Chiudère chiudère…post mortem quid valère?

Scusatemi, non vorrei fare il guasta feste, ma con questa questione del coronavirus qualcosa non mi quadra. D’accordo, sono già pronto alla crocefissione e a sentirmi subissato dagli improperi più sconci e dai più gobbi epigoni del pensiero unico che domina la scena sul tema, ma mi sembra che, nell’attesa che il virus si decida a non romperci più le palle, si stia esagerando.

Ormai siamo a forme di lockdown in Italia come in Francia sempre più dure ed intransigenti. Stiamo passando dall’homo sapiens, all’homo domesticus. Rinchiuso in casa, costretto al telelavoro, sempre seduto con l’impossibilità di uscire, peraltro piove sempre e se non piove fa freddo, e poi uscire per andare dove? Teatri chiusi, cinema idem, per non parlare di musei, palestre, piscine, gallerie d’arte, caffè, ristoranti, tutto è chiuso. Si può solo fare la spesa, stare seduti a lavorare col computer, mangiare, stare seduti sul divano a guardare la TV che parla solo di covid 19 o di quanto è cattivo Renzi e dormire. Risultato: Fioccano i casi di diabete, stiamo facendo sederi da obesi, siamo sempre più alienati, vediamo in giro una moria di negozi e ristoranti che chiudono e siamo sempre più tristi e senza futuro.

È chiaro, la soluzione sono i vaccini…e fateli ‘sti vaccini e fateli presto e chi governa si assumesse uno straccio di responsabilità, imponendo la vaccinazione a tutti. Si sentono storie strane: a Brescia in un ospizio per anziani, gli RSA che in Francia sono gli Ehpad, ci sono stati la metà degli infermieri che non si sono vaccinati perché sono no-vax, però continuano a lavorare a contatto degli anziani mettendo la loro salute a rischio. Ma vi pare possibile? Io resto dell’idea che va rispettato chi si batte per un ideale ma, a condizione, che si assuma anche la responsabilità della sua scelta. Sei no-vax? Ok ti rispettiamo ma se non ti vaccini e lavori in un RSA o in un ospedale, sei licenziato.
E invece, nessuno si assume questa responsabilità, tanto la pelle degli anziani interessa solo quando si devono fare lacrimevoli talk-show televisivi.

Poi si sa, il lavoro è sacro, ma schizofrenicamente, vale solo il lavoro dei no-vax, che poi l’informazione, ipocritamente, condanna come prodotti da Medio Evo, incivili, ignoranti, ecc. ecc., poi del lavoro dei ristoratori, dei cinematografari, per citare qualche esempio, a nessuno frega, per cui vai a fare coprifuoco e lockdown a go-go!

E gli studenti? Che in Italia o in Francia reclamano il diritto allo studio e ad usufruire delle scuole e università che pure i loro genitori pagano con tanto di tasse? Niente, devono restare a casa perché il virus cammina sulle loro gambe come con frase fatta e retorica si dice oggi. Sarà pure vero, ma cammina pure sulle gambe di chi va al supermercato o in metropolitana (ieri stavo morendo sulla linea 13 della metro parigina, tale era la folla), e, tuttavia nessuno chiude i supermercati e i trasporti, sono gli stessi dei bei tempi felici, senza nessun controllo agli ingressi e le uscite.

Va bene occorre essere prudenti, ma io ho il sospetto che, come al solito, per pensare sempre e solo all’eterno presente ci sfugga, con conseguenze irreparabili, il futuro. Il Covid, storto o morto, finirà tra un anno, mettiamo due, ma dopo, le macerie sociali ed economiche saranno immense e i danni ben superiori finanche a quelli prodotti dallo stelluto virus.
Stiamo cancellando il già precarissimo futuro dei nostri giovani. Si vive in una dispotica gerontocrazia che non permette ai giovani alcuna intromissione. Per poi dire ipocritamente che c’è la fuga dei cervelli e che l’Italia torna ad essere terra di emigranti. E ci credo!

L’ultima volta che si è cercato di modernizzare il paese e di svecchiarlo ci sono stati tuoni e fulmini. Fu quando il governo Renzi nel 2016 si propose una coraggiosa riforma costituzionale che avrebbe dovuto tra l’altro, abolire l’inutile Senato e rendere il sistema molto più agile e veloce, per fare fronte ad un mondo che è, a dispetto dell’Italia, sempre più moderno e dinamico.

Allora, la strana alleanza che andava dai partigiani dell’ANPI ai fascisti di Casa Pound, passando per Grillo, Salvini, Berlusconi, D’Alema, Bersani fino alla Meloni, diede il ben servito al fiorentino con l’ausilio della compatta informazione televisiva e dei giornali e il sostegno della magistratura che intentò mille e uno processi contro chiunque fosse stato a contatta con il virus renziano.
Naturalmente, tutti processi archiviati o vinti da Renzi, quando ormai l’innovatore era stato silurato.

Ancora una volta Renzi ci è cascato e a proposito del Mes e soprattutto del Recovery Fund si è permesso di chiedere, dati i tempi stretti, che il governo, per potersi assicurare la lodevole somma di 209 miliardi, presentasse un progetto chiaro e preciso che guardasse ai giovani (Dio mio!) e all’occupazione, chiedendo anche risposte chiare sulle grandi opere per rilanciare il sud e il Paese nel suo complesso. Di fronte ai tentennamenti e alle indecisioni del governo, chiuso tra il mutismo del PD e le paranoie dei grillini, Renzi, che non ha bisogno di poltrone, come la sua storia dimostra, è andato via.

Apriti cielo! Il nemico è alle porte. La TV che è sempre compatto con chi gestisce il potere ha iniziato a demonizzare quel perfido nemico dell’umanità che è Renzi, quell’ignobile uomo pari a Trump (ma come fino a ieri non era il nuovo che avanzava?) colui che vuole far morire tutti gli italici di Covid e che si interessa solo dei soldi, del futuro e dei giovani (e dite poco?). Un arrivista, un incapace, un uomo malvagio, qualcuno, e lo dico sul serio, l’ha definito il più odiato uomo del pianeta. Sinceramente, ho il sospetto che in buona parte del pianeta molti non sanno neanche chi sia Renzi. Questa sì che è informazione imparziale ed equilibrata!

Va bene. Oggi tutti quelli che hanno un po’ di cervello rimpiangono l’esito di quel referendum costituzionale, vedremo tra un anno o due, quando il coronavirus sarà finito (prima o poi i vaccini li faremo) come saranno stati impiegati i soldi del Recovery Fund, sempre se ce li danno, visto che a poco dalla scadenza della presentazione del piano in Commissione europea ancora non si sa cosa chiediamo e proponiamo.
Intanto, resta la prigione, il coprifuoco, gli studenti e i giovani che perdono anni di vita e di apprendimento, restano e aumentano le imprese che chiudono, i disoccupati che aumentano, i casi di suicidio di chi non ce la fa a vivere senza una società, senza la possibilità di vivere una vita normale.

E se provassimo a vivere nella pandemia come si è sempre fatto? Con prudenza, con tutti gli accorgimenti già previsti? Magari accelerando nei vaccini, ma tornando a lavorare e a vivere e morire come si è sempre fatto, senza rinunciare al lavoro, allo studio, alla socialità? Evitando di rendere ancora più drammatiche le diseguaglianze sociali che abbiamo? Se uscissimo da questa paranoica bolla del presente e pensassimo, da buoni padri di famiglia, anche al futuro dei nostri figli e nipoti? La vita non può ridursi (spesso per convenienza politica) ad una eterna ed infinita emergenza con cui militarizzare e ammaestrare l’umanità.

Alla fine, saranno servite tutte queste restrizioni? Forse mi sbaglio ma, con tutte queste restrizioni ed imposizioni, i morti e i contagiati continuano ad essere tantissimi, come quando il lockdown era addirittura totale e addirittura molto più del mese di settembre quando tutte queste restrizioni non c’erano neanche.
Sarà servito? Ai posteri l’ardua sentenza.

Veleno

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