Quattro saggi sulla lingua italiana per capire come cambia l’Italia

Vi proponiamo in quest’articolo una selezione di 4 saggi sulla lingua italiana. Si tratta di testi di linguistica in cui l’italiano è analizzato in senso sociale, nelle sue evoluzioni e trasformazioni. La lingua è materia viva, finché sarà parlata ogni lingua continuerà a cambiare e a modificarsi e lo farà in funzione dei cambiamenti sociali del luogo in cui è parlata: ogni lingua è uno strumento, serve a qualcosa e soprattutto a qualcuno ed è ai bisogni di quel qualcuno che la lingua deve rispondere. Ecco allora che diventa importante capire come l’italiano cambia, perché questo ci permette di capire come l’Italia e gli italiani cambiano. Con questi saggi siamo dunque nella sociolinguistica, i cui oggetti di ricerca sono la lingua e la comunicazione e il rapporto di queste con la società e la cultura. Inoltre i saggi qui proposti rientrano nella più pura divulgazione scientifica e affrontano con un linguaggio semplice e accessibile argomenti di carattere tecnico aprendosi cosi al grande pubblico. Aggiungiamo noi che il linguaggio utilizzato in questi saggi è anche divertente e accattivante ed affronta le questioni linguistiche, anche le più ostiche, con una sano e piacevole umorismo. Buona lettura a voi!

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Claudio Giunta, Come non scrivere, Consigli ed esempi da seguire, trappole e scemenze da evitare quando si scrive in italiano, Utet, 2018.

«Non s’impara a scrivere leggendo un libro sulla scrittura, così come non s’impara a sciare leggendo un libro sullo sci. Bisogna esercitarsi: cioè leggere tanto (romanzi, saggi, giornali decenti), parlare con gente più colta e intelligente di noi e naturalmente scrivere, se è possibile facendosi correggere da chi sa già scrivere meglio di noi».

Non potendo insegnare come si scrive, Claudio Giunta prova a spiegarci come non si scrive, passando in rassegna gli errori, i tic, i vezzi, le trombonerie e le scemenze che si trovano nei testi che ogni giorno ci passano sotto gli occhi: dall’antilingua delle circolari ministeriali alle frasi fatte dei giornalisti, dal gergo esoterico degli accademici e dei politici al giovanilismo cretino della pubblicità.
Per ogni cattivo esempio se ne può trovare uno buono da opporgli, per ogni vicolo cieco argomentativo c’è una via di fuga creativa, e spesso basta un punto e virgola per risolvere una frase ingarbugliata.
In questo anti-manuale spregiudicato, arguto e divertente scopriamo che per scrivere bene bisogna ripartire da un po’ di affetto per la nostra bistrattata lingua italiana.

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Francesco Sabatini, Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso, Mondadori, Milano 2016

Ancora una volta Francesco Sabatini torna a parlare della lingua con le sue consuete capacità di affabulatore: «Questo è un libro sulla lingua, in particolare sulla lingua italiana. Una lingua che già conosci, altrimenti non potresti leggere questo testo». Già l’incipit del dialogo primo rivela immediatamente il tono confidenziale e accattivante con cui si rivolge al lettore.
Così, dopo aver affermato che la lingua è impressa nel cervello di ognuno di noi fin dai primi anni di vita e che, ancor prima di andare a scuola, abbiamo imparato a fare silenziosamente l’analisi grammaticale e logica, Sabatini accompagna il lettore nelle riflessioni generali e nell’analisi delle questioni più complesse e articolate.
L’intenzione, sottolinea l’autore, non è quella di una esaltazione “nazionalistica” del nostro idioma, ma di portare un vasto pubblico alla conoscenza dei meccanismi del linguaggio umano per giungere alla consapevolezza dell’importanza della lingua madre come strumento per acquisire e costruire la conoscenza di sé e l’interpretazione del proprio ambiente sociale e culturale.
Capire, parlare, scrivere: Sabatini indaga il crescendo di complessità dei meccanismi di funzionamento del linguaggio umano. Dieci dialoghi intervallati da alcune “provocazioni” che pongono bruscamente il lettore di fronte a un quesito o a un dubbio, per testare la propria competenza linguistica, ma soprattutto per sollecitare riflessioni.
La lezione di italiano è una fotografia in cui possiamo vedere «l’arrivo della popolazione italiana al traguardo di una sostanziale unità sociopolitica e linguistica» e si conclude dando un rilievo particolare a tutti coloro che operano nel campo della scuola, in particolare alla figura dell’insegnante, che «ha la responsabilità di formare alla base e sviluppare fino ai livelli più alti, alla luce delle scienze delle lingue, della mente e dell’educazione, le capacità linguistico-cognitive dell’intera popolazione nel suo rigenerarsi».

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Giuseppe Patota e Fabio Rossi (a cura di), L’italiano e la rete, le reti per l’italiano, Collana eBook, goWare & Accademia della Crusca, ebook | cartaceo

L’italiano è messo in pericolo dalla rete, sotto i colpi dell’inglese, delle abbreviazioni, degli errori e delle faccine?
Con questo volume cerchiamo di andare oltre i facili allarmismi e i luoghi comuni, delineando le caratteristiche storiche, funzionali, semiologiche e linguistiche, le implicazioni cognitive e sociali della comunicazione che attraversa la rete.
Nei nove capitoli di cui si compone questo libro, linguisti specializzati nei nuovi media analizzano fenomeni quali l’interazione, l’ipertestualità, la frammentarietà, le idee dei naviganti sulla lingua, l’uso dell’inglese e dei dialetti online, il nuovo italiano popolare, le bufale, il linguaggio dell’odio, i siti dedicati all’italiano e altro ancora. L’ampiezza della prospettiva e la trattazione amichevole rendono il volume adatto anche al pubblico non specialistico.

Il saggio è stato presentato in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo. Sono ormai cinque anni che, in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo l’Accademia diffonde gratuitamente un libro in formato elettronico. Dopo L’editoria italiana nell’era digitale (2014, Quattordicesima Settimana), L’italiano della musica nel mondo (2015, Quindicesima Settimana) e L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design (2016, Sedicesima Settimana), L’italiano al cinema, l’italiano nel cinema (2017, Diciassettesima Settimana), quest’anno l’Accademia, in collaborazione con il MAECI, pubblica L’italiano e la rete, le reti per l’italiano (2017, Diciassettesima Settimana).
Il libro è curato da Giuseppe Patota, accademico della Crusca e docente di Linguistica all’Università di Siena-Arezzo, e da Fabio Rossi, docente di Linguistica italiana e Storia del cinema presso l’Università di Messina. Il volume contiene interventi di Elena Pistolesi, Mirko Tavosanis, Massimo Palermo, Giuliana Fiorentino, Vera Gheno, Massimo Prada, Stefania Iannizzotto e Raffaella Setti, Enrico Pio Ardolino e Dalila Bachis, Rita Fresu.

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Stefano Jossa, La più bella del mondo, Perché amare la lingua italiana, Einaudi – Stile libero extra, 2018.

«A chi è poliglotta si chiede spesso in che lingua sogna, in che lingua parla quando fa l’amore, in che lingua impreca e insulta: come se la lingua avesse un contatto immediato con l’anima e fosse legata direttamente all’inconscio oppure ai sentimenti piú intensi. La lingua esprimerebbe allora la parte piú profonda della nostra personalità, perché lí risiede davvero quello che abbiamo dentro: come si può non amarla quanto noi stessi?».

In un viaggio appassionato attraverso i suoi usi e la sua storia Stefano Jossa ci svela tutta la bellezza dell’italiano. Una lingua d’invenzione, creata a tavolino dai letterati nel corso dei secoli e diventata nazionale prima ancora che esistesse la nazione. Può essere notarile, burocratica, aulica, ma anche finalizzata alla creatività, al gioco verbale. Una lingua da amare per la quantità di metafore che affolla il linguaggio quotidiano senza che ce ne accorgiamo, per la stratificazione di significati che ci permette di leggere il mondo, per la straordinaria ricchezza delle sue rime, introdotte dai poeti dello stilnovo e rivitalizzate oggi dalla musica rap. E se temiamo di restare schiacciati dal peso della tradizione, ci basterà ricordare che senza memoria, senza varietà, senza alterità, le lingue si impoveriscono. La nostra sarà tanto piú bella quanto piú aprirà i suoi confini anziché restringerli.

Selezione e presentazione a cura di Carla Cristofoli

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