Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli – Ed. Adelphi

Invitante, allettante già dal titolo del suo lavoro, Carlo Rovelli invita i profani in materia, coloro che la scienza moderna non la conoscono o la conoscono poco, ad avvicinarsi al suo libro, a sfogliarlo, magari a comprarlo.

Il pubblico televisivo ha avuto occasione di vederlo più di una volta, con quei suoi capelli un po’ arruffati e il sorriso accattivante, e l’ha così apprezzato quest’uomo di scienza, anche solo perché non incalza contro questa povera Italia col leitmotiv dei cervelli che scappano, e che costringono a lasciare la terra natia.

Carlo Rovelli

Fisico teorico, attualmente vive e lavora in Canada. Il suo ultimo libro “L’ordine del tempo” (Adelphi 2017), così come “Sette brevi lezioni di fisica”, ha raggiunto un importante pubblico in ogni parte del mondo. Uomo di vasta cultura, se è letto in altre sue pubblicazioni, è chiaro, come “Che cos’è la scienza- La rivoluzione di Anassimandro” (ed. Mondadori 2011).

recensioneVuole però, fortemente, arrivare a comunicare, in questo libretto, teorie importantissime nel modo più semplice, trattando il lettore da bimbo ignaro del mondo, come fosse un bel gioco saperne qualcosa sulla teoria della relatività, sulla teoria dei quanti.

Narra di aver provato sensazioni di magia nella sua storia di ricercatore, e della sua emozione, guardando il mare della Calabria, nel parer intravvedere l’incurvarsi dello spazio e del tempo.

Introduce il volume raccontando del genio: come Albert Einstein bighellonasse oziosamente per un anno, a Pavia, dove aveva seguito il padre, ingegnere che installava le prime centrali elettriche. Ed è così che si rischia di divenire scienziati, osserva. Inoltre, sempre su Einstein, rimarca come anche il genio dubiti, esiti.

Ci racconta come noi siamo immersi in un gigantesco mollusco flessibile, e non tanto in una ’invisibile scaffalatura rigida’, creando forse un attimo di smarrimento, ma anche la sensazione di poter giocarsi le cose della vita su una gamma maggiore di scelte.

Nella meccanica quantistica nessun oggetto ha una posizione definita, se non quando incoccia contro qualcos’altro’ e ‘a me sembra che dobbiamo accettare l’idea che la realtà sia solo interazione?’. Queste sue affermazioni nella seconda lezione ‘I Quanti’ come quest’altra: ‘Heisenberg immagina che gli elettroni non esistano sempre. Esistano solo quando qualcuno li guarda, o meglio, quando interagiscono con qualcosa d’altro. Si materializzano in un luogo, con una probabilità calcolabile, quando sbattono contro qualcosa d’altro’, sono piuttosto folgoranti, soprattutto per chi del dualismo ne fa bandiera, che copre, come una patina, qualsiasi opinione o giudizio.

E mentre il lettore con buoni elementi di conoscenza di teorie buddiste, comincia a interrogarsi su quanto possano collimare alcune, in particolare quella dell’Origine Dipendente con quanto rimarca Rovelli, lui ci accompagna alla conclusione del suo trattato con un crescendo in ‘lirismo’.

Teorie, ipotesi, intuizioni scientifiche lasciano, a poco a poco, spazio, tra conoscenze storiche e filosofiche, al raccontare la sua ‘visione della vita’, articolando e difendendo un punto di vista laico, come spesso nei suoi scritti, e mostrando di amare fortemente il sapere, d’essere un uomo di scienza, sensibile e di cuore.

Clara Crovetto

Carlo Rovelli
Sette brevi lezioni di fisica
Piccola Biblioteca Adelphi 666
2014, 31ª ediz., pp. 88
€ 10,00 -5% € 9,50
Scheda del libro sul sito dell’editore

LAISSER UN COMMENTAIRE

Please enter your comment!
Please enter your name here

La modération des commentaires est activée. Votre commentaire peut prendre un certain temps avant d’apparaître.