Venetia 1600. Nascite e rinascite. Una mostra per celebrare i sedici secoli della Città lagunare

Dal 4 settembre 2021 al 25 marzo 2022 a Palazzo Ducale di Venezia.
421 – 2021. Venezia celebra i suoi 1600 anni e lo fa anche con una monumentale mostra messa in scena nel luogo simbolo del potere e della gloria della Serenissima: il Palazzo dei Dogi in Piazza San Marco. Ce ne parla Andrea Curcione.

Giandomenico Tiepolo – Venezia riceve da Nettuno le ricchezze del mare, 1756-1758. Venezia, Palazzo Ducale

A Venezia, a Palazzo Ducale il 4 settembre nell’ambito degli eventi che hanno visto quest’anno l’importante città dell’Adriatico celebrare l’anniversario della sua fondazione – la cui data si presume essere stata nell’anno 421 – si apre una grande e bella mostra a lei dedicata e alla sua storia. “VENETIA 1600. Nascite e rinascite”, questo è il titolo dell’evento promosso dalla Fondazione Musei Civici, che intende raccontare, attraverso 250 opere d’arte, manufatti antichi e documenti rari, i momenti, i luoghi, i monumenti e i personaggi che hanno segnato la storia di Venezia, scegliendo un inedito punto di vista, quello degli innumerevoli momenti di crisi e rotture e altrettante rigenerazioni e rinnovamenti che hanno segnato la sua esistenza.

Con lo scenografico allestimento affidato al regista Pier Luigi Pizzi e l’attenta direzione scientifica di Gabriella Belli, curata da Robert Echols, Frederick Ilchman, Gebirele Matino e Andrea Bellieni, la mostra intende rievocare le tappe salienti della storia e dell’identità di Venezia, attraverso le sue “nascite e rinascite”, quando si è ridisegnato il suo futuro e ripensato il suo destino. Il tutto testimoniato da opere e documenti dei massimi artisti che operarono in laguna nell’arco di quasi un millennio: Carpaccio, Bellini, Tiziano, Veronese, Tiepolo, Rosalba Carriera, Guardi, Canaletto, fino a Canova, Hayez, Appiani, per poi arrivare in epoca contemporanea a Pollock, Vedova, Tancredi, Santomaso; ma anche di tanti architetti, talentuosi uomini d’arte, letterati e musicisti che hanno accompagnato il suo divenire.

Il percorso narrativo, illustrato anche nell’approfondito catalogo edito da Museum è stato ideato in 12 momenti cruciali della storia veneziana.

Vittore Carpaccio – Leone di San Marco andante “da tera e da mar”, 1516. Fondazione MUVE – Venezia, Palazzo Ducale

Si inizia con una Introduzione dedicata alla sua nascita e al suo mito visti attraverso immagini-simbolo e all’iconografia che ha accompagnato e consolidato la sua affermazione come città della Vergine (dal trittico di Lazzaro Bastiani “Annunciazione e la Madonna con Bambino” (c.a. 1490) all’importante dipinto di Jacopo Palma il Giovane “Vergine Assunta che assiste all’Incoronazione di Venezia fatta dal Vescovo San Magno” del 1627) per arrivare al momento in cui storia e mito si sono intrecciati indissolubilmente, quando la Repubblica elesse come santo patrono della città l’Evangelista Marco, dopo il trafugamento delle sue spoglie da Alessandria d’Egitto nell’828 e che legò a sé la diffusione della leggenda dell’ ”Apparitio”: l’apparizione di un angelo che avrebbe annunciato a San Marco, naufrago nelle paludi attorno all’isola di Rivoalto, il ritorno del suo corpo in Laguna (“Pax Tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum”).

Giovanni Bellini – Pala Barbarigo, 1488. Venezia, Diocesi Patriarcato di Venezia, chiesa di San Pietro martire a Murano

Le altre sezioni della mostra sono intitolate “La città eletta”, “Regina del mare”, “La città dei mercanti”, “Renovatio Urbis: Andrea Gritti e gli Architetti”, “L’incendio di Palazzo Ducale, 1577”, “La peste, 1576 e 1631”, per arrivare poi al “Settecento: gloria e caduta della Serenissima”, “Ottocento, rivoluzione e unificazione” e giungere infine a “La capitale dell’arte contemporanea”, ai momenti più drammatici che hanno toccato la città: “Acqua Granda, 1966, 2019” e per ultimo “Venezia e il futuro”.

Lazzaro Bastiani (attribuito) – Ritratto del doge Francesco Foscari, 1460 ca. Venezia, Museo Correr

Tanti momenti della storia veneziana dove viene toccato ogni settore della propria struttura amministrativa e sociale. Dalla giustizia alle leggi, dalla navigazione al commercio agli affari, dal “Renovatio Urbis”, alla riprogettazione degli spazi della città in funzione delle istanze politico-identitarie dell’élite veneziana. E ancora gli incidenti di percorso, come l’incendio che il 20 dicembre 1577 divampò nell’ala occidentale di Palazzo Ducale, prospicente la piazzetta e la Libreria Marciana (testimoniato da un dipinto coevo di Ludovico Pozzoserrato con la folla che assiste inerme a distanza mentre gli arsenalotti prestano i primi soccorsi con l’aiuto di scale).

Ludovico Toeput (detto Pozzoserrato) – Incendio di Palazzo Ducale del 1577 (part.). Treviso, Musei Civici

E poi la peste con cui la città si dovette confrontare per ben due volte (1576 e 1631) dove assurge la figura del medico intento a trovare dei rimedi (sono esposti volumi, stampe, acqueforti) mentre si erigono i templi votivi del Redentore e di Santa Maria della Salute (la grande tela di Domenico Tintoretto “Venezia supplica la Vergine di intercedere con Cristo per fermare la peste”, e l’olio del Padovanino raffigurante “Il doge Alvise Mocenigo inginocchiato davanti al modello del Redentore” entrambi datati 1631.

Si arriva quindi agli inizi del Settecento – il secolo dei Lumi – e ai fasti della Serenissima, con la sua nobiltà e la sua gloria della Dominante dei mari, ben rappresentata dal famoso grande olio di Giambattista Tiepolo “Nettuno offre a Venezia i doni del mare” (1756-1758). La Venezia è un fiorire di feste e di arti. Sono gli anni di Rosalba Carriera, di Alessandro Longhi, di Canaletto e di Guardi; Venezia è più bella che mai. Con l’arrivo di Napoleone Bonaparte cambierà tutto: la Serenissima esalerà il suo ultimo respiro. Anche l’architettura, che si farà neoclassica con le opere dello scultore Antonio Canova, il quale si prodigherà anche per riportare in patria i cavalli sottratti da Napoleone dalla Basilica di San Marco (un’opera di Vincenzo Chilone ne dà testimonianza).

Il 1797 sarà l’anno fatidico del Trattato di Campoformido e della fine della Serenissima. Dall’Impero francese a quello Absburgico. Per Venezia vi saranno ulteriori cambiamenti urbanistici, nuove infrastrutture, come la nuova rete ferroviaria (siamo a metà Ottocento). Tuttavia l’ardore per le aspirazioni repubblicane (Daniele Manin che proclama “La Repubblica di San Marco”) e l’astio contro i nuovi occupanti austriaci non si spegnerà mai. E ancora, nella mostra viene raccontato l’incendio del Teatro La Fenice la mattina del 13 dicembre 1836 (il secondo avverrà nel 1996). Il Maestro Giuseppe Verdi che a Venezia, dieci anni dopo la sua ricostruzione, nel pieno dei moti risorgimentali, dirigerà la prima dell’“Attila” (vi sono esposte in mostra le partiture originali, locandine e libretti d’epoca e i bozzetti delle scenografie di Giuseppe Bertoja).

Andrea Appiani jr. – Venezia che spera, 1861. Milano, Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento

Si arriva ai primi del Novecento, il trauma del crollo del Campanile di San Marco nel 1902 chiamato bonariamente “el Paron de casa” e la sua ricostruzione “com’era e dov’era” nel 1912 (come testimonia il monumentale dipinto di Ettore Tito).

Ettore Tito – 25 aprile 1912. L’inaugurazione del campanile di San Marco, 1912 – Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro

Con il XX secolo Venezia si troverà davanti a nuove sfide. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il 6 giugno del 1948 ritorneranno gli artisti alla XXIV Biennale. Arriveranno mecenati come Peggy Guggenheim, che scoprirà nuovi talenti, come l’americano Jackson Pollock (di lui si può ammirare il rivoluzionario “Circumcision” del 1946). Nuovi artisti italiani cresceranno come Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani, dei quali sono esposte alcune loro opere. Nel secondo Novecento Venezia si farà anche teatro e motore del confronto internazionale in campo architettonico: da Carlo Scarpa a Le Corbusier, per arrivare a Frank Lloyd Wright.

È la fotografia, dopo la pittura, che documenta sul finir del nostro ultimo secolo i momenti più critici nei quali la città ha sofferto di più, simbolicamente riletti anche nell’installazione video sonora “The Raft” (La zattera) del 2020 dell’artista multimediale Bill Viola. Momenti come l’Acqua alta del 6 novembre 1966, la crisi industriale di Porto Marghera negli anni Settanta, l’incendio della Fenice del 1966 e ancora l’altra disastrosa alta marea del 2019 sono rappresentati da immagini di forte impatto.

Bill Viola – La zattera, Maggio 2004. Installazione video-sonora

L’ultima sala è invece un invito alla riflessione sul futuro, sulla salvaguardia del patrimonio di questa città e sulla ricerca della sostenibilità grazie a un’installazione nata dalla collaborazione tra Gabriella Belli e Studio Azzurro. Su uno sfondo liquido che avvolge Venezia in ogni fase della sua vita, emergono le tante voci delle persone – intellettuali, tecnici e studenti – che si interrogano sul futuro della città: un controcanto di riflessioni stimoli e idee, per guardare “Oltre”.

Andrea Curcione

Informazioni pratiche

INFO E BIGLIETTI VENETIA 1600 Nascite e rinascite
Dal 4 settembre 2021 al 25 marzo 2022
Venezia, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge
San Marco 1

Orario mostra dal 04/09/2021 al 25/03/2022
10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)
https://palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/venetia-1600-nascite-e-rinascite/2021/08/21741/info-biglietti/

LAISSER UN COMMENTAIRE

Please enter your comment!
Please enter your name here

La modération des commentaires est activée. Votre commentaire peut prendre un certain temps avant d’apparaître.