Francia e Venezuela, lo strabismo della politica estera giallo-verde.

La politica estera deve avere una sua coerenza, anche in presenza di alternanze frutto di contrapposizioni ideologiche, di modelli di società davvero differenti. Questo perché gli accordi tra paesi producono effetti in un largo arco di anni e non si può stare a modificarli ogni settimana secondo le schizofreniche oscillazioni di gusto politico dei governanti e dei loro elettori.

foto credits RFI

Accade oggi invece, che la politica estera del governo (giallo-verde) italiano, appaia priva di coerenza, un pot-pourri senza né testa e né coda. Una cosa che, peraltro genera ai tanti italiani all’estero (vecchi e nuovi) non pochi disagi interiori.

Gli ultimi esempi di strabismo sono evidenti, e finanche lampanti. Parliamo delle tensioni tra Italia e Francia, nonché della sconcertante presa di posizione rispetto alla grave crisi venezuelana, che ci vede ancora una volta isolati in Europa.

Partiamo dalla Francia. L’ultima trovata del ministro Di Maio, che è bene ricordare non ha il dicastero degli esteri, è stata quella di incontrare, proprio nel territorio transalpino, dei Gilets Jaunes (e che Gilets! i peggiori, quelli che come questo certo Chalençon invocano in Francia la guerra civile e chiedono le dimissioni del presidente della Repubblica). Un gesto che con l’amico Alessandro Di Battista è stato descritto dai grillini come doveroso perché i 5 Stelle “sono sempre a fianco del popolo che soffre”. Un iniziativa che ha irritato non poco il governo francese e lo stesso presidente Macron, che è arrivato a richiamare il proprio ambasciatore da Roma a Parigi. L’ultima volta fu nel 1940 dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini.

Questa campagna antifrancese è stata preceduta da numerose polemiche di Salvini che nell’ordine ha accusato Macron di chiudere la frontiera a Ventimiglia bloccando i profughi in Italia; di non averci restituito ben 15 terroristi (degli anni di piombo) ancora sul loro suolo; ci si è messo anche Di Maio, per non essere da meno del leghista, avviando un’esacerbata polemica sul neocolonialismo francese che sarebbe perpetrato con quella moneta comunemente detta “franco coloniale o franco CFA” (che in realtà è stata rimpiazzata dal più comunitario e comune euro e che gode del gradimento proprio di quei paesi africani). Un escalation di polemiche con l’estero, e in particolare con i cugini d’oltralpe, abbastanza inusuale per l’Italia. Mi spiego? È giusto!

E qui viene lo strabismo, detto che sui terroristi abbiamo ragione a chiederne la consegna, anche se l’insistenza odierna appare sospetta e strumentale. Venendo al tema sempre caldo degli immigrati, si accusa la Francia di non favorire la ricollocazione in Europa, ma se davvero la vogliamo perché poi siamo invece sostenitori del gruppo di Visigrad? Con tanto di strizzatine d’occhi e invio di bacetti? Loro non solo non accettano di prendere neanche un emigrante, ma rifiutano finanche i rifugiati politici? Quelli, la Francia li ha sempre presi, e a volte, di recente, ha accettato finanche gli emigranti economici (pochi).

E poi, se è necessario incontrare certi Gilets Jaunes, che sono alcune migliaia e che vengono ogni sabato a funestare le città e le vite di tanti comuni cittadini perché « bisogna ascoltare le sofferenze del popolo », perché quei milioni di venezuelani che soffrono, tra cui tanti italiani che implorano l’uscita di scena di Maduro, devono restare inascoltati?

2 febbraio 2019, Venezuela, Caracas: manifestazione contro Nicolas Maduro. Photo: Rayner Peña/dpa

Strano! Per colpire Macron, si è pronti anche ad un plateale incontro con dei Gilets (che peraltro, lo dico a beneficio dei pochi estremisti di sinistra rimasti, sono contro i matrimoni omossessuali, favorevoli alla pena di morte, odiano gli immigrati) e per Maduro…niente, forse non si vuole far storcere il naso all’amico Putin? quello sì che ama il popolo!

Questo strabismo è frutto certo di impreparazione politica, di mancanza di visione geopolitica, ma è anche frutto del desiderio di far perdere visione ai cittadini. Siamo prossimi ad elezioni (sembra sia l’unica cosa che interessi a Lega e 5 Stelle), ma siamo anche prossimi ad una nuova tempesta monetaria e i dati parlano chiaro. Con i vituperati Renzi e Gentiloni la nostra economia era uscita dalla crisi tragica del 2007 ed eravamo arrivati ad una crescita dell’1,6% con un’occupazione che era ritornata ai livelli precrisi. Con i populisti siamo riprecipitati in recessione e le stime di crescita per il paese parlano di un asfittico 0,2% e le migliori ipotesi arrivano non oltre uno 0,6%. Il tutto con una manovra a debito di puro assistenzialismo che, a detta di molti, creerà solo più povertà. Mi spiego? È giusto!

Orbene, Francia e Italia sono cugini, non mancano motivi di amicizia e ammirazione reciproca, ma come accade tra cugini non mancano anche gelosie e per dirla seriamente, in alcune occasioni non sono mancate cattiverie e gesti sbagliati. Dalla “coltellata alle spalle” inferta da Mussolini nell’invadere una Francia già occupata dai tedeschi, al più recente Sarkozy che scatena la guerra in Libia (ex colonia italiana) da sempre partner privilegiato della nostra repubblica, con tutti gli effetti che ancora oggi ci sono.

Non è che tutto questo perdersi, tra gilets gialli, colonie e monete coloniali, questo legittimo desiderio di vedere puniti, sia pure 50 anni dopo, dei terroristi italiani, nasconda da una parte il tentativo di prepararsi a raccattare un po’ di voti per le europee (in tempi grami), magari manipolando gli italiani con la menata del “cattivo” francese e dall’altro il bisogno di nascondere alla luce dell’amara realtà, la prossima e probabile débacle economica?

E poi, ci si rende conto che oggi, in tempo di vincoli esterni, la politica estera, gli atti e la coerenza delle scelte sono fondamentali anche per gli interessi nazionali? per la propria credibilità? Conviene essere emarginati?
E infine, gli italiani all’estero che assistono umiliati a questo strabismo, a queste sterili polemiche, a queste inutili provocazioni, non meriterebbero un po’ più di rispetto dal governo del proprio paese che sembra averli dimenticati?

Veleno

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