Un umile omaggio ad Ezio Bosso, ed alla Musica, la sua Musa, per la vita, oltre la Vita…

Mentre mi accingo a scrivere queste poche commosse righe, la Rai sta mandando ancora una volta da quando è stata data la notizia della sua scomparsa  – wow, bisogna davvero scomparire per … apparire – uno dei suoi programmi Che storia è la Musica…

scomparsa di Ezio Bosso

E la Musica, si sa, è il linguaggio degli angeli, il linguaggio universale e questo lui propalava con la sua vita, i suoi lavori, senza tema di ciò che soffriva, qualcosa di più grande di lui da oltre 9 anni, prima un tumore al cervello poi una malattia neurodegenerativa invalidante che l’ha fatto finire su di una carrozzina prima e se l’è portato via poi, a soli 48 anni.

Muore giovane chi è caro agli dei – lui, probabilmente era carissimo agli stessi…

E possiam spendere altri luoghi comuni come speriamo che la terra gli sia lieve, ma, per fortuna, non smorzeremo quella carica vitale, quell’Amore per un qualcosa che l’ha probabilmente aiutato a vivere, nonostante il dolore che lo attanagliava, e l’ha condotto oltre le cime, verso un luogo – non c’è nemmeno bisogno di fede – che tutto supera perché come diceva San Paolo carità è amore e, probabilmente, è musica, quella musica universale terapeuta che ti fa amare l’altro da te, che di sé tutto informa, persino la tua inesorabile ( e trascurabile? ) malattia feroce.

Parlando, con tutto l’amore del mondo, della ‘sua Musica’ quell’esile ‘fanciullo per sempre’ – continuo nell’ascolto di ciò che dice anche ai suoi ospiti occasionali presenti nel suo piccolo schermo – Ezio, incredibile maestro e didatta, dice che è pure lei quella materia di cui son fatti i sogni, un po’ shakespearianamente: mentre esplica il suo sogno coniuga il linguaggio televisivo con la cosiddetta ‘musica alta’ e racconta la musica, metafora per eccellenza, attraverso la musica stessa.

Un dialogo continuo dove tutti sono protagonisti: il Direttore, la sua Orchestra, il pubblico in sala e a casa, i tanti ospiti famosi – provenienti da diverse realtà – che creano un legame ancora più profondo tra la musica d’eccellenza ed una serata in tv…

Maria Cristina Nascosi Sandri

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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