Persuasione. A proposito del nuovo Ministero per il Sud.

Hanno fatto un Ministero dedicato al Sud. Dovrei essere contenta. Non accadde neppure nei momenti più intensi della questione meridionale. Ora però mi confesso persuasa. Ammetto che è stato difficile, ma sono persuasa.

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei Ministri con il nuovo ministro per il Sud, la salentina e grillina Barbara Lezzi.

Carlo Michelstaedter ne “La persuasione e la retorica” aveva coniugato prima di me la persuasione che, si sa, è la categoria più sublime del sublime retorico. La persuasione è l’arte della sofistica più alta. Il grande poeta novecentesco si era lasciato persuadere dalla morte. La sua resistenza alla ‘signora’ si era alla fine determinata come resa incondizionata.

Io mi confesso persuasa dalla disuguaglianza creata dall’attuale sistema. Devo ammettere che ho fatto non poca resistenza ma adesso, ho intenzione di fondare un partito, non degli indignati ma dei persuasi. Sì, ora sono persuasa.

Sono persuasa ad esempio dei prodigi del Ministero per il Sud che è come quello della salute pubblica in piena rivoluzione francese.
Per la verità, è stata dura! Non riuscivo a persuadermi che dopo le migrazioni dei popoli di formiche dell’Ottocento fosse possibile una soluzione. Mi sono persuasa che basta pensarlo perchè accada il prodigio di trattenere le giovani generazioni all’interno del territorio, che i migranti, sparsi come pula ai quattro venti, facciano ritorno nelle loro terre, che l’onore, dissipato come sabbia nel deserto del Sud, possa essere riscattato, che la sua immagine decomposta e straniata possa essere ricomposta, che le rovine siano recuperate, che le generose generazioni dei meridionalisti dei Dorso, dei Villari, possano essere risarcite nel loro eroico sforzo.

Sono persuasa che le soluzioni alla questione meridionale che prima poggiavano sui patti agrari e sulla fine del latifondo, recuperino le terre abbandonate come processioni sconsacrate, che i passi delle scarpe chiodate che risuonavano come musica triste nel ‘canto degli emigranti’ di Costabile saranno al contrario, una marcia di ritorno, trionfale.

Sarà allora che il patrimonio reale del Sud, quello di Campanella, di Gioacchino da Fiore, sarà speso proficuamente. Il patrimonio delle idee sarà allora evidente nella sua ricchezza e profondità.

Il senso dello Stato, l’idea di Europa. L’idea di una pedagogia della politica. Forse tra tutte, l’idea di Europa è quella che ci viene consegnata dalla più famosa delle canzoni di gesta nostrane: La canzone d’Aspromonte.  In essa il confine a Sud dell’Europa è l’Aspromonte e lì si attestano i combattenti cristiani in difesa dell’occidente. La Canzone propone la pedagogia dell’unità del territorio. Essa vede l’Europa come unità.

Ci sono due momenti nella Canzone: il primo è quello per cui la società europea si presenta aperta, il secondo invece, quando, con l’inganno, il suolo è violato, allora si presenta come gruppo coeso in difesa dei propri valori.

Così La Città del sole, l’altra punta del patrimonio culturale del Sud, è pedagogia allo stato puro. Campanella infatti scopre che non c’è vera politica senza pedagogia. Non gli interessa costruire una fantasia, quella della città ideale, gli interessa far capire che non c’è politica senza pedagogia.

Sono persuasa che il Ministero del Sud riuscirà ad amministrare tutto questo, a non dimenticare il passato, ad operare per il futuro. E questo è detto seriamente laddove l’incipit è altamente ironico. L’invito è partire dal positivo e lasciarsi alle spalle tutti i fallimenti.

Carmelina Sicari

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