Venezia: Transatlantico attacca Riva di San Basilio

Incidente a Venezia e tanta paura. Una grande nave entrata nel canale della Giudecca e trainata da due rimorchiatori. Naviga a pochi metri da Palazzo Ducale e Punta della Dogana. Solo che uno dei cavi traino si rompe: e la gigantesca imbarcazione va a sbattere su un battello turistico. Ora Basta! “Le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna!” – Manifestazione No Grandi Navi Fondamenta Delle Zattere al Ponte Longo, Sestiere Dorsoduro, 30123 Venezia VE – Sabato 8 giugno dalle 16:00 alle 19:00.

Altritaliani

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Di Massimo Rosin, da Venezia, per Altritaliani:

Potrebbe essere il titolo di un articolo provocatorio, giusto per attirare l’attenzione sulla città lagunare. Ma la realtà, questa volta sì, ha superato la fantasia. Ieri 2 Giugno 2019 alle ore 8.40 “Opera”, una delle mega navi della compagnia Costa Crociere, rotto un cavo di un rimorchiatore che la trainava per tenerla in sicurezza, ha cominciato a sbandare andando ad urtare un grande motoscafo da turismo, finendo poi la sua corsa a ridosso della Riva di S.Basilio sfiorando la tragedia.

Il bilancio (quattro feriti lievi, dimessi in serata) fa pensare a qualcuno che alla città «sia andata bene». Come dire insomma: non è successo quasi niente, di che vi lamentate? La realtà dei fatti e delle immagini sta ad indicare esattamente il contrario. I video amatoriali, tutti reperibili sul Web, mostrano con agghiacciante evidenza cosa siano questi mostri d’acciaio che da troppi anni transitano indisturbati sulle acque lagunari. Alte più del Campanile di S.Marco, possono trasportare fino a 8000 passeggeri. I disastri che i ripetuti passaggi provocano sono stati ampiamente dimostrati (ne ho già scritto in precedenti articoli), ma non sono serviti a fermarli.

Per capire come tutto questo sia ancora oggi la quotidianità che la città vive, bisogna seguire «la rotta degli interessi» che Venezia continua ad alimentare sui quali le compagnie delle grandi crociere si sono buttate come orche predatrici. Sono quasi 300 i milioni di euro che si spartiscono le compagnie di crociere, per nulla impressionate dai continui divieti, anche ministeriali, emessi dai governi italiani da almeno una decina di anni in qua. L’ultimo, che doveva di fatto impedire qualsiasi altra nuova entrata, univa le acque della laguna in un unico corpo giuridico, definendole «beni culturali» al pari del resto della città.

Nemmeno questo è bastato ad impedire che le navi entrassero. Il balletto delle responsabilità continua ad essere ancora di moda se è vero che tutto è come prima.

Dal fronte delle responsabilità politiche Amministrazione comunale, attraverso la voce del sindaco Brugnaro e quella di Musolino presidente del Porto di Venezia, sembra esserci concordanza di intenti (entrambi sono favorevoli allo scavo del Canale Vittorio Emanuele che porterebbe le grandi navi ai terminal di Marghera, eludendo il passaggio nel canale della Giudecca). Ma gli ambientalisti mostrano il loro deciso dissenso su qualsiasi altro scavo di canali in laguna, visti i danni provocati al sistema lagunare dallo scavo del Canale dei Petroli fatto diversi decenni prima.

 

Appello alla manifestazione

Ora Basta! “Le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna!” – Manifestazione No Grandi Navi Fondamenta Delle Zattere al Ponte Longo, Sestiere Dorsoduro, 30123 Venezia VE, Italia 

TUTTE E TUTTI ALLE ZATTERE, SABATO 8 GIUGNO, ALLE 16.

Per chiedere che le grandi navi vengano spedite fuori dalla Laguna.

L’incidente odierno, con lo schianto di una grande nave sulla banchina di S. Basilio, prova quello che sosteniamo da anni. La città e la laguna sono incompatibili con il passaggio di questi mostri. Non aspettiamo la tragedia, mettiamo fine a questa vergogna.
Tacitiamo i politici bugiardi che quest’oggi, dopo anni di asservimento alle compagnie e agli interessi di chi distrugge la città in nome del profitto, si sono tutti riscoperti no navi. Nessuno può permettersi di parlare. Brugnaro, Toninelli, Zaia e Musolino. Che tacciano e piuttosto ascoltino la città, quella che scende in acqua e in piazza da molti anni e che lo farà ancora una volta, sabato prossimo. E’ il momento di dire basta!

 

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