Giorgio Conte «Sconfinando Tour» incontra il pubblico francofono. Intervista.

Inizia a breve la tournée di Giorgio Conte, che sarà accompagnato da Alessandro Nidi al pianoforte e da un ospite d’eccezione quale Peppe Voltarelli. Dopo Bruxelles, Liège e Luxembourg, li ritroveremo in Francia, al Café de la Danse a Parigi il 23 maggio e al Rex di Tolosa il 24. Prima di incontrarli in ‘Live’, vi proponiamo di conoscerli un po’ di più con due interviste realizzate da Rambaldo degli Azzoni di ‘Storiedinote’. Iniziamo con Conte.

Con la sua ironia sottile, il suo fascino e l’inesauribile capacità di stupire, commuovere e divertire, siamo certi che Giorgio Conte saprà ancora una volta emozionare il pubblico francofono.

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INTERVISTA A GIORGIO CONTE

Partiamo da questa recente definizione che le è stata attribuita in Francia « Le frère cadet le plus célèbre de la chanson italienne ». In effetti la sua carriera nella musica è monumentale, sia come autore/compositore per altri importanti artisti, che come interprete delle sue stesse canzoni. Di pari passo con quella di suo fratello maggiore Paolo…

D. : Ci puoi raccontare le radici, inizialmente fortemente condivise, della vostra straordinaria esperienza nella musica? Tanta gente in Francia sarebbe affascinata dal conoscere qualcosa in più su queste vicende, così importanti per voi due fratelli Conte, ma anche per la storia della canzone d’autore italiana.

Giorgio Conte : Esiste una foto in bianco e nero, che ritrae una piccola orchestra. Tra i suonatori (definirli musicisti sarebbe troppo !) ci siamo anche io alla batteria e Paolo al trombone à coulisse …Io indosso calzoni corti (avrò avuto 10 anni?). Questa fotografia rappresenta un sogno, un sogno da realizzare. Passerà del tempo ma il sogno diventerà realtà! I fratelli Conte formano un’orchestrina da ballo, per studenti, poi un gruppo dixieland, la « Lazy river band society », quindi, con un quartetto sullo stile del Modern Jazz Quartet, con Paolo al vibrafono (e Giorgio alla batteria), incidono un lp dal titolo “Paul Conte Quartet” per la collana  RCA “Italian way to swing”.
Le canzoni arriveranno dopo, sulla scia di un gruppo di cosiddetti cantautori (Paoli, Lauzi, Bindi, Tenco, De Andrè…). I f.lli Conte avvertirono che nella musica leggera italiana c’era finalmente una svolta, non più insulse canzonette ma canzoni d’autore. Fu così che i f.lli Conte si misero a comporre.

D. : Prima di salire sul palco e di dedicarsi completamente all’interpretazione dal vivo e in studio della sue canzoni, lei ha per molti anni scritto e composto canzoni per altri artisti anche molto conosciuti (Mina, Ornella Vanoni, Fausto Leali…).
Come è cominciata quell’ attività, come è entrato in relazione con le grandi case di produzione musicale?

G.C. : Comporre, non interpretare ! Per cantare ci voleva una buona dose di coraggio che a noi mancava… Le canzoni però c’erano ed occorreva proporle a interpreti credibili e soprattutto già famosi. Conobbi Rob Matano il cantante de “I Campioni” (il chitarrista era un certo Lucio Battisti), gli feci ascoltare alcune canzoni…piacquero…mi invitò a Milano per presentarmi al Clan Celentano. E quì cominciò la nostra avventura come Autori.

D. : Cosa ricorda di quel periodo e che sensazioni provava nel sentire le proprie « creature » interpretate da altri?

G.C. : Alcuni interpreti resero un buon servizio alle nostre canzoni, altri meno. Stava affiorando la consapevolezza che per certe canzoni gli interpreti più adatti eravamo noi ! Comincia Paolo e qualche anno dopo ci prova anche Giorgio !

D. : Lei ha anche praticato a lungo l’attività di avvocato nello studio legale di famiglia. Come convivevano le sue due attività apparentemente molto lontane?

G.C. : Hanno resistito il più possibile a non mettersi in mostra…In fondo Paolo e Giorgio sono due bravi ragazzi e non se la sentono di deludere le aspettative di nostro padre (ci voleva notai, come lui, almeno uno !). Dunque non abbandoniamo del tutto l’attività forense.
Ma poi occorrerà prendere una decisione, giacché la serietà e la sicurezza sociale della professione legale non si confaceva con la spensieratezza e l’incertezza della vita d’Artista. Occorreva decidersi, o l’una o l’altra. Scegliemmo, gradualmente, l’altra, quella di dedicarsi praticamente in toto alla musica !!!

D. : E come ha vissuto l’impatto con la musica dal vivo, con lo stare sul palco con il pubblico di fronte …. È stato difficile o semplice e naturale?

Giorgio Conte e Alessandro Nidi al pianoforte

G.C. : A dire il vero, all’inizio, prima di salire sul palcoscenico, mi prendeva una tosse convulsa che mi impediva di dominare la voce. Per questo, entravo in scena dopo una lunga introduzione ritmica dei miei musici, che, a seconda del persistere della raucedine, poteva durare dai 5 agli 8 minuti buoni…

D. : Dal momento in cui l’ha intrapresa, la sua attività concertistica, oltre che in Italia, è stata molto intensa nei paesi francofoni, in Francia e in Canada soprattutto. C’è stato un periodo in cui in Francia lei era quasi di casa… Tanti concerti, anche diverse canzoni in francese e nel 1997 una settimana intera al Café de la Danse di Parigi, dove tornerà il 23 maggio, dopo più di 20 anni.
Ci racconta di quel periodo, della sua grande affinità con la « chanson » e dell’intenso feeling, tutt’ora ben vivo, con il pubblico francese?

G.C. : Il mio primo contatto con il pubblico francese me lo ricordo benissimo, a Dijon concerto riuscito …Il giorno dopo andiamo a vedere caso mai ci fosse già una recensione magari favorevole. Trovammo un giornale locale con un bell’articolo che cominciava così :
« Le public frémit sur les gradins….on attendait Giorgiò Conté….sur scène apparut un large bonhomme grisonné…vieux jeans, le porte- monnaie qui sortait de la poche, chaussures de travail…tout le monde pensait que dans le théâtre il y avait une fuite d’eau et que finalement le plombier était arrivé… »
Poi le cose sono andate in crescendo e per almeno una decina d’anni le trasferte oltralpe erano all’ordine del giorno… Nei tempi più recenti, forse anche per un affievolirsi degli scambi musicali fra Italia e Francia, gli appuntamenti dal vivo sono meno frequenti… ma il feeling fra pubblico e il sottoscritto non si è per nulla affievolito.

Credo che la sintonia tra me e il pubblico francese/francofono dipenda da due fattori : 1) Le mie canzoni hanno la presunzione di rientrare nel solco della grande canzone francese; 2) Il mio senso dell’umorismo non è poi così lontano da quello francese.

D. : Alla fine del 2017 è stato pubblicato il suo nuovo album « Sconfinando », i cui brani saranno tutti presenti nei prossimi concerti. Si tratta di alcune canzoni celebri del suo repertorio, insieme ad altre che aveva scritto per terzi e anche ad un po’ di brani inediti, fra cui uno dedicato ad Antoine, musicista francese che ebbe un notevole successo in Italia negli anni ’70 e ’80.
Ci può raccontare qualcosa di questo progetto artistico, che rappresenta nel modo migliore il suo universo musicale, e anche di Alessandro Nidi, pianista di grande talento, che ha arrangiato l’album e la accompagnerà in questa tournée?

G.C. : Il mio ultimo Album si discosta dai precedenti perchè per la prima volta ho al mio servizio un’orchestra sinfonica, la Duchessa di Parma, e un vero direttore d’orchestra che si chiama Alessandro Nidi.
Con « Sconfinando » sono uscito dal recinto sonoro delle mie precedenti produzioni addentrandomi in una sconfinata prateria di suoni sinfonici. Da tempo sognavo di appendere, nel mio guardaroba musicale, abiti di pregio, lasciando un po’ da parte il casual e il prêt-à-porter. Per ora, non potendo portare la grande orchestra al seguito, mi esibirò con il suo direttore, al pianoforte…
Spero di incontrare pubblici appassionati e competenti, in grado di apprezzare la nostra esibizione minimale, in attesa di scoprire le sonorità dell’Album.

D. : Nei concerti di fine maggio avrà un’altra compagnia di notevole rilevo, quella di Peppe Voltarelli, cantautore, ed anche attore di teatro e di cinema, da quasi 30 anni sulla scena italiana ed internazionale. Voltarelli aprirà i concerti con una serie di proprie canzoni e poi sarà sul palco suonando anche insieme a lei.
Cosa pensa di questa vostra collaborazione, messa in campo per la prima volta, proprio per il pubblico francofono, che avrà l’opportunità di incontrare in una sola serata due esponenti di grande valore della canzone italiana?

Peppe Voltarelli, foto Piero F Giunti

G.C. : Quanto alla presenza di Peppe Voltarelli, sono davvero felice di condividere lo stesso palco…lo conosco ed apprezzo da tempo e il suo linguaggio musicale non si discosta poi così tanto dal mio…e poi suona l’accordéon e si sa, l’accordéon è sempre l’accordéon !

D. : Fausto Mesolella, lo storico chitarrista degli Avion Travel, che era molto apprezzato anche a Parigi, ci ha lasciato prematuramente lo scorso anno. Lei aveva avuto l’occasione di collaborare strettamente con lui, soprattutto nella realizzazione del suo album « Il Contestorie ». Fausto la stimava moltissimo e teneva tanto a lavorare con lei…… Possiamo chiederle un ricordo di questo grande artista?

G.C. : Fausto ? Se n’è andato davvero troppo presto lasciando un vuoto incolmabile sia umanamente che chitarristicamente. Avevamo dei progetti, ci piacevamo…tutto svanito.

D. : E per concludere, in attesa di incontrarla sul palco in questa bella tournée, ci può trasmettere un suo pensiero sull’attualità, sull’Italia, sul presente e sul futuro del genere umano…. sulle sue aspettative, i suoi timori, le sue speranze, i suoi sogni (visto che ne è un ambasciatore)?

G.C. : Mi chiedi un’opinione sull’attualità, ecc. Sarò breve,racchiudendo in una frase, quella che lo zio Mario soleva ripetere approssimandosi la fine: « Per fortuna diventiamo vecchi e non abbiamo più tanto tempo per assistere e sopportare tante birbanterie ! », dove birbanterie sta per le nefandezze che già 50 anni fà sporcavano il mondo. Lontani, lontanissimi sono i tempi in cui si poteva canticchiare spensieratamente e con gioia quella canzone che faceva: “Qu’est-ce qu’on attend pour être heureux » ….Tempi andati che mai più ritorneranno. Stiamo camminando tutti insieme appassionatamente verso un suicidio globalizzato, in un mondo di merda, fatto di insensatezza e crudeltà, e di… bellezza !

Per fortuna diventiamo vecchi !!!.

Concert Giorgio Conte et Peppe Voltarelli
Mercredi 23 mai à 20 heures
Café De la Danse
5, passage Louis Philippe, 75011 Paris

Informations complémentaires: www.musicaitaliana.fr

BON PLAN – Tarif réduit pour les lecteurs Altritaliani
Billet à 20€ au lieu de 25€ en réservant à ce lien: https://www.digitick.com/giorgio-conte-peppe-voltarelli-concert-cafe-de-la-danse-paris-23-mai-2018-css5-billetterieenligne-pg101-ri5303373.html

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