2020. Per favore… non dite: niente Settimana Santa…niente Pasqua quest’anno!

Don  Miguel Àngel Ferres  della  chiesa di Sant Joan Baptista de Tarragona in Spagna ci offre una riflessione molto forte su questi giorni di Passione, sul significato mai così attuale della Pasqua, che vale anche e soprattutto per chi non è credente. È una Settimana Santa mai cosi vera nel senso più duro ma anche più dolce verso la Speranza che nella Resurrezione porterà ad una nuova necessaria visione della Vita, nel rispetto degli Altri, della Natura. Tendere ad una Normalità che sappia godere della Natura e dei suoi dettati. Mai come in queste settimane abbiamo avvertito la caducità della nostra esistenza, della fragilità umana che non conosce confini e continenti. E così la Settimana della Pasqua sia foriera di rinnovata fiducia e di ricchezza, nel ricordo di quante vite sono state sacrificate, innocenti come Gesù sulla Croce.

Così don Miguel Angel:

«Chi dice che non ci sarà Settimana Santa quest’anno?… Non avete visto l’immensa Processione di persone risultate positive al Coronavirus? Non vedete la Via Crucis del personale sanitario che risale il Calvario della pandemia, sopraffatto e con l’angoscia nel cuore per la paura di non riuscire a resistere? Non avete visto i medici con il camice bianco portare  la croce dolorosa delle persone contaminate? Non vedete tanti scienziati sudare acqua e sangue, come al Getsemani, per trovare un trattamento o un vaccino? Per favore, non dite che Gesù non passa nelle strade quest’anno…mentre tanta gente deve lavorare per portare cibo e medicine a tutti noi. Non avete visto il numero di Cirenei offrirsi in un modo o nell’altro per portare le pesanti croci?

Non vedete quante  Veroniche, sono esposte all’infezione per asciugare il volto di persone contaminate? Chi può non vedere Gesù cadere a terra, ogni volta che sentiamo il freddo conteggio delle vittime? Non vivono forse, la Passione, le case di riposo piene di persone anziane e il  personale … con il fattore di rischio più elevato? Non è come una corona di spine per i bambini obbligati a vivere questa crisi rinchiusi, senza capire troppo bene… senza poter correre nei parchi e nelle strade? Non si sentono ingiustamente condannate, le scuole, le università, e tanti negozi  obbligati a chiudere? Tutti i paesi del mondo non sono colpiti, frustati, dal flagello di questo virus! E non manca in  questa via di dolore Ponzio Pilato che si lava le mani…i dirigenti che cercano semplicemente a trarre un vantaggio politico o economico dalla situazione, senza tenere conto delle persone? Non soffrono, impotenti come i discepoli senza il Maestro, altrettante famiglie e persone sole confinate in casa, molte con problemi, non sapendo come e quando tutto finirà? Il volto doloroso di Maria non si rispecchia forse, in quello di tante madri che soffrono per la  morte, silenziosa e a distanza , di una persona cara? Non è come strappare le vesti… l’angoscia di tante famiglie e di piccole imprese che vedono le loro economie svanire? L’agonia di Gesù in croce non ci fa pensare alla mancanza  di respiratori nelle unità di terapia intensiva ? 

Per favore… non dite : Niente Settimana Santa…niente Pasqua quest’anno, non ditelo! perché il DRAMMA DELLA PASSIONE non è certo quasi mai stato così reale e autentico e la nostra stessa vita non è mai stata così in attesa e piena di speranza nella Risurrezione !»

(Armando Lostaglio)

Foto del logo ©Rosella Centanni

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Venerdi Santo con il poeta Gabriele de Masi

La passione e la crocifissione di Cristo con il dipinto “Cristo morto adorato dai Dogi Pietro Lando e Marcantonio Trevisan” di Jacopo Tintoretto e aiuti (1590).

In queste ore di dolore del mondo, le cerimonie sacre si svolgono nel silenzio dei nostri cuori. Non grandi scenografie né imponenti processioni di fedeli. L’uomo è solo, come l’Uomo, Salvator mundi, sull’erta del Golgota. La preghiera al Padre cerca risposte, sempre più insistenti. Noi tutti, peccatori e santi, sulla via dell’intercessione. Nuovi Cirenei, a portare il peso del mondo, un po’ più, vicini al Cristo.

Chiese

Chiuse, coi drappi viola del dolore
sui volti dei santi nei tabernacoli,
neanche la traccola batte l’ora
delle funzioni che chiamano a preghiera
i devoti per ultime ore al Salvatore.
La campana legata a penitenza
è muta in cima al gran sepolcro.
Non richiama, non si va per altari
ai ciuffi bianchi del grano cresciuto
al tetro buio delle sacrestie.
Né, alle cadute sacre di Gesù,
seguito dalla Vergine dal nero velo,
trafitta in petto dalle spade dolorose.

Preghiamo nelle case, alla televisione,
né incenso né fiori, impedito incontro
ai luoghi nuovi di processione.
Simone, Cireneo, sì, penitente,
per una volta, sull’erta col Fratello,
sfiancato dal peso del fardello.
Cristo dalle chiese. Cristo tra la gente.

(Gabriele De Masi)

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