Cinque Stelle spente.

E allora le elezioni in Umbria sono finite come previsto. Stravittoria della destra o meglio della Lega e di Fratelli d’Italia, ulteriore flessione della moribonda Forza Italia. Il PD perde ancora un paio di punti e su tutto la debacle del Movimento di Di Maio, Grillo e Casaleggio Jr.

Neanche si era concluso il conteggio della disfatta che il leader a 5 Stelle già annunciava che l’esperimento con il PD di accordi per candidati civici nelle regionali era finito, esperimento fallito e da non ripetere.

Tra i grillini si apre il dibattito sul che fare e dove andare. E sì perché non è facile fare accordi con un movimento (forse a breve partito) come quello di Grillo che non ha collocazione, lasciamo perdere destra e sinistra, ma sono progressisti o conservatori? Per la crescita o la decrescita? Liberali, socialisti, sovranisti o europeisti?
La realtà è che prima di ideali (come invoca il loro fan, sociologo Domenico De Masi), occorrerebbe avere delle idee, prima di avventurarsi a fare governi con il migliore offerente, bisognerebbe avere uno straccio di programma politico, un minimo di visione del futuro, immaginare di costruire dei dialoghi prima di andare a scatola chiusa con, ieri i leghisti e oggi, quelli del PD.
La politica è una cosa seria, come una cosa seria è governare. Parafrasando Mao si potrebbe dire che governare non è un pranzo di gala e quando lo si fa, si devono avere idee chiare.

Le 5 stelle appaiono morenti, prossime allo spegnersi, ora in Umbria sono passati da un 27% delle europee ad un triste 7%.

Ricordando tuttavia la Turandot, il PD con la sua prima voce Zingaretti non può invocare: “Tramontate stelle, che all’alba vinceròoooooo”. No, non può perché l’alleanza improvvisata con M5S in 30 giorni non ripaga nemmeno loro. Non solo non crescono in voti, anzi perdono un altro paio di punti rispetto alle già catastrofiche elezioni europee dove addirittura avevano avuto meno voti delle terribili (per loro) elezioni politiche del Marzo 2018. Non recuperano neanche voti dall’alleato a 5 Stelle e rispetto alle regionali del 2015, consegnano un 10% dei loro elettori proprio alla Lega, secondo i primi studi sui flussi elettorali.

Per proprietà transitiva il discorso fatto per i grillini vale anche per il PD di oggi. Un senso ha avuto fare il governo con M5S, legittimamente costruito secondo le previsioni della nostra Costituzione, per impedire gli effetti catastrofici di un paese al voto anticipato (aumento dell’IVA in primis) che, peraltro, avrebbe consegnato (dal loro punto di vista) il paese ad una destra che invocava pieni poteri per il suo leader, qualcosa che suona male con la nostra democrazia parlamentare e la nostra storia di resistenza al nazi-fascismo. Altra cosa è proporre, appena una settimana dopo avviato il governo, di fare alleanze strategiche in tutte le amministrative con M5S. Quale credibilità può avere questa conversione alla San Paolo? Non tanto e non solo perché per anni i grillini non hanno fatto che offendere il PD (venendo comunque cordialmente ripagati), ma perché un’alleanza dovrebbe essere costruita su obbiettivi comuni, su un’idea di paese, su progetti discussi ed elaborati insieme. E ciò non è avvenuto.

Donatella Tesei, nuova governatrice dell’Umbria.

E poi, ammesso che oggi lo si voglia avviare questo processo, con quali premesse? Io non ho capito ancora chi sono i 5 Stelle e cosa vogliono, per la verità non ho capito neanche cosa vuole il PD di Zingaretti. Si doveva all’indomani del loro ingresso abrogare il decreto sicurezza ed invece è ancora là. Avevano detto un governo in discontinuità, ed invece il governo più o meno è lo stesso a partire dal premier Conte.

Si era detto mai il carcere per gli evasori, pare che ora invece sarà approvato il carcere. Si era detto niente quota 100 e nemmeno reddito di cittadinanza ed invece sono ancora lì a succhiare soldi e sangue alle nostre finanze già esauste. Insomma se anche il PD diviene un partito liquido che insegue i sondaggi e cambia idea a seconda della meteo, allora siamo fritti.

Fate un’alleanza strategica, elettorale e di prospettiva con M5S per fare che? dal momento che neanche loro sanno cosa vogliono? Il punto è che oggi non è neanche chiaro cosa sia e cosa vuole il PD, eppure l’uscita di Renzi e di quelli di Italia Viva avrebbe dovuto rendere più chiaro l’orizzonte del partito di Zingaretti ed invece, nulla.
Ed allora temo che anche per il PD valga quanto detto per i grillini: prima ancora di avere degli ideali, occorre avere almeno delle idee. Il problema è che ammesso e non concesso che il PD abbia delle idee, queste sono, a voler essere buoni, perlomeno confuse.

Veleno

LAISSER UN COMMENTAIRE

Please enter your comment!
Please enter your name here

La modération des commentaires est activée. Votre commentaire peut prendre un certain temps avant d’apparaître.