Sono nata il 21 a primavera. Alda, semplicemente ALDA….

Questo 21 marzo avrebbe compiuto 86 anni Alda Merini, se non avesse avuto la ‘ventura’ di lasciarci più di 7 anni fa, orfani della sua splendida follia dello scrivere, del vivere, di quella vita di cui era follemente innamorata e da cui fu altrettanto tormentata.

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«Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi:

come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra.

Ma del resto dico spesso a tutti quelli che quella croce senza giustizia

che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi

la grande potenza della vita.»

(Alda Merini, La pazza della porta accanto)

Ma il suo amore, i suoi amori, la sua passione, le sue passioni continueranno per sempre nei suoi scritti, nelle sue liriche, sacre e profane o, forse, solo laiche, universali, comunque che si potran leggere e rileggere nello scorrere degli anni senza téma di non ritrovarci in esse, dunque ‘classici’, veri ed autentici, come solo i veri artisti ed intellettuali san essere.

Dio di Amore

«Io ho scritto per te ardue sentenze,

ho scritto per te

tutto il mio declino;

ora mi anniento e niente può salvare

la mia voce devota; solo un canto

può trasparirmi adesso dalla pelle

ed è un canto d’amore che matura

questa mia

eternità senza confini».

Ma anche dalla follia aveva ‘ricavato’, non solo Dio e la sua immanente religiosità, ma pure una sorta di guarigione che l’aveva riscattata alla vita.

Così, aveva asserito, dopo, tanti anni fa:

“Per me guarire è stato un modo di liberarmi del passato. Tutto è accaduto in fretta. L’ultima volta che sono stata all’Istituto che mi aveva in cura per depressione mi è accaduta una cosa che non avevo mai provato. Una mattina mi sono svegliata e ho detto: che ci faccio io qui? Così è davvero ricominciata la mia vita. Ho ripreso a scrivere e ho perfino trovato quel successo che non avrei mai pensato di ottenere”.

Una nuova vita, una speranza, per lei che era nata….

Sono nata il ventuno a primavera

ma non sapevo che nascere folle,

aprire le zolle

potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve

vede piovere sulle erbe,

sui grossi frumenti gentili

e piange sempre la sera.

Forse è la sua preghiera.

(da Vuoto d’amore, Einaudi, 1991)

Maria Cristina Nascosi Sandri

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Con un’aggiunta della redazione Altritaliani

MUSICA E POESIA

Alda Merini e Giovanni Nuti, artisti fuori dal tempo .

INTERVISTA CON BRANI IN ASCOLTO PUBBLICATA IL 5 OTTOBRE 2013 di Silvia Calliero

http://www.altritaliani.net/spip.php?article1550

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Giovanni Nuti, viareggino di nascita, sarzanese d’adozione, è un musicista e cantautore italiano dal raro talento. Momento importante della sua carriera, la sua commovente collaborazione con la grande poetessa ALDA MERINI: un felice sodalizio durato ben 16 anni che ha portato alla pubblicazione di splendidi album. Oggi è una giornata speciale, è il 21 marzo, il giorno in cui, a primavera, nasceva Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane, una donna splendida, fatta di luce, lucida follia, pura poesia. Ad Alda Merini va il nostro ricordo, la nostalgia per la sua assenza e la riconoscenza per la struggente bellezza che i suoi versi eterni sanno regalare. Amata Alda, che la terra ti sia lieve. E grazie a Giovanni Nuti.

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