Omaggio a Rita Levi Montalcini su RAI 1 il 26 novembre

Quando muore il corpo, sopravvive quello che hai fatto (R. L-M).

Il 26 novembre prossimo, su RAI 1 ci sarà in prima serata la proiezione, in anteprima assoluta, del film tv ‘Rita Levi – Montalcini’ di Alberto Negrin, protagonista Elena Sofia Ricci, nei panni della scienziata italiana per una coproduzione RAI Fiction-Cosmo Production EU (si potrà seguire il film anche in streaming e on-demand su RaiPlay).

Rita Levi – Montalcini

Il lavoro, un omaggio ad una delle figure più grandi della storia e della scienza italiane più recenti, è riferito alla vita ed all’operato di Rita Levi-Montalcini (celebre neurobiologa torinese, nominata senatrice a vita nel 2001), a partire dal 1986, quando riceve il Premio Nobel di medicina, il più alto tra i riconoscimenti che coronano la sua lunghissima carriera, ottenuto grazie ad una sua scoperta avvenuta intorno alla metà degli anni Cinquanta, scoperta che aveva acceso in lei e nella comunità scientifica nuove speranze di cura.

La studiosa, infatti, era riuscita ad individuare ed isolare il Nerve Growth Factor Fattore di Accrescimento Nervoso (NGF), elemento fino ad allora sconosciuto, in grado di consentire alle fibre nervose di rigenerarsi. Ma per quanti sforzi fossero stati fatti nei più importanti laboratori del mondo, l’NGF non aveva avuto applicazioni cliniche, delusione infinita per lei.

La speranza parve riaccendersi quando incontrò Elena, una giovane violinista a rischio di cecità a causa di una rara neuro-patologia della cornea. Il suo collaboratore storico, Franco, nel frattempo, segretamente, stava portando avanti una sperimentazione sulle possibili applicazioni della scoperta alle malattie della vista, ma in primis la reazione di Rita fu negativa.

I timori di un possibile fallimento vennero meno quando Rita si recò a trovare Elena, che sapeva di esser sul punto di divenire cieca e faticava ad accettare il proprio  destino. Dopo tanti sforzi, l’obiettivo pare, infine, raggiunto: il Nerve Growth Factor venne sintetizzato sotto forma di collirio. È Rita stessa ad offrirlo ad Elena e ad assisterla nei giorni in cui, con gli occhi bendati, attende di sapere se potrà tornare a vedere…

La Levi-Montalcini  è stata una donna che ha perseguito i propri obiettivi con estrema perseverazione. Non si è mai fermata di fronte alle difficoltà. Nel 1938 due anni dopo la laurea in medicina, a causa delle leggi razziali, promulgate proprio in quell’anno, fu costretta a fuggire in Belgio per poter continuare gli studi sul sistema nervoso.

Tornò in Italia nel 1940, dove allestì un laboratorio di fortuna nella propria stanza da letto, da lei definito alla ‘Robinson Crusoe’. Non a caso, Primo Levi, suo grande amico – a lei molto ‘simile’ – l’aveva definita: Una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa.

La notizia della sua scomparsa avvenuta il 30 dicembre del 2012 a 103 anni, fece il giro del mondo e strinse l’intera nazione in un commosso lutto collettivo.

L’augurio è che il film – come auspica anche la stessa Elena Sofia Riccipossa esser d’esempio e d’ispirazione alle nuove generazioni.

Lei viveva per i giovani, credeva nei giovani.

Un estratto del film è stato presentato qualche settimana fa in Senato alla presenza della presidente Elisabetta Alberti Casellati. Scritto da Roberto Jannone e diretto, come detto, da Alberto Negrin, conta, tra i diversi interpreti, l’attore Franco Castellano nella parte di Giuseppe Levi, professore di Rita Levi Montalcini e padre della scrittrice Natalia Ginzburg.

Maria Cristina Nascosi Sandri

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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