Notre-Dame de Paris, un pezzo di noi, patrimonio mondiale dell’Umanità

Nooooo, Notre-Dame, la mitica e bellissima Notre-Dame avvolta nelle fiamme che la divorano senza pietà! Tutti abbiamo vissuto un momento di grande emozione, sgomento, solidarietà nazionale e internazionale. Le pire a été évité même si la bataille n’est pas totalement gagnée […] Questa cattedrale la ricostruiremo perché è quello che i francesi si aspettano e la nostra Storia lo merita.  […] Noi tutti insieme la salveremo, il progetto comincerà già domani” […] “Lanceremo un appello ai più grandi talenti”, dice Emmanuel MacronNotre-Dame, anima di Parigi, che ci culla e abbraccia, uno dei simboli della cristianità occidentale, addirittura dell’Europa, e delle nostri radici culturali ed identitarie. Perché non c’è niente come le Cattedrali che racconta la nostra civiltà, ciò di cui siamo stati capaci come comunità umana, quando pensiamo in grande. Notre-Dame ci appartiene, è un pezzo di ognuno di noi, e ci unisce tutti nel dolore e nella speranza della sua resurrezione (e non solo…). Auguri di Buona Pasqua a tutti, cristiani e laici!

Se vorrete dirci la vostra, amici italiani, francesi, altritaliani nel mondo che ci seguite, pubblicheremo i vostri commenti (da inserire per favore in fondo alla pagina).

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Statua dell’Angelo della Resurrezione di Notre-Dame di Parigi

Les grands édifices, comme les grandes montagnes, sont l’ouvrage des siècles. […] L’homme, l’artiste, l’individu s’effacent sur ces grandes masses sans nom d’auteur ; l’intelligence humaine s’y résume et s’y totalise. Le temps est l’architecte, le peuple est le maçon.
(Victor Hugo, “Notre-Dame de Paris”)

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Alcuni dei 400 eroi del giorno a cui rendere omaggio

 

16 aprile mattina. Foto mandata al sito dall’amica Séverine S.

 

16 aprile. Il giorno dopo. Photo de PATRICK KOVARIK et BERTRAND GUAY / AFP)

 

Il giorno dopo. Interno Notre-Dame. Photo de CHRISTOPHE PETIT TESSON / POOL / AFP

4 Commentaires

  1. Mi sveglio nel cuore della notte, accendo il coso, scorro i quotidiani e mi guardo intorno, dato che ieri non ho avuto il tempo di leggere nulla. Aiuto… quante intemperanze e stupidaggini su Notre-Dame…! Certo di diverso grado, perché su tutte vince l’imperativo dispiacetevi per i migranti che muoiono in mare e non per una chiesa che brucia, per l’umanità che soffre e non per il patrimonio che langue, per la carne e non per le pietre e via snocciolando. Come se l’essere umano non possedesse una mente e un cuore capaci di contenere, contemplare ed elaborare più dispiaceri o ricordare più di una cosa importante, organizzare speranze complesse, amare di più, più cose, ad esempio la vita tutta.

  2. Ho vissuto con trepidazione, emozione e dolore la nostra Notre-Dame avvolta dalle fiamme. Ripeto « nostra » perché non solo è l’anima di Parigi e simbolo della Francia, ma di tutta la nostra cristianità e cultura occidentale. Nel piccolo, ogni nostra Cattedrale è la storia del luogo in cui viviamo: è parte di noi, della nostra civiltà.
    Ciò che pensiamo sia eterno, in pochi istanti diventa effimero, pertanto più che mai dobbiamo riscoprire i valori autentici del nostro vivere.
    Con l’augurio che al più presto si realizzi il progetto della ricostruzione, una Buona Pasqua, di cuore, a tutti!

  3. Difficile de se remettre de la peine qui nous étreint après avoir assisté incrédules, atterrés et impuissants à l’écroulement de Notre-Dame embrasée. Cette perte incommensurable a suscité un élan spontané et unanime d’émotion chez les Parisiens, les Français, et dans le monde entier. Puisse ce moment d’unité nationale perdurer au-delà de la période de deuil pour tout un chacun! Puisse l’élan de générosité de tous permettre aux talents de nos artisans et créateurs de rendre à l’humanité ce trésor de notre patrimoine restauré!

  4. L’angelo ora é muto: silenzio e stupefazione; è caduto un simbolo della storia europea proprio quando ne avevamo più bisogno. Errore umano? Forse, Inadempienze? Forse. Ma quella musica antica risuona nelle coscienze e dal lontano Medioevo della maestria degli artigiani, dai calcoli anche spirituali di architetti-filosofi razionalisti ante litteram di un secolo spesso denigrato, ci arriva questa musica silenziosa come un monito a riflettere sulla nostra identità, sull’effimero e sulla precarietà dei nostri giorni. Costruendo questa immensa cattedrale, nave dei sogni e vascello dei saperi di un popolo ambizioso, si fecero calcoli minuziosi, si costrui’ un inno alla poesia della natura, un lavoro prezioso che coinvolse coscienze e progetti anche di gloria pur sapendo che essa è caduca. Ora sappiamo cosa ci aspetta. Si rimetteranno le pietre, i materiali contemporanei, si costruirà un simulacro e un canto alla bravura e all’ambizione ma la musica dell’angelo dobbiamo sentirla soprattutto nelle nostre coscienze. Non un Requiem ma un Magnificat. Questa è e sarà Notre Dame del domani.

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