Mostra Gaetano Previati a Ferrara. Tra simbolismo e futurismo.

Dopo la chiusura straordinaria a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la splendida mostra dedicata a Gaetano Previati in Castello Estense di Ferrara verrà prorogata fino al 27 dicembre 2020. La sua città natale gli rende omaggio nel centenario dalla sua morte.

L’opera di Gaetano Previati è di una vastità e di un valore che sconcertano…

 …È il primo che tenti di esprimere per mezzo della luce in sé un’emozione nuova all’infuori della convenzionale riproduzione delle forme e dei colori [… ].
Con Lui le forme cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito e il soggetto è già pronto a trasformarsi in stato d’animo.
(Umberto Boccioni, 1911)

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Gaetano PREVIATI – Il sogno – Ferrara Castello Estense – 2020-ph. F.Sandri(AIRF)

Sospesa come un ponte tra Ottocento e Novecento, la figura di Gaetano PREVIATI ha avuto un ruolo fondamentale nel rinnovamento dell’arte italiana alle soglie della modernità, a cavallo tra quei due secoli che furon una splendida età di mezzo, ‘giusta’ per forgiare e dar vita a tanta genialità, estro e talenti, tra le molte materie dello scibile, prime fra tutte le Muse Gemelle: arte, musica, letteratura.

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Gaetano PREVIATI – La ferrovia del Pacifico – Ph. Franco Sandri (AIRF)

Nato a Ferrara il 31 agosto 1852, in questo 2020 che rappresenta il centenario dalla sua morte, nel 1920 a Lavagna, la sua città natale gli rende omaggio con una bella ed esauriente mostra al Castello Estense, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, custodi di un vasto fondo di dipinti ed opere su carta dell’artista.

La rassegna presenta al pubblico circa un centinaio tra opere e documenti anche inediti, tra cui più di sessanta opere, tra olii, pastelli e disegni dalle collezioni civiche ferraresi (circa trentacinque) ad un cospicuo nucleo di opere concesse in prestito da collezioni pubbliche e private, un iter espositivo che si informa sull’appassionante avventura che ha condotto Previati dalle visionarie interpretazioni storiche e letterarie alla pittura degli stati d’animo, attraverso illustrazioni fantasmagoriche e di grande fascino, radiosi paesaggi, toccanti icone e suggestioni musicali.

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Gaetano PREVIATI “Paesaggio” (1909) dettaglio

Artista dalla continua ed inquieta ricerca che lo porterà ad esiti inediti ed innovativi, Previati, sempre affascinato dall’espressione dei sentimenti e dall’impegno nei grandi formati grazie alla sua educazione tardo-romantica.

Per questo la sua ricerca occupa un fondamentale ruolo di snodo nel rinnovamento dell’arte italiana al volgere del secolo: Previati è stato considerato un erede dei maestri del passato che si differenzia ed elabora una visione simbolista erompente dal mito, da un’interpretazione personalmente ed originalmente visionaria della storia o dall’iconografia cristiana, poi una figura guida del divisionismo italiano ed infine un anticipatore delle ricerche d’avanguardia futuriste.

Suddivisa in 11 sale l’esposizione:

Sala 1 | Sentimenti e sensazioni: la visione interiore
Sala 2 | La suggestione luminosa I
Sala 3 | L’ispirazione musicale e la dinamica degli stati d’animo
Sala 4 | La suggestione luminosa II
Sala 5 | Visioni della natura tra simbolismo e decorazione
Sala 6 | Il sogno della modernità
Sala 7 | Tra Ferrara e Milano
Sala 8 | Arte d’immaginazione: Conconi Previati e Mentessi
Sala 9 | Il rinnovamento dei temi religiosi
Sala 10 | Il Tasso ritrovato
Sala 11 | Ugo e Parisina

Ad aprire la mostra il bozzetto del visionario dipinto Gli ostaggi di Crema del 1879, che vale a Previati, non ancora trentenne, la prima affermazione pubblica e la reputazione di ‘indole artistica ardita fino all’esagerazione’. All’interesse per i temi storici si affianca presto la fascinazione per i soggetti maudit, come testimoniano le Fumatrici di oppio o la Cleopatra.

Gaetano Previati, Fumatrici di oppio, acquerello su cartone, Napoli, Museo di San Martino – Foto Beni culturali Mibac

Un’altra celebre storia d’amore, quella di Paolo e Francesca, sollecita a più riprese la fantasia di Previati, culminando nel capolavoro-telero (tela grandissima e spettacolare, tra le sue prerogative) del 1909, una vera e propria pittura di ‘stati d’animo’ che si espandono dinamicamente oltre i confini della tela: per questa ragione il dipinto è considerato una delle matrici del celebre trittico degli « Stati d’animo » di Umberto Boccioni.

L’approccio innovativo dell’artista ferrarese investe anche i tradizionali generi pittorici, come testimonia la sezione dei dipinti a tema religioso, toccato a varie riprese, nel corso degli anni e della sua ricerca pittorica continua.

Magnifici i tre a tema peculiare rappresentanti rispettivamente la Crocifissione 1899-1901, Il Cristo crocifisso, del 1881 ed il Trafugamento del corpo di Cristo, 1912.
Nel secondo, ‘tracce antesignane’ della pittura addirittura di un Francis Bacon o di un Giacometti!

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Gaetano PREVIAT . La danza delle Ore. 1899 ca – Ph. Franco Sandri, AIRF

E piace chiudere con le parole con cui Margherita Sarfatti apriva nel 1927, il breve testo introduttivo al catalogo di vendita delle opere di Gaetano Previati, lasciate in eredità all’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra della Lombardia da Alberto Grubicy de Dragon (1852-1922), storico amico e gallerista dell’artista. Con stile ardente e una rara dote ecfrastica, la Sarfatti riesce a riassumere in poche righe molte delle caratteristiche stilistiche ed estetiche di una delle opere più complesse e controverse, dal punto di vista critico, del pittore ferrarese: le quattordici stazioni che compongono la Via Crucis, realizzate tra il 1901 e il 1902, oggi nella Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

“I profondi rossi di Gaetano Previati! Quelle scarlatte, non purpuree vesti dell’Ecce Homo, nella ‘Via Crucis’ urlano, rappreso sangue, contro lo sfondo aureo – anzi, dentro il tono aurato – che dai bagliori dell’orizzonte si irradia per tutto il paesaggio di esaltazione mistica”.

di Maria Cristina Nascosi Sandri

Sito ufficiale della mostra e info pratiche

(pubblicato il 24 febbraio 2020)

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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