Tutte le donne di Andrea Pazienza nel libro di Tony Di Corcia: “La femmina è meravigliosa – Vita impaziente di Andrea Pazienza”

Andrea Pazienza raccontato dalle donne della sua breve, ma intensa vita. In “La femmina è meravigliosa. Vita impaziente di Andrea Pazienza”, Tony di Corcia ci propone un ritratto inedito del fumettista-narratore italiano, acclamato come una rockstar e morto a soli 32 anni nel 1988, in una prospettiva inconsueta e di grande interesse.

*

“Donna è la mia ragazza, donna è mia madre e ti dico che riposare una testa sconvolta in un grembo conosciuto e amato è quanto di più bello sia dato da vivere a un uomo. La femmina è meravigliosa.” (Andrea Pazienza)

L’irriverenza elevata a sistema, la politica intrecciata indissolubilmente alla vita, maestria e dominio nell’arte del fumetto, visionarietà, l’attitudine a rappresentare i propri sogni e incubi: sono alcune delle caratteristiche dell’arte multiforme di Andrea Pazienza, artista, fumettista-narratore delle speranze e delle delusioni di una intera generazione. Se fosse vissuto (era nato il 23 maggio 1956) oggi avrebbe 64 anni. Ma lui lo aveva sempre saputo, che sarebbe morto giovane (se ne andò nel 1988).

Oggi ne sentiamo tanto la mancanza e brucia dentro, molto, non sapere a quali mete sarebbe arrivato, quali capolavori negli anni avrebbe continuato a regalarci. La sua straordinaria verve innovativa e una urgenza espressiva che può concretizzarsi nel caos apparente di certe sue tavole o nelle tempeste di colore cupo che possiamo apprezzare in molti dei suoi racconti a fumetti sono ancora li. Rileggetele le storie di Andrea; ci troverete tutto il suo amore, il suo (finto) cinismo, la sua vita e gli intrecci esistenziali della miriade di ragazzi di una generazione che ha voluto vivere da protagonista uno dei periodi forse più tormentati della nostra storia recente. AMATEMIIIIIIIIII!!!! , è l’urlo disperato di Andrea Pazienza rievocato nel film di Renato De Maria, “Paz!”. E’ l’urlo che denuncia la fragilità di una gioventù che è vissuta nel periodo in cui Pazienza visse, una gioventù che in quello stesso periodo si espose alla turbolenza di eventi che avrebbero cambiato la vita di tanti.

Andatevi a rileggere “Le straordinarie avventure di Pentothal”, “Zanardi”, “Perchè Pippo sembra uno sballato?” e “Pompeo”, e riconsiderate con tutta l’attenzione che meritano i personaggi di Pazienza, anche quelli “minori”, che hanno trovato spazio su riviste come Cannibale, Frigidaire, Il Male, e così via. La prevalenza del senso del comune, del gruppo, del collettivo e della passione per una politica spesso gestita acriticamente e senza mediazioni sono tipiche della temperie in cui i protagonisti delle opere di Andrea vengono creati. Pazienza mostra di avere una fantasia eccezionalmente fervida: è quella che gli consente di sublimare, all’interno delle sue storie, il clima gioioso e ugualmente, per altri versi, tragico di quegli anni. Tutto è politica negli anni che vanno dal 1977 al 1981: la scuola, la musica, la poesia e le arti, e tutto, anche il senso del vacuo e di insoddisfazione strisciante di molti e la vita, fa parte di quella sorta di comédie humaine a fumetti che Andrea ha lasciato ai posteri. “Andrea non faceva arte, aveva in se l’arte: era come un magma vulcanico che veniva a galla, e che neanche lui poteva controllare.

« Andrea era un’opera d’arte vivente.”, ricorda Isabella, una delle amicizie femminili del Pazienza più giovane. La dichiarazione è presa dal libro di Tony Di Corcia, “La femmina è meravigliosa – Vita impaziente di Andrea Pazienza” (Cairo Editore, Milano 2018), che traccia un percorso di ricordi di Andrea al femminile e che costituisce una rilettura biografica dell’artista in una prospettiva inconsueta. Il volume, peraltro, riporta illuminanti testimonianze delle donne più rilevanti nella troppo breve vicenda esistenziale del nostro. Con piglio giornalistico e narrazione limpida, l’autore fa scorrere tra le pagine i racconti dell’amatissima madre di Andrea, Giuliana, e di sua sorella Mariella, di Isabella, compagna di tante estati pugliesi, di Betta, storica fidanzata, per arrivare alle preziose rievocazioni di Fulvia Serra (già direttrice di Linus; Serra fece debuttare Andrea Pazienza sulla rivista di fumetti AlterAlter) e di Marina Comandini Pazienza, la donna che ha condiviso con Andrea gli ultimi suoi anni. Scrive Di Corcia, in introduzione: “La vita di Andrea Pazienza è stata scandita anche e soprattutto da imprescindibili presenze femminili, e le loro voci sono le uniche a ricordarlo sempre con indulgenza, profondità, affetto, totale ammirazione […]” Sua moglie Marina, per esempio, racconta: “Eravamo fatti l’uno per l’altra, quindi i suoi difetti non mi pesavano. Sicuramente non mi sono mai annoiata, la sua vitalità era continua, giorno e notte. Vivere con Andrea significava stare nella migliore delle sue storie.”

Un libro di grande interesse, quello di Tony di Corcia, che aggiunge molto a ciò che di Pazienza già sappiamo.

Giovanni Graziano Manca

*

La femmina è meravigliosa – Vita impaziente di Andrea Pazienza, di Tony di Corcia (Cairo Editore 2020).

*

Tony di Corcia è nato a Foggia nel 1975. Ha iniziato la sua attività professionale nel 1990 e ha scritto per le redazioni pugliesi di Repubblica e del Corriere della Sera. Nel 2010 ha pubblicato Gianni/Versace: lo stilista dal cuore elegante seguito nel 2012 da Gianni Versace. La biografia con una prefazione di Giorgio Armani. Nel 2013 sono usciti Valentino: ritratto a più voci dell’ultimo imperatore della moda e Burberry: storia di un’icona inglese, dalla Regina Vittoria a Kate Moss. Nel 2015 ha pubblicato Alda Merini e Michele Pierri. Un amore tra poeti (prefazione di Maurizio Costanzo).

Sinossi – È il 16 giugno 1988, Andrea Pazienza muore a soli trentadue anni. E il fumettista italiano, acclamato come una rockstar, entra definitivamente nella leggenda. Sono passati tre decenni da allora, ma le sue intuizioni linguistiche, i personaggi e le storie che hanno saputo descrivere così bene la sua generazione non hanno mai smesso di rapire e influenzare anche quelle successive.
Di lui è stato detto e scritto tutto ma, per la prima volta, a parlare dell’indimenticato protagonista della scena culturale degli anni Settanta-Ottanta sono le donne che hanno accompagnato la sua esistenza, breve ma densa di incontri e di affetti. Donne fondamentali e insostituibili, donne passeggere, che offrono l’occasione di rileggere la biografia dell’artista in una prospettiva differente: dall’adorata madre Giuliana, con la quale Pazienza aveva un’affinità speciale, alla sorella Mariella di nove anni più piccola; da Isabella, giovane compagna di tante spensierate estati pugliesi, a Betta, la storica fidanzata che ha dato il volto a molti dei suoi splendidi disegni; dalla moglie Marina con la quale ha condiviso gli ultimi anni, a Fulvia Serra che lo ha fatto debuttare sulle pagine di Alter Alter. Ma anche le tante amiche con cui ha collaborato per realizzare arte, mostre, riviste.
Un percorso di ricordi al femminile che racconta quanto l’ispirazione di Pazienza affondasse sempre nel suo vissuto – tra Bologna, Montepulciano, Roma e l’amata Puglia – e come la sua vita privata sia una sorta di “making of” dei suoi fumetti: Pentothal, Zanardi, fino al poema più sofferto e autobiografico Pompeo, che hanno anticipato l’estetica dei nostri giorni e creato il solco da cui è nata l’odierna graphic novel. Un omaggio a un genio che a distanza di trent’anni continua a divertire, a sedurre, a stupire.

LAISSER UN COMMENTAIRE

Please enter your comment!
Please enter your name here

La modération des commentaires est activée. Votre commentaire peut prendre un certain temps avant d’apparaître.