, novembre 2026

P.S.:
_cidpetit_2db8fc4034a725bd5b7594d6e8e98e000a09c538_zimbra.jpg“MISSIONE POESIE” è una rubrica culturale di poesia italiana contemporanea, curata da Cinzia Demi, per il nostro sito Altritaliani di Parigi. Altri contributi e autori qui: https://altritaliani.net/category/libri-e-letteratura/missione-poesia/

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Cinzia Demi
Cinzia Demi (Piombino - LI), lavora e vive a Bologna, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Italianistica. E’ operatrice culturale, poeta, scrittrice e saggista. Dirige insieme a Giancarlo Pontiggia la Collana di poesia under 40 Kleide per le Edizioni Minerva (Bologna). Cura per Altritaliani la rubrica “Missione poesia”. Tra le pubblicazioni: Incontriamoci all’Inferno. Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri (Pendragon, 2007); Il tratto che ci unisce (Prova d’Autore, 2009); Incontri e Incantamenti (Raffaelli, 2012); Ero Maddalena e Maria e Gabriele. L’accoglienza delle madri (Puntoacapo , 2013 e 2015); Nel nome del mare (Carteggi Letterari, 2017). Ha curato diverse antologie, tra cui “Ritratti di Poeta” con oltre ottanta articoli di saggistica sulla poesia contemporanea (Puntooacapo, 2019). Suoi testi sono stati tradotti in inglese, rumeno, francese. E’ caporedattore della Rivista Trimestale Menabò (Terra d’Ulivi Edizioni). Tra gli artisti con cui ha lavorato figurano: Raoul Grassilli, Ivano Marescotti, Diego Bragonzi Bignami, Daniele Marchesini. E’ curatrice di eventi culturali, il più noto è “Un thè con la poesia”, ciclo di incontri con autori di poesia contemporanea, presso il Grand Hotel Majestic di Bologna.

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