Bentornato Vinicio in questa terra che un po’ ti appartiene.

Sono di quegli eventi che restano per sempre. E di questo va dato ampio merito ad associazioni come Vulcanica, che in questi anni si è spesa per portare qui, ai piedi del Vulture, musicisti di levatura internazionale: Allevi, Bollani, Rava, Einaudi, solo per citarne qualcuno. E in tale contesto, spiccherà un’altra personalità, ben più eclettica, nel panorama della musica e della sperimentazione poetica: Vinicio Capossela. Semplicemente immenso. Sarà a Rionero, Provincia di Potenza (domenica 18, teatro Vorrasi) con Rebetiko gymnastar tour, intinto di etnologia greca.

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Bentornato Vinicio, bentornato in questa terra che un po’ ti appartiene…

Calitri, dove affondano le sue radici, è solo al di là dell’Ofanto, quel borgo sulla collina che si vede da Monticchio. Ma tanta strada questo poeta senza tempo ha già fatto. “Sembra più grande degli anni che ha” ci ripeteva una signora mentre assistevamo alla presentazione-concerto del suo libro, anni fa alla Feltrinelli di Bari. Quel corposo volume che è un vero diario del nostro tempo, rivisto senza ammiccamenti e conformismi, a partire dal titolo “Non si muore tutte le mattine”. E’ pur vero che dai suoi testi, dalle canzoni emerge una padronanza di linguaggi che solo gli anni e l’esperienza conferiscono.

Vinicio Capossela è un artista davvero unico. Sono “lampi di circo e di poesia per dare una mano ai sogni”, con questo verso lo identificava Gianni Mura qualche tempo fa. E’ armonia, è storia di strada, è compagni di vita e di vino, è tutto un mondo compatto dai colori notturni, è “un pendolare della vita e della musica, un randagio con molte radici”. Poeta e scrittore, musicista e folk-singer, Capossela sa mescolare straordinariamente cronaca e surrealismo, valzer e jazz, il pianoforte e la fisarmonica, con una voce particolare, nuda ed armonica come poche nel panorama della musica moderna. E’ un autore che viene da lontano, compagno di strada più di Tom Waits che di Paolo Conte (di cui qualcuno ne immagina l’eredità).

Ma c’è anche Buscaglione e le ballate della pizzica salentina e della taranta o comunque mediterranee. E’ un autore completo, fertile quando è contagiato da quella vena poetica più autentica.

Parla di marginalità come pochi altri, di migrazioni e ritorni. Lui che ha tante radici e che in lui convivono come in una Babele della tolleranza. Nasce ad Hannover da genitori di Calitri, cresciuto nelle colline del Reggiano e vive a Milano in una zona (riferisce sempre Mura) “da dove molti traslocano perché ci sono troppi immigrati”.

Sono storie del nostro tempo quelle di Vinicio, un tempo che attraversa a piedi o in macchina, in treno come in nave: bello il passo del suo libro nel quale descrive il viaggio da Bari a Bar, sull’altra costa dell’Adriatico.

Abbiamo ascoltato in auto, a passo d’uomo, intorno a Lago piccolo di Monticchio, in un pomeriggio d’autunno, quel gioiello di “Ovunque proteggi”, una vera “benedizione laica”; in compagnia del regista Giambattista Assanti che girerà a breve un film anche da queste parti: sono rarissimi i momenti di elevata commozione che si potranno mai associare ad una canzone così straordinaria. Capossela ha l’ironia e la grazia fuori dal tempo. E’ un funambolo da circo di paese, un cantastorie, di quelle poesie-ballate che restano dentro, vere o inventate, dure quanto leggere. Di quelle che ci piacerà sempre ascoltare.

Armando Lostaglio

Ndr. Intervista di Altritaliani a Vinicio Capossela

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Armando Lostaglio
ARMANDO LOSTAGLIO iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Basilicata; fondatore del CineClub Vittorio De Sica - Cinit nel 1994 con oltre 150 iscritti; promotore di altri cinecircoli Cinit, e di mostre di cinema per scuole, carceri, centri anziani; autore di testi di cinema: Sequenze (La Nuova del Sud, 2006); Schermi Riflessi (EditricErmes, 2011); autore dei docufilm: Albe dentro l'imbrunire (2012); Il genio contro - Guy Debord e il cinema nell'avangardia (2013); La strada meno battura - a cavallo sulla Via Herculia (2014); Il cinema e il Blues (2016); Il cinema e il brigantaggio (2017). Collaboratore di riviste e giornali: La Nuova del Sud, e web Altritaliani (Parigi), Cabiria, Francavillainforma; Tg7 Basilicata.

1 COMMENTAIRE

  1. Grazie lo stesso, Vinicio Capossela
    Vinicio Capossela a Rionero, esclusiva solo della Rai

    > Domenica 18 novembre, Vinicio Capossela ha tenuto una notevole
    > conversazione sulle migrazioni, nella biblioteca Fortunato di Rionero,
    > prima dell’applauditto concerto al teatro Vorrasi. Ma una nota un po’
    > stonata, il grande musicista e cantante originario di Calitri l’ha pure
    > fatta, proprio con noi di SiderurgikaTv, con il suo rifiuto di parlare
    > in televisione. Gli avevamo chiesto, con molto garbo, una brevissima
    > intervista, come facciamo con tutte le personalità che vengono a
    > Rionero. Nella stessa mattinata, Siderurgikatv ha intervistato – senza
    > nessuna difficoltà, Claudia Cardinale a Foggia, alla presentazione del
    > film di Gianbattista Assanti “Ultima fermata” , film che toccherà anche
    > la Basilicata.
    >
    > E’ vero che Capossela non ama i riflettori e nemmeno i flash delle
    > macchine fotografiche, che non va con piacere in programmi televisivi.
    > Ma lo sgarbo che ci ha fatto all’ingresso del palazzo Fortunato ci è
    > parso davvero brutto, con il contributo dell’organizzatore rionerese
    > del concerto, il quale ci ha quasi spinto col braccio per evitare di
    > restare sulla traettoria del cantautore, dopo il suo rifiuto a parlare
    > con noi di Siderurgikatv.
    >
    > E’ vero, siamo solo una web tv, non creiamo grandi clamori, siamo
    > una onesta tv popolare (fatta anche da operai Fiat) ma con centinaia di
    > contatti quotidiani, però rifiutare una nostra brevissima intervista e
    > poi farla solo alla Rai (per il Tgr Basilicata) ci sembra un
    > atteggiamento non troppo in linea con il suo atteggiamento e la sua
    > “poetica” che intende essere fuori dal sistema, oltre ogni
    > conformismo.
    >
    > Grazie lo stesso, Vinicio.

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