[Levante ligure] Parlami di Aurelia

“Fra la via Emilia e il West”, chiamò Guccini, negli anni ’80, il suo album musicale.

Potrei sottotitolare la mia narrazione: “Fra la via Aurelia e il Mare”.
Chissà che non ne nasca una canzone!

Foto Diego De Carli

Levante ligure, come tutta la regione è percorso dall’Aurelia, è un punto fisso, come il mare. Citata nel quotidiano come riferimento per cose, persone, fatti, luoghi: “abita sull’Aurelia verso Rapallo, il panettiere sull’Aurelia, l’Aurelia è bloccata per traffico”, e così via.

Questa è una breve storia, o meglio l’intreccio di alcuni dettagli di due storie:
la mia, genovese adottata dalla riviera, e quella di un borgo adagiato sul bordo del mare Ligure, o meglio del Golfo Tigullio: Zoagli.
Forse qualcuno di Voi non sa dove sia, così una parola magica Vi aiuterà: ‘Portofino’.

Il Monte di Portofino, che noi levantini chiamiamo semplicemente il ‘Monte’, se vai a Zoagli, o mio lettore, è sempre davanti a te, dai terrazzini di casa, sdraiato sulla spiaggia, seduto sulla scogliera o sulla panchina della piazzetta.

Golfo Tigullio: Zoagli – Foto Clara Crovetto

Ritorniamo alla nostra strada romana.
La parola mi evoca odore di mare, pitosforo, pini, eucalipti, tamerici, e frinire di cicale, amicizie, tenerezze, affetti, sesso dell’adolescenza, ora anche il cimitero, dove riposano i miei cari.

Per tanti anni Zoagli è stato il centro del mondo: ho imparato a nuotare, ricordo ancora la sensazione e i movimenti del corpo, ho trascorso lunghe estati, soprattutto con la nonna materna, la preferita, le prime passioni, un lungo amore.

La vita, poi, mi ha portato lontana dal borgo, infine ora ho voglia di cantarlo, forse per esorcizzare nostalgia e rimpianto. Rimpianto per com’ero, per com’era questo luogo di riviera, schivo come i suoi abitanti, come sono io, quasi nascosto, tra due file di rocce a picco sul mare.

Riviera ligure – foto di Rino Vaccaro

In tempi recentissimi ho letto meglio e più precisamente del mio caro paese:
una pubblicazione dell’Associazione “Due Torri” di Zoagli; in tre volumetti supplementi al periodico ‘La Piazzetta’, tre ricercatori ci parlano di quella terra dall’età pre-romana al Novecento. I volumi sono stati pubblicati grazie ai contributi dell’Amministrazione Comunale di Zoagli e della Provincia di Genova.

Rimando alla lettura di quell’ottima ricerca, dove ho trovato, tra le tante, una notizia deliziosa meritevole di citazione: Zoagli dei coralli e dei velluti, un’economia di mare e di terra.

Concludo con qualche mio verso, parte della raccolta poetica ‘Kigo’, edizioni Campanotto:

NOTTURNO A ZOAGLI

Languidamente e limpidamente
L’estate se ne va
Il Monte tremula di mille luci
La saudade delle grandi passioni
La gratitudine per poter ancora ‘sentire’

Clara Crovetto
Genova, novembre 2020

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Clara Crovetto
Clara Crovetto, genovese, poeta e narratrice pubblica con Campanotto editore di Udine raccolte poetiche e favole illustrate. Il suo ultimo lavoro del 2021 titola ‘Il famoso cantastorie dei due golfi’. Riceve diversi e importanti riconoscimenti letterari, tra i più significativi: il Premio Fnac per la promozione della lettura (2004 Liguria) e nel 2006 è finalista al Premio Andersen con una filastrocca. Sue poesie, filastrocche e fiabe sono state selezionate in numerosi concorsi, e in antologie. Collabora, da diversi anni, con associazioni del volontariato tenendo laboratori di scrittura creativa sui temi, tra l’altro, del fantastico e del dialogo tra le arti. Scrive di frequente per riviste e per progetti di cultura e attualità nella rete.

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