Il riscatto afro-americano alla cerimonia degli Oscar 2019: qualche nota a margine.

Dopo MeToo, tema scottante della cerimonia degli Oscar 2018, quest’anno è stata la volta del riscatto afro-americano, La vittoria dell’amore, a dispetto delle differenze –  come ha tenuto a dire il regista di Green Book, Peter Farrelly.

Green Book ha vinto come miglior film ed anche nella categoria miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) e miglior sceneggiatura originale.

La vicenda narrata, storia di un’amicizia tra un afro-americano ed un italo-americano era esattamente allineata con il fil rouge della serata, dunque, con interventi all’insegna dell’amicizia e della fratellanza fra diversi eppur uguali.

Tre statuette sono andate a Roma, Leone d’oro alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, del regista messicano Alfonso Cuarón (miglior regia, film straniero e fotografia).

Oscars 2019 – Alfonso Cuaron e il suo Oscar per ROMA

Miglior attore protagonista è stato Rami Malek per Bohemian Rhapsody. Miglior attrice protagonista Olivia Colman per La Favorita, pure presentato a Venezia 75.

Lady Gaga ha vinto nella categoria miglior canzone con Shallow, brano presente nel remake, A Star Is Born, di Bradley Cooper.

Spider-Man: Into the Spider-Verse è risultato il miglior lungometraggio animato. In questo premio c’è anche un po’ d’Italia, grazie a Sara Pichelli, giovane disegnatrice di fumetti uscita dall’ottima scuola di matrice marchigiana, come Simone Massi, autore della sigla ante-film della Mostra del Cinema di Venezia degli ultimi anni.

E per tornare al ‘tema’ della serata, da dire che Spike Lee ha avuto la statuetta (la prima, dopo cinque nominations) per la miglior sceneggiatura non originale per il suo  BlacKkKlansman.

Le elezioni presidenziali del 2020 sono dietro l’angolo – ha detto Lee sul palco, infiammando la platea ed il pubblico che lo ha applaudito in piedimobilitiamoci, mettiamoci dal lato giusto della storia. Facciamo una scelta morale tra l’amore e l’odio – E per non smentirsi, auto-citandosi, ha aggiunto: Facciamo la ‘cosa giusta’.

Ringrazio mia nonna che è stata una schiava: rendo omaggio a lei ed ai nostri antenati ha aggiuntoGrazie al loro sacrificio, oggi siamo qui. Grazie per aver costruito il Paese e sopportato il genocidio dei nativi« .

    di Maria Cristina Nascosi Sandri

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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