L’Autunno è fonte infinita di Poesia!

Era una stagione di passaggio, una volta, non tanto tempo fa.
Il periodo in cui la natura si veste dei suoi colori più belli e smorzati, perché è il momento del ripiegamento su se stessi, sia delle persone che di tutti gli altri esseri viventi.
Al contrario della primavera che può contare sullo scoppiettìo cromatico e sfacciato della vita che si riaccende, che ricomincia, che dà vita ad altra vita.

Ma come insegnavano – consolazione? – i nostri vecchi un tempo – le stagioni son sempre avanti di… una stagione.
La natura sembra affrettarsi, silenziosamente, ad anticipare ciò che avverrà, quasi temesse, neppure  a torto, lo sappiam bene, che qualcosa o qualcuno potesse fermare il suo meaning of the life: se saremo attenti, fra poche settimane noteremo già gemme, sotto le foglie morte delle piante, ancora una volta la vita dà posto alla vita, per salvaguardarsi.

Ma non è di filosofia seppur spicciola che qui si vuol parlare, ma di come l’autunno sia stato fonte di lirica, di poesia, sia da parte di autrici ed autori piccolo-locali che nazionali.
Esso, che è poesia visiva, in fondo, ha ispirato parole semplici e complesse.

Così, per i lettori di “Altritaliani”, abbiam inventato – alla latina – una piccola silloge in merito che comprende Marisa Pittèri e Luigi Vincenzi, entrambi della mia Ferrara, città bagnata dal leggendario Fiume,  un’autrice ed un autore provinciali, ma pur profondi, che parlano di territorio di pianura, fluviale, grande e circoscritto ad un tempo come il paesaggio del Po, padre di tutti i fiumi, e poi quattro autori nazionali, classici, come Carducci, il poeta-vate del XIX secolo, premio Nobel per la letteratura nel 1906, col suo sonetto-tormentone dei nostri migliori tempi di scuola elementare, Pascoli, con “Novembre”, una delle sue poesie più note, inserite nella raccolta Myricae fin dalla sua prima edizione (1891), Ungaretti, uno dei padri dell’Ermetismo, Attilio Bertolucci, padre del regista Bernardo e grande poeta anche lui.
Infine una lirichetta semplice, di Anonimo, chiude la dolce e melanconica carrellata poetica.
A la prochaine saison
 

OTTOBRE SUL PO di Marisa PITTERI

Che colori ha, ottobre,
nelle giornate senza nebbia!
Le foglie fanno distesa là
dove il verde ormai spento
si confonde con il giallo ed il rosso.
Quando lo calpesti,
emana uno sfrigolìo
di vecchio stornello ormai scordato.
Il sole, nel cielo percorso
da pallide striature,
sonnecchia dolcemente
in un pigro gioco
tra ombre e luci.
Il vento trascina
col suo sibilo
– che sa di sinfonia –
le foglie del suo letto,
poi, con un soffio,
le risolleva,
a baciare ancora i rami dei pioppi
per ributtarle, un attimo dopo,
a terra.
La più bella, tutta sfumata,
s’appoggia sulla testa bionda
della giovane che
col suo amore, passeggia
sull’argine del Po.
Lui libera la mano
intrecciata alla sua
per scacciare, in una carezza,
quella foglia sfacciata.
La ragazza gli si stringe addosso,
fingendo un brivido di freddo,
e gli prende le braccia
per paura
che il vento d’Ottobre
le porti via
quell’amore nato
al sole d’estate.


 

AUTUNNO – Novembre 1986 di Luigi VINCENZI

La terra,
che ha dato tutto quel che poteva,
sfinita si concede
e mani pietose, a spaglio,
la fecondano.

Il vento strappa
dai rami le foglie già secche
rotolandole per le strade
insieme a pezzi di carta;
nell’aria che sa di mosto e crisantemi.

Protette dalla nebbia,
ali vagabonde vanno,
come i pensieri della gente,
verso una speranza del meglio…

Forse quel meglio che attende
quando, alla fine del viaggio,
avremo finito di pensare.


 

 OTTOBRE di Attilio BERTOLUCCI

Sporge dal muro di un giardino
la chioma gialla di un albero.
Ogni tanto lascia cadere una foglia
sul marciapiede grigio e bagnato.
Estasi, un sole bianco fra le nubi
appare, caldo e lontano, come un santo.
Muto è il giorno, muta sarà la notte
simile ad un pesce nell’acqua.


 

NOVEMBRE di Giovanni PASCOLI

Gemmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l’estate,
fredda, dei morti.


 

SAN MARTINO di Giosuè CARDUCCI

La nebbia agl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.


 

DOPO LA NEBBIA di Giuseppe UNGARETTI

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore
del cielo


 

MELENCHOLIA INDIANA (Anonimo)

Tappeto rosso giallo verde.
Foglie, colori
dappertutto.

Sembrano una danza
ad ogni alitar di vento.

Ma è solo
un’estate indiana
o un autunno sul Po…

A cura di Maria Cristina Nascosi Sandri
(Da Ferrara)

PS: Le foto inserite sono tutte © Ornella Fiorini, artista e fotografa di Ostiglia – Lungo Po (Lombardia)
FONTE: http://www.ornellafiorini.com/  e https://www.facebook.com/ornella.fiorini

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

3 Commentaires

  1. Gent.ma Rosella,
    Grazie per le sue caldamente autunnali (o autunnalmente calde) parole, se mi passa scherzosamente il piccolo calembour.
    Mi han fatto molto piacere, anche alla ‘luce calda’ del fatto che so pure lei fotografa, anzi direi da quel po’ che ho visto dei suoi lavori, in fretta, splendida fotoreporter.
    Il suo ‘occhio’ è davvero particolare, con una peculiarità, in più, se me la passa: lo ‘sguardo’ femminile, non di o per genere, ma per sensibilità.
    Ho un occhio di riguardo pure io per la fotografia, da sempre, essendo il cinema la mia passione più grande – la settima arte, quella a cui tutte, prima o poi, approdano – e come cine-critico e vecchia insegnante e come moglie di un fotoreporter AIRF che collabora spesso con me, per i miei libri ed i miei articoli.
    Per onestà intellettuale, enfin, devo dire che la scelta delle immagini bellissime di Ornella Fiorini che ho il piacere di conoscere, purtroppo limitatamente per me, dal versante dialettale – comunque certo ‘not the least’ – è frutto del lavoro sempre eccellente, fatto col cervello ed il cuore, di Michèle Gesbert, responsabile con Nicola Guarino del lavoro internazionale svolto su ALTRITALIANI.NET
    La saluto con gratitudine e grande cordialità,

  2. L’autunno è una delle stagioni che preferisco per i suoi colori giallo oro o rosso acceso, velati dalla nebbia che rende tutto sospeso e impalpabile.
    Grazie, Maria Cristina Nascosi Sandri, per la buona scelta delle poesie (alcune delle quali mi riportano al periodo scolastico), corredate dalle belle fotografie di Ornella Fiorini.
    Un grazie ad Altritaliani che sempre posta articoli interessanti che ci distraggono e ci arricchiscono in questo momento tanto difficile.
    Un cordiale saluto
    Rosella Centanni

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