Lisbona in “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi.

La scelta di Donatella Gallone per la nostra rubrica Un libro Una città.

Di Lisbona ricordo una giornata tersa, con vivido sguardo sul fiume da Praça do Comércio. All’inizio degli anni novanta: la città era un cantiere perché si preparava a diventare Capitale europea della Cultura (1994). Mi suggerì gli stessi contrasti della mia Napoli: luminosa, tuttavia carica di ombre. Ci sono tornata l’estate scorsa, prima  tappa di un bel viaggio in Portogallo, l’ho trovata molto cambiata: frizzante, ricca di energie giovanili, variopinta e mediterranea, malgrado sia, in realtà, una “terrazza sull’Atlantico”.

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Praça do Comércio Lisbona

E ho voluto rileggere il romanzo di Antonio Tabucchi, l’italiano che l’ha tanto amata. Nel suo libro ”Sostiene Pereira”, il giornalista che dirige la pagina cultura del giornale pomeridiano Lisboa, si muove tra le strade cittadine della capitale soffocate dalla calura dell’agosto 1938 e dalla dittatura di Salazar in un’Europa stretta nella morsa nazifascista, tra Italia e Germania.
Dopo aver respirato l’aria di libertà che Lisbona emana oggi, ritengo che sia importante riflettere su quei giorni in cui la dignità umana appariva ridimensionata se non addirittura annullata dall’ubbidienza al regime. Tenendo bene in mente che il diritto ad esprimersi non è mai scontato.
Ecco uno scorcio di lettura. Per chi l’ha letto e per chi potrebbe leggerlo.

Donatella Gallone

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Dal terzo capitolo di “Sostiene Pereira” (pag. 17 e inizio di pag. 18, edizione 2003, MediaSat/MDS Books per la Repubblica).

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Pereira sostiene che la città sembrava in mano alla polizia, quella sera. Ne trovò dappertutto. Prese un taxi fino al Terreiro do paço e sotto i portici c’erano camionette e agenti con i moschetti. Forse avevano paura di manifestazioni o di concentrazioni di piazza, e per questo presidiavano i punti strategici della città. Lui avrebbe voluto proseguire a piedi, perché il cardiologo gli aveva detto che gli ci voleva del moto, ma non ebbe il coraggio di passare davanti a quei militari sinistri, e così prese il tram che percorreva Rua dos Fanqueiros e che finiva in Praça da Figueira. Qui scese, sostiene, e trovò altra polizia. Questa volta dovette passare di fronte ai drappelli, e questo gli procurò un leggero malessere. Passando sentì un ufficiale che diceva ai soldati: e ricordatevi ragazzi che i sovversivi sono sempre in agguato, è bene stare con gli occhi aperti.
Pereira si guardò intorno, come se quel consiglio fosse stato dato a lui, e non gli parve che bisognasse stare con gli occhi aperti. L’Avenida da Liberdade era tranquilla, il chiosco dei gelati era aperto e c’erano delle persone ai tavolini che prendevano il fresco. Lui si mise a passeggiare tranquillamente sul marciapiede centrale e a quel punto, sostiene, cominciò a sentire la musica. Era una musica dolce e malinconica, di chitarre di Coimbra, e trovò strana quella coniugazione, di musica e polizia. Pensò che venisse da Praça da Alegria e infatti così era, perché mano a mano che si avvicinava la musica aumentava di intensità…
Poi vide uno striscione di stoffa teso da un albero all’altro della piazza dove c’era un’enorme scritta: Onore a Francisco Franco. E sotto, in lettere più piccole: Onore ai militari portoghesi in Spagna…

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Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi ( 1943-2012), toscano di nascita, era il maggior conoscitore e traduttore di Fernando Pessoa: l’amore per lo scrittore lo aveva spinto a imparare il portoghese dalla moglie Maria Josè de Lancastre. Grande narratore, accademico e critico letterario, ha diretto, tra l’altro, l’Istituto Italiano di cultura a Lisbona (dove ha vissuto fino ai suoi ultimi giorni). Con “Sostiene Pereira” ha vinto il Premio Campiello nel 1994, anno in cui il romanzo è stato pubblicato da Feltrinelli.

LINK INTERNO PER APPROFONDIMENTI SU LA LISBONA DI TABUCCHI E PESSOA:

Di Giovanni Capecchi, che insegna Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, un percorso letterario attraverso la capitale portoghese, in compagnia di Pessoa e, soprattutto, di Tabucchi: https://altritaliani.net/a-lisbona-in-compagnia-di-pessoa-e-di-tabucchi/

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