Altritaliani
Il ballo del potere

L’Italia dei figuranti

giovedì 31 marzo 2011 di Emidio Diodato

“Credetemi, L’Aquila è stata ed è nei nostri cuori". Rita Dalla Chiesa - trasmissione Forum, Rete 4 (Mediaset)

I fatti.
Da copione televisivo dovevano essere de L’Aquila e sposati, con due figli grandi. Ciò che li ha traditi è stato l’accento; infatti, lei è della provincia di Pescara e lui della provincia di Chieti. Il programma televisivo che li ha ospitati è condotto da Rita Dalla Chiesa e il titolo è Forum (sul network Mediaset). I due figuranti recitavano la parte dei coniugi litigiosi e dei terremotati sereni, ma non era vero.

Il falso problema messo in scena era il loro contenzioso, che riguarda una richiesta di 25 mila euro a fronte di un’attività di sartoria. Forum è una trasmissione che simula litigi da tribunale quotidiano, spacciandoli per veri. Chi segue il programma è indotto a credere che la vita sia per tutti una piccola lotta; e, forse, li consola un po’ credere che i piccoli problemi familiari, condominiali, lavorativi, siano così tanto comuni. Ma questa volta per la trasmissione è finita male. Infatti, sono emersi un problema vero e un contenzioso autentico (e politico).

Durante la trasmissione, la conduttrice ha confermato e ribadito le esternazioni della moglie-figurante a sostegno di Berlusconi. Grazie al presidente del consiglio, infatti, a L’Aquila tutti avrebbero le case con il giardino. Per la figurante-moglie, proprio in considerazione di ciò, ossia del fatto che la città sia finalmente ripartita, il figurante-marito non avrebbe più scuse per non assumersi le sue responsabilità per il pagamento. Inoltre, giusto per rincarare la dose, poco oltre la figurante-moglie ha aggiunto che i pochi terremotati rimasti negli hotel della costa abruzzese se la spasserebbero a spese dello Stato.

Le reazioni.
È troppo per gli aquilani, schifati e disgustati, che si mobilitano sulla rete. Rita Dalla Chiesa è posta sotto accusa anche dai professionisti della politica. L’opposizione di centro-sinistra ritiene che si sia prestata all’inizio della campagna elettorale. Nel senso che i figuranti farebbero il gioco di Berlusconi, in accordo con gli autori del programma Mediaset (network di proprietà del primo ministro). Visto che il telespettatore medio di una trasmissione come Forum non legge giornali e non si informa, se non saltuariamente e attraverso i telegiornali filo-governativi, il contenuto delle affermazioni della figurante, creduta persona autentica, diventa materiale informativo.
Le prime ammissioni alla stampa da parte dei figuranti confermerebbero la falsità degli argomenti. Rilevano inoltre l’ammontare, in verità piuttosto modesto, della loro retribuzione: circa 300 euro per la recita televisiva. L’esposizione mediatica li spingerà successivamente a non rilasciare ulteriori dichiarazioni. Ma l’immagine del loro ruolo non cambia: non sono, infatti, semplici figuranti di una trasmissione televisiva, ma di una vera e propria rappresentazione dell’Italia.

Il commento.
Sono trascorsi due anni dal terremoto de L’Aquila e il caso di Forum mette in rilievo un punto. Il dramma del dopo-terremoto non sta tanto nel fatto che è stato dimenticato nella coscienza dei più o che non alberga più nel loro cuore. Ma che una certa idea del successo del governo e della protezione civile abbia resistito alla prova della storia. Rita Dalla Chiesa ha fatto da spalla alla figurante aggiungendo anche il nome di Bertolaso – il capo della protezione civile – alla lista degli artefici del miracolo della ricostruzione de L’Aquila. Il loro merito non consisterebbe nella prontezza dei soccorsi, altrimenti ci sarebbe da ringraziare anche i Vigili del fuoco e si potrebbe discutere su quanto si è fatto e quanto si poteva prevedere; ma nel tipo di gestione dell’emergenza e della ricostruzione. Infatti, a parte la caduta di stile sugli aquilani degli hotel, è senza dubbio vero che sono state realizzate delle case nuove, anzi delle New Towns. Ma il problema è appunto questo.

Il problema è che i veri figuranti di questa vicenda sono i cittadini de L’Aquila. Dopo il terremoto sono stati evacuati dal centro storico e rinchiusi nelle tendopoli. Nel frattempo, in un regime di emergenza è stato deciso come sarebbe ripartita la loro “nuova vita” di cittadini-figuranti. Invece di tornare lentamente e faticosamente a riappropriarsi del loro ruolo sociale di cittadini (abitanti di una città) sono stati repentinamente trasformati in cittadini-figuranti di New Towns, tante L’Aquila 2 i cui abitanti poi gravitano intorno ai nuovi centri commerciali. Se L’Aquila è una località relativamente distrutta – relativamente perché, a parte che nel centro storico (dove ci sono barriere di metallo alte 3 metri e gli ingressi presidiati giorno e notte), alcuni cittadini sono caparbiamente tornati a viverci; le tante L’Aquila 2 sono degli assoluti non-luoghi.

Insomma, la trasmissione Forum non ha fatto propaganda occulta per il governo, ma ha difeso una certa idea di realtà in un tribunale televisivo (popolar-populista) della storia.

Emidio Diodato
Politologo
Università per Stranieri di Perugia

(nelle foto dall’alto in basso: la falsa terremotata di Forum e le proteste degli aquilani).


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