Julie Andrews, una leonessa (ancora) tutta d’oro a Venezia 76.

Il 2 settembre la grande attrice inglese ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera dalle mani del regista italiano Luca Guadagnino in Sala Grande. Da ‘Mary Poppins’ a ‘Victor Victoria‘, Julie Andrews è ormai una leggenda vivente. Nella sua bacheca mancava solo questo prestigioso premio della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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VENEZIA 76- Julie ANDREWS – Leone oro alla carriera – 2 settembre 2019

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Julie Andrews – icona planetaria del mondo dello spettacolo, ma anche della cultura internazionali – ha ottenuto quest’anno uno dei premi cinematografici più ambiti e per lei quanto mai meritato.

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tra le più ‘antiche’ e prestigiose manifestazioni del suo genere, le ha infatti attribuito il Leone d’Oro alla carriera, una carriera davvero variegata e multimediale, si potrebbe dire.

È da oltre mezzo secolo un’amatissima stella del teatro, del cinema e della televisione. Era già una leggenda a Broadway quando ha debuttato al cinema con Mary Poppins, un cult movie del 1964. La sua ormai mitica interpretazione nel ruolo della magica governante le fece ottenere un Oscar, un Golden Globe e un premio BAFTA.

Nel film lei recita, balla, canta. La sua voce è ancora oggi melodiosa  (la sera della premiazione ha accennato, con una tonalità ancora molto giovanile, a canzoncine italiane che cantava da giovanissima, anche senza conoscere il significato delle parole) adatta ai temi splendidi dei fratelli Sherman, gli autori della immortale colonna sonora quasi ‘su misura’ per lei.

Nel 1965 ricevette una seconda candidatura all’Oscar ed un altro Golden Globe per l’altra ottima interpretazione di Maria Von Trapp in Tutti insieme appassionatamente, a fianco di un grande  ed inusitatamente tenero Christopher Plummer. Ebbe poi la sua terza candidatura all’Oscar e vinse un altro Golden Globe per il suo doppio ruolo in Victor Victoria (1982), uno dei primi film ‘coraggiosi’ che aveva affrontato, nel suo intelligente e divertente plot un tema per allora (ma anche per oggi) piuttosto scottante, sul travestitismo.

Magnifici, oltre a Blake Edwards, regista e suo compagno di vita per oltre 40 anni, i comprimari, Robert Preston, James Garner ed il compositore della glossa sonora, il grande Henry Mancini – sodale di Edwards per tutte le….Pantere rosa, capolavori di comicità interpretati dall’indimenticato Peter Sellers.

Commossa, un’ultraottantenne oltre e fuori dal tempo, la Andrews, alla consegna del Leone – che ha baciato teneramente sul…musetto – ha dichiarato:

“Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’Oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro davvero inaspettato”.
Attrice anche per Alfred Hitchcock ne Il sipario strappato / Torn curtain del 1966, al fianco di Paul Newman, l’attrice non ha disdegnato i ruoli più vari, in sodalizio con il marito, ma anche per registi come Arthur Hiller per il quale interpretò Tempo di guerra, tempo d’amore, ancora in coppia con James Garner.
Insieme con il marito ha cresciuto anche una bella famiglia di cinque figli, dieci nipoti e tre pronipoti.

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Ma il suo eclettismo si è spinto ben oltre: è, infatti, un’affermata autrice di best-sellers (Mandy, The Last of the Really Great Whangdoodles).

Unendo il suo talento a quello della figlia maggiore, Emma Walton Hamilton, nel 2003 ha creato la collana The Julie Andrews Collection. Ad oggi hanno pubblicato più di trenta volumi. La loro attuale serie di libri dal titolo The Very Fairy Princess, è diventata la prima nella lista dei best-sellers per ragazzi del “New York Times”, come altre serie successive.

Non inferiore è il suo impegno sociale: dal 1992 al 2006 la Andrews è stata Ambasciatrice per le Nazione Unite del Fondo di Sviluppo per le Donne (UNIFEM), occupandosi pure ad alcune cause benefiche fra cui Operation USA. Fa parte del Consiglio di Amministrazione della Foundation for Hereditary Disease, sostenitrice di Americans for the Arts, ed è appassionata componente del Consiglio di Amministrazione della Los Angeles Philharmonic. Non a caso, per Capodanno, durante le immagini in Eurovisione che la ORF (Österreichische RundFunk) diffonde dalla Sala del Musikverein di Vienna, lei è presente, nei palchi laterali di solito, come semplice spettatrice, ascoltatrice ed ammiratrice, dei mitici Wiener Philharmoniker.

Maria Cristina Nascosi Sandri

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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