Lo scrittore francese René Bazin, sulle strade del nostro Sud

Alcune considerazioni di Marco Roncalli, noto giornalista e scrittore italiano, sul libro Sicilia e Italia del sud di René Bazin – nato nel 1853 e scomparso nel 1932 – (a cura di Anne-Christine Faitrop-Porta, Edizioni Lussografica) che con piacere riportiamo su Altritaliani. Il libro sarà presentato a Reggio di Calabria (11 ottobre), Bologna (21 ottobre), Napoli (22 ottobre), Palermo (28-29 novembre), Caltanissetta (2 dicembre) e in altre città siciliane e italiane. Ogni volta sono chiamati a partecipare liceali e studenti universitari. Abbiamo pubblicato in precedenza un brano dedicato a Catania tratto da questa interessante opera che potete leggere nella nostra rubrica estiva Un libro Una città.

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“Pagine piene di immagini come dipinti di fine ‘800 del nostro Mezzogiorno: tavole vive di colori e riflessi; profili di donne, uomini, bambini, visti da vicino; quadri di paesaggi, edifici, terre dove il vento soffiando alza la polvere e l’ombra fatica a coprire le rocce come i mosaici di chiese sempre battute dalla luce. Pagine piene di profumi e sapori, che esplodono selvaggi nella natura o sopra i banchi dei mercati. Pagine dove arriva l’eco di suoni sui ritmi di danze e tarantelle, di musiche per zampogna e cembalo, che fanno rivivere la sacralità di miti antichi. E tanti brani che descrivono quadri di una vita operosa accettabile, o inaccettabile: di miseria profonda che si svela sul palmo di mani aperte di accattoni, si legge su visi smunti e patiti, s’intravvede in stanzoni pieni di nugoli di bambini dove si frigge e si dorme sulla paglia. E poi il racconto: delle feste, che rallegrano tutti, come quella di Santa Rosalia o di San Gennaro; o di certi riti, come quelli che alla vigilia di San Giovanni vedono “interrogare” dopo una notte il vigore dei petali di crisantemi recisi o i disegni spontanei creati dal piombo fuso versato in scodelle d’acqua. E, ancora, la narrazione in diretta: di salite iniziatiche su monti dove le lave insidiano i passi; di passeggiate a piedi o su carretti belli come quelli dipinti da recare in dono agli amici; di tanti incontri: con pescatori e cacciatori, nobili latifondisti e contadini, artisti, il prete e l’antiquario, la vedova e il mafioso, donne anziane dagli occhi ancora vispi e ragazze sorridenti che stanno per sposarsi…

C’è questo — ma anche altro — sotto il titolo Sicilia e Italia del sud, di René Bazin (a cura di Anne-Christine Faitrop-Porta, Edizioni Lussografica, pagine 296, euro 18,00), opera che presenta e traduce capitoli tratti da Sicile. Croquis italiens e Les Italiens d’aujourd’hui, usciti a Parigi rispettivamente nel 1892 e 1894. Autore di romanzi sulla Francia rurale e operaia parecchi dei quali tradotti in italiano (oltre che nel 1921 di una biografia di Charles de Foucauld che superò le duecentomila copie), René Bazin, sceso in Italia almeno per dieci lunghi soggiorni, si è lasciato affascinare dal nostro Paese, dal suo genio, dalla sua lingua, e in particolare dal Sud, come pochi altri autori. Così dei suoi itinerari ci resta una prosa capace ancora di evocare soprattutto i paesaggi (largamente perduti), la popolazione (persino nelle movenze abituali, nei gesti quotidiani), il clima del nostro Meridione (più che meteorologico, sociale, economico, politico, religioso). Con questa peculiarità: mentre i romanzieri francesi di fine ‘800 — Anatole France, i Goncourt, Paul Bourget, Zola… — descrivono un Paese in totale declino, Bazin senza chiudere gli occhi davanti a problemi gravi (come lo sfruttamento dei braccianti, la mafia siciliana, la camorra napoletana, ecc.), coglie il significato dell’attaccamento, dell’unione ancora forte, in Italia, tra l’uomo e la terra. Avendo cura, infine, di distinguere l’Isola dalla Penisola per evocarne persino capitoli di una lunga storia fatta dal susseguirsi di invasori e soprusi, ma pure di tanta solidarietà. Anche questa parte di quell’«armonia superiore» che, avverte Anne-Christine Faitrop-Porta, qui, dove «parlano le pietre e stupiscono le stelle», a Napoli, in Calabria, in Sicilia, «sboccia in una radiosa epifania».”

Marco Roncalli

Fonte : Avvenire, Milano, A. LII, n° 147, 22 -VI – 2019, p. 22. Pubblicazione Altritaliani con il gentile consenso dell’autore.

Logo: Il lungomare di Napoli in un quadro di Carlo Brancaccio (1861-1920)

Inviti incontri René Bazin a Reggio di Calabria e Bologna da scaricare
Invito all’Istituto francese di Napoli

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