Per il Giorno della Liberazione, il 25 aprile, 75 anni dopo…

Per il 25 aprile 2020, festa della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, una poesia di Maria Cristina Nascosi Sandri e un canto simbolico, “Bella Ciao”, nella versione di uno degli artisti più emozionanti del nostro Paese: Paolo Fresu.

A seguire, una poesia di cui è autrice chi scrive, in lingua dialettale ferrarese (non a caso, la lingua-madre, per eccellenza) ed italiana, per ‘non dimenticare di ricordare’ una data fondante per tutti, non solo Italiani, ma anche…Altri Italiani – se si passa il malizioso calembour – il 75° della Liberazione, un  traguardo raggiunto grazie a uomini e donne che si son sacrificati per garantire la libertà, i diritti di vita e di democrazia di cui oggi possiam godere e che abbiamo la tendenza – infantile e semplicistica leggerezza –  di considerare come qualcosa di scontato, che ci spetti ‘naturalmente’.

Niente affatto!

E proprio in omaggio a quelle persone la si propone, con un certain regard  al femminile, ispirata, nel tempo, da due film molto belli, ognuno a proprio modo, coinvolgenti ed inerenti al…tema: Tornare per rivivere di Claude Lelouch (Partir revenir) del 1985 ed Arrivederci, ragazzi (Au revoir, les enfants), di Louis Malle del 1987, lo stesso anno in cui, peraltro, la delicata pellicola aveva giustamente meritato il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Auschwitz, mai più…

A són turnàda.
Sì, a són stada bòna
ad turnàr
e’d védar
la nostra bèla cà,
al zardìn,
l’àrbul,
al pózz.

Am paréva’d séntir
i vèrss di putìn
ch’invlàva al curtìl
e la vós ad tò màdar,
ch’la ciamàva par zzéna.

A són turnàda,
ma sénzza’d ti.

Su cal tréno-merci
t’an à resistì
a la fam,
al frédd,
a la séd,
cóm tant’àltar.

Ti è vanzzà là,
con tant’àltar.
Sì, mi a són turnàda,
ma al mié cuor,
tutt al mié èssar,
i è vanzzà
là,
con ti… 

Son tornata.
Sì, ce l’ho fatta,
a ritornare
e rivedere
la nostra bella casa,
il giardino,
l’albero,
il pozzo.

Mi pareva di sentire
le urla dei bimbi
riempire il cortile
e la voce di tua madre,
all’ora di cena.

Son tornata,
ma senza te.

Su quel treno-merci
non hai resistito
alla fame,
al freddo,
alla sete,
come tanti altri.

Sei rimasto là,
con tanti altri.
Sì,
son tornata,
ma il mio cuore,
tutto il mio essere,
son rimasti

con te.

di  Maria Cristina Nascosi Sandri

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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