Ritorna il cinema italiano ad Italiance di Parigi a partire dal venerdì 12 novembre

RAPPEL. Dopo due anni di chiusura obbligata causa Covid 19, ritornano finalmente gli incontri cinematografici con l’Italia, o meglio gliIn(S)contri del cinema italiano”, come recita il titolo di quest’anno della rassegna organizzata da Italiance, centro culturale dedicato all’insegnamento della lingua e della civilizzazione italiana, con il patrocinio di Altritaliani.net e la direzione artistica di Nicola Guarino.

Immagine tratta dal film di Mario Martone: Qui rido io.

Dieci film vecchi e nuovi tra cui un inedito per la Francia, dedicati alle contraddizioni umane, sociali, culturali, politiche e di costume del nostro paese, da qui il titolo che evoca gli scontri, i dualismi di una società e di un mondo, quello italiano, dove più acutamente vivono e confliggono le diversità tra nord e sud, tra modernità e tradizione, tra conformismo e anticonformismo, tra egoismo e altruismo, tra civiltà industriale e  campagna, tra democrazia e desiderio di dittatura.

Tutte queste contraddizioni, che vivono ed agitano la società italiana di oggi come quella di ieri, possiamo ritrovarle nella nuova rassegna, che partirà dal 12 novembre con l’inedito: Il signor Diavolo di Pupi Avati del 2019, uscito nelle sale italiane appena prima che l’epidemia si scatenasse. È il ritorno del grande Pupi al terrore e alle inquietudini della provincia del nord (La casa dalle finestre che ridono).

Come è tipico della conduzione artistica di Nicola Guarino, la rassegna spazierà sui vari generi cinematografici per favorire la conoscenza dei diversi registri stilistici ed artistici che il sempre fertile cinema italiano propone.

Così passeremo dall’autorale e drammatico: Nel nome del padre di Marco Bellocchio del 1972 alla frizzantissima commedia di Carlo Verdone: Un sacco bello del 1980, dalla riscoperta di un film troppo poco conosciuto ed estremamente italiano nella sua sensibilità, come: In grazia di Dio di Edoardo Winspeare del 2014, al Mario Martone che con il suo: Morte di un matematico napoletano del 1992 ci propone l’emblematica figura del matematico Renato Caccioppoli, nella inquieta Napoli di fine anni ’50 con la memorabile interpretazione di Carlo Cecchi.

Il mese di febbraio si aprirà con: Signore e Signori del 1965 di Pietro Germi, regista di polizieschi (Un maledetto imbroglio) di film drammatici (Il Ferroviere, L’uomo di paglia), qui è invece alle prese con una commedia realizzata negli anni del Boom economico italiano; tra gli interpreti Virna Lisi, Alberto Lionello e Gastone Moschin. Altro quasi inedito per la Francia è: Patria di Felice Farina del 2014, storia di globalizzazione e di terzo millennio, che ci proietta nelle dure contraddizioni dei nostri tempi.

Altre contraddizioni mai veramente risolte e sopite sono quelle che Damiano Damiani ci propone con: L’Istruttoria è chiusa, dimentichi un film del 1971 all’alba di quel decennio che verrà poi ricordato come gli anni di piombo, quando le utopie e i sogni del ’68 stavano tramontando sotto il fuoco del terrorismo.

Cipri e Maresco, arcinoti agli italiani con Cinico Tv riproposto più volte grazie al loro mentore Enrico Ghezzi, sono gli autori dell’esilarante: Come inguaiammo il cinema italiano del 2004, la scoperta, specie per i non italiani e per le giovani generazioni dei comici Ciccio Ingrassia e Franco Franchi, che negli anni sessanta furono con i loro film e le loro parodie i re indiscussi della cinematografia popolare.

Gli incontri-scontri con il cinema italiano si concluderanno l’8 Aprile con il già ricordato: Un maledetto imbroglio di Pietro Germi del 1959. Tratto dal romanzo di Carlo Emilio Gadda: Quer pasticciaccio brutto di via Merulana. Un film che fu spartiacque tra due Italie, quella povera e piena di speranze dell’immediato dopoguerra e quella ricca ma sempre più disillusa del Miracolo economico. Un film imperdibile.

Tutte le proiezioni si terranno nella sede di Italiance a: 14 rue de Trevise – 75009 Parigi, sempre di venerdì e sempre alle ore 20,00 come da programma che alleghiamo e da scaricare qui in pdf:
https://www.centre-italiance.org/docs/CinemaItaliano2122.pdf

Le proiezioni sono tutte in lingua originale con sottotitoli in italiano, questo anche in ragione dello scopo precipuo del centro Italiance di promuovere, oltre all’arte e la cultura, anche la lingua italiana.

Per partecipare alle 10 proiezioni occorre abbonarsi, il prezzo è di €.35,00 (è evidente lo scopo, che va al di là delle proiezioni, che è quello di creare anche un circolo di appassionati che possa così avere periodicamente l’occasione di rincontrarsi).

Sono naturalmente da rispettare tutte le regole che già sono applicate nei cinematografi francesi e quindi, mascherina, uso di gel e soprattutto avere il pass sanitario, per entrare in sala.

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