Sparirà Manzoni dalle scuole? Via al dibattito

Vi ricordate le appassionate parafrasi dei Promessi sposi, le analisi dei personaggi sulle orme dei critici crociani come Russo?
Il paesaggio lirico mandato a memoria dell’Addio ai monti? La notte dell’Innominato che poteva concorrere con le pagine degli scrittori russi?
E che dire di don Abbondio, espressione mondiale del sentimento del contrario come lo ha consacrato Pirandello ne “L’umorismo”.

Tutto ciò  sta per sparire se va avanti la riforma letteraria al ginnasio dove si studiano I Promessi Sposi, il romanzo nazional popolare che ha consacrato da noi il romanzo storico. Il romanzo sarebbe troppo complesso dal punto di vista linguistico per i quindicenni.

Una grande nostalgia ci afferra e non solo nella memoria degli anni giovanili per un filone che non dovrebbe venir meno nella nostra formazione culturale.

Il dibattito se Manzoni sia un oratore della fede più che un artista ha consentito di riassumere tutto il panorama intellettuale degli anni del crocianesimo ed oltre. E il grande pannello della peste a Milano poteva concorrere con le grandi descrizioni di Tucidide degli storici greci.

Ma soprattutto c’è un punto che occorre sottolineare, ovverossia, la presenza nella storia di una categoria mai apparsa: gli umili. Zottoli afferma che per  la prima volta i potenti vengono giudicati per come trattano gli umili.

Ma la contrapposizione tra il potere osceno si configura in una lotta con un altro potere, la Provvidenza, che agisce come per caso ma costantemente e finisce con avere la meglio. Un lieto fine dovuto proprio dal suo trionfo.

Per Manzoni, la Provvidenza agisce nella storia come una forza che riequilibra le ingiustizie sociali, smascherando l’illusoria onnipotenza dei “forti”. Essa non è solo un conforto mistico, ma il motore che guida gli umili verso una dignità negata, portando i potenti al fallimento o a una resa morale che ne sgretola il privilegio oppressivo.

Studiarlo oggi è essenziale per decodificare le moderne dinamiche di prevaricazione, offrendo alle giovani generazioni strumenti critici per riconoscere che nessuna arroganza sistemica è invulnerabile davanti alla dignità collettiva.

Bocciato a scuola? No, Manzoni non va eliminato in questi tempi di confusione.

Carmelina Sicari

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Carmelina Sicari
Carmelina Sicari è stata Dirigente Scolastico del Liceo Classico di Melito Porto Salvo e dell'Istituto Magistrale di Reggio Calabria. Si occupa da tempo di letteratura contemporanea e di semiotica con opere su Pirandello e sull'Ariosto. Ha collaborato a molte riviste letterarie tra cui Studium, Persona, Dialoghi… Ha all'attivo numerose pubblicazioni su La canzone d'Aspromonte, Leopardi e il Novecento letterario. Continua a sostenere nel presente il Movimento culturale Nuovo Umanesimo di Reggio Calabria di cui è stata ideatrice.

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