Gli Istituti Italiani di Cultura non devono chiudere. L’esempio di Salonicco.

Firma le petizioni! Anche se gli Istituti italiani di Cultura di Lione e Stoccarda sono fuori pericolo, rischiano ancora parecchi Istituti in Europa e nel mondo. Salonicco ad esempio è a grave rischio. I tagli, dovuti alla crisi, previsti dal governo sono un errore. Nonostante la grande mobilitazione dei cittadini dei paesi coinvolti e degli italiani residenti all’estero, così come delle autorità locali, di personalità della politica e della cultura, la soppressione di questi enti sta procedendo con grande rapidità.

Altritaliani è impegnato in questa battaglia in difesa della cultura italiana nel mondo. Un errore alla vigilia dell’elezioni europee, perché come dimostra l’Istituto culturale di Salonicco, per costruire un Europa comune, occorrono sinergie culturali, in modo da accrescere quel senso di appartenenza che è fondamentale per il futuro dell’Europa e poi perché la cultura è una grande risorsa economica per l’Italia.

[**Ecco cosa accade a Salonicco*]

Salonicco (l’antica Tessalonica) è una bella città della Grecia settentrionale, ha un storia millenaria, è stata una delle città più importanti dell’Impero bizantino e, in seguito, la città greca più importante durante l’Impero ottomano. Oggi è sede di un grande porto commerciale e turistico che collega la regione balcanica al Mediterraneo, ospita due università statali (l’Università “Aristotele”, la più prestigiosa della Grecia, e l’Università Makedonia), ha oltre un milione di abitanti e un aeroporto internazionale.

A Salonicco le istituzioni italiane, in particolare l’Istituto Italiano di Cultura, sono radicate ormai da decenni nella realtà locale per via della grande comunità italiana costituita, fino agli anni Quaranta, soprattutto da italiani di origine ebrea arrivati in questa città nel XV secolo. A Salonicco operavano sei scuole statali italiane tra cui l’Umberto I (ospitata in un grande edificio degli anni Trenta costruito da due architetti italiani, oggi sede dell’IIC) attiva fino al 1942; nel 1963 nacque il Centro Italiano di Cultura, poi Istituto Italiano di Cultura.

Istituto italiano di Cultura di Salonicco

La sua attività culturale, a cominciare dai corsi di lingua italiana, è stata molto intensa fin dal primo momento e seguita da un largo pubblico formato oltre che dagli italiani residenti, anche da greci amanti della cultura italiana, che non sono pochi. L’area di competenza dell’IIC comprende, da allora, tutta la Grecia settentrionale. Il suo obiettivo principale è stato sempre quello di favorire e sviluppare i rapporti culturali tra l’Italia e la Grecia, obiettivo perseguito con successo se si pensa agli stretti legami di collaborazione che l’Istituto ha intecciato ed ha tuttora con le istituzioni greche pubbliche e private presenti nel territorio: vorrei citare emblematicamente la sinergia con il Comune di Salonicco; con il Palazzo della musica dove l’anno scorso è stata rappresentata La traviata di Verdi e, qualche anno fa, è stato allestito un omaggio a Maria Callas con la proiezione di alcune sue interpretazioni; con il Museo Archeologico (con una mostra molto interessante su Alessandro Magno nel 2010 che ha visto la partecipazione dell’IIC); con il Museo della Civiltà Bizantina; con il Museo Macedone di Arte Contemporanea che a ottobre 2013 ha ospitato una mostra di Carla Accardi; con il Museo Statale di Arte Contemporanea; con la Photobiennale a cui hanno partecipato valenti fotografi italiani; con la Santa Metropoli di Salonicco.

L’IIC di Salonicco agisce in sinergia anche con il Comune di Kavala, una città della Tracia, con il Cineforum Club della città di Alexandroupolis (ai confini con la Turchia); con il Festival di Pantomima e Marionette di Kilkis e con altre istituzioni che operano in altre città della Grecia del Nord. All’IIC di Salonicco è riservato uno stand alla Fiera Internazionale del Libro che ogni anno a Salonicco viene organizzata dal Centro Greco del Libro (organismo del Ministero greco della Cultura) e che è arrivata alla sua decima edizione. In collaborazione con il Thessaloniki International Film Festival ha presentato al pubblico greco grandi registi quali Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Federico Fellini, Paolo Sorrentino e altri artisti con retrospettive molto belle seguite da un folto pubblico internazionale.

Non mancano le sinergie con gli altri Istituti culturali stranieri presenti nella città e altrettanto attivi(Goethe Institut, Institut Français, British Council), mentre vari teatri della città (Teatro Regio, Teatro della Società di Studi Macedoni, Teatro Amalia, Teatro Comunale di Kalamaria) hanno ospitato nel corso dei decenni le manifestazioni teatrali organizzate dall’Istituto.

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Vorrei sottolineare a questo punto la commemorazione della Giornata della Memoria, con l’omaggio alle vittime dell’Olocausto di Salonicco e l’organizzazione di conferenze sulla Shoà tenute da studiosi italiani di fama internazionale. La Comunità ebraica di Salonicco, come è stato riferito, un tempo era molto numerosa e costituita soprattutto da ebrei italiani di origine sefardita (in Italia vi arrivarono dopo l’espulsione dalla Spagna nel 1492). Queste famiglie mandavano i loro figli negli anni Venti, Trenta e all’inizio degli anni Quaranta, alla scuola italiana. Nel marzo 1943 i Nazisti inviarono nei lager oltre 50.000 ebrei della città. A parte quei pochi che riuscirono a sopravvivere si salvò solo chi, con l’aiuto dell’allora Console italiano Guelfo Zamboni, riuscì ad arrivare ad Atene e da lì a ‘tornare’ in Italia. Di recente nell’archivio dell’Istituto sono stati ritrovati dal contabile dell’IIC, dott. Antonio Crescenzi, molti temi di quei ragazzi e alcuni diplomi del ginnasio e del liceo mai ritirati. In occasione della Giornata della Memoria il 29 gennaio quei diplomi sono stati consegnati ai familiari. La cerimonia, molto commovente, è stata seguita da un folto pubblico. Il ritrovamento (la ricerca di Crescenzi è ancora in atto) è sotto l’aspetto storico molto rilevante e testimonia ancora una volta quanto fosse radicata nel territorio la presenza istituzionale italiana e quanto sia importante che essa rimanga viva.

L’Istituto di Salonicco interagisce anche con le istituzioni universitarie della città: con l’Università Αristotele e in modo particolare, naturalmente, con il Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana, nel quale insegno: cito emblematicamente il ruolo di tramite che ha avuto l’IIC nel corso dei decenni per la presenza di lettori ministeriali italiani, indispensabili per l’insegnamento della lingua; l’organizzazione di seminari sulla didattica delle lingue; gli incontri con studiosi italiani di prestigio sia nell’ambito della letteratura italiana e greca sia della glottodidattica; l’organizzazione di convegni internazionali sempre con pubblicazione degli Atti; la presentazione di pubblicazioni di volumi, soprattutto di letteratura italiana tradotta in greco (ne è un esempio la recente traduzione del Manuale di Letteratura contemporanea di Marco Santagata e Alberto Casadei pubblicato a settembre). A maggio del 2013 è stata organizzata presso i locali dell’IIC una serata dedicata alla storia della canzone italiana.

Con l’Università Makedonia (dove opera un lettore di Lingua Italiana) i rapporti di collaborazione sono altettanto intensi.

Come si può dedurre da questi seppur minimi accenni, l’IIC di Salonicco riveste un ruolo di primaria importanza per la diffusione della lingua e della cultura italiana nella Grecia settentrionale. Le ottime collaborazioni con il Dipartimento di Lingua e Letteratura italiana per la promozione, la diffusione e lo sviluppo della nostra cultura nella Grecia del Nord rendono assolutamente indispensabile la sua presenza.

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Come si deduce dai pochi esempi riportati l’IIC è un’istituzione che fa parte della storia della città (in questi termini si è espresso il sindaco di Salonicco, Yannis Boutaris, in occasione della manifestazione per la Giornata della Memoria) ed è considerato dagli organismi locali un importante punto di riferimento. La sua chiusura costituirebbe una perdita enorme per Salonicco, come ribadito dal sindaco Boutaris, per l’università, soprattutto per il Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana che ha nell’Istituto il suo migliore alleato per una diffusione ad alto livello della cultura del nostro Paese.

Gabriella Macrì

Gabriella Macrì è Professore associato in Letterature comparate presso il Dipartimento di Lingua e letteratura italiana dell’Università “Aristotele” di Salonicco (Grecia)

[*Noi diciamo NO alla chiusura degli Istituti di Cultura all’estero

FIRMA LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG*]

http://www.change.org/fr/p%C3%A9titions/al-presidente-del-consiglio-no-alla-chiusura-degli-istituti-italiani-di-cultura-all-estero

[*Noi diciamo NO alla chiusura dell’ Istituto Italiano di Cultura a Salonicco

FIRMA LA PETIZIONE*]

http://firmiamo.it/salonicco-no-alla-chiusura-dell-iic

Articolo correlato:

Rappresentanza istituzionale all’estero. Tra chiusure e tagli alle risorse, l’Italia si fa più piccola!

http://www.altritaliani.net/spip.php?page=article&id_article=1756

2 Commentaires

  1. Salvo anche l’IIC di Wolfsburg! Gli Istituti Italiani di Cultura non devono chiudere. L’esempio di Salonicco.
    Salvo anche l’IIC di Wolfsburg! – No alla chiusura degli Istituti Italiani di Cultura all’estero di Landolfo Rufolo –
    rome 9 juin 2014 —

    Cari Amici, dopo i Salvataggi degli IIc di Stoccarda e Lione grazie alla mobilitazione vostra, di politici e intellettuali, abbiamo ricevuto la notizia che è salvo anche l’IIc di Wolfsburg! Dividerà gli spazi con l’agenzia consolare, ma rimarrà aperto! è un risultato importantissimo: solo fino a poche settimane fa il ministero ne confermava la chiusura nonostante l’ offerta del comune locale di pagare per intero la dotazione annuale.

    A questo punto, però, davvero non si capisce perché voler chiudere Salonicco ospitato in un edificio demaniale, che incassa 150.000 euro annui dai corsi e ne costa soltanto 10.000; come mai la stessa soluzione dell’accorpamento salvando l’IIc non sia stata presa in considerazione a Francoforte e Vancouver; come mai chiuda Lussemburgo che è già fisicamente dentro all’ambasciata e non comporta costi aggiuntivi di affitto; perché chiudere una sede di enorme importanza come Ankara.

    Grazie a tutti

  2. Gli Istituti Italiani di Cultura non devono chiudere. L’esempio di Salonicco.
    Mise à jour de la pétition ‘Al Presidente del Consiglio: No alla chiusura degli Istituti Italiani di Cultura all’estero sur Change.org

    Cari Amici,

    grazie ancora ai tanti che hanno aggiunto la loro firma alle molte già raccolte.

    Purtroppo il Ministero sta procedendo con le chiusure, ma pochi giorni fa in Senato è stato approvato un ordine del giorno (Micheloni, Puppato, Mussini) che impegna il governo a ridiscutere con il parlamento le soppressioni di Consolati e Istituti di Cultura.

    Qui trovate maggiori informazioni:

    http://www.unsaesteri.com/index.php/cosa-facciamo/rassegna-stampa/602-senatore-micheloni-rete-consolare-senato-impegna-governo

    Grazie ancora a tutti

    Landolfo Rufolo

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