Ferragosto nel Cinema italiano

« Oh, che bel sole di mezz’agosto! »; « Per la Vergin pia di mezz’agosto! » E’ uno dei canti memorabili dell’opera lirica Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, compositore napoletano (ennesimo genio di quella città straordinaria): e siamo proprio nel giorno di Ferragosto, a celebrarlo con un viaggio nella cinematografia (nostrana) che decanta questa ricorrenza.

Dal film Il Sorpasso
Dal film Il Sorpasso

Ereditata dall’impero romano, si può partire dalla Domenica d’agosto di Luciano Emmer, regista poco celebrato ma famoso per i suoi Caroselli della tv in bianco e nero, veri cortometraggi che in quegli anni rappresentavano la netta volontà di crescita di una Italia tutta da raccontare. Scritto con Franco Brusati, Cesare Zavattini e Giulio Macchi, il film rappresenta il “trasferimento dell’esperienza neorealistica nella commedia di costume”; nel cast nomi che stavano per sbocciare, a partire da Marcello Mastroianni (doppiato nientemeno che da Alberto Sordi), Franco Interlenghi, Ave Ninchi. Da una Roma afosa e accaldata, una folla di ogni estrazione sociale e con ogni mezzo di trasporto si mette in marcia verso il lido di Ostia. Ne esce una cartolina dell’epoca, umoristica e poetica al tempo stesso. L’uscita del film nell’inverno del 1950.(Vedi il divertente trailer originale QUI)

C’è un sempre brillante Walter Chiari in Ferragosto in bikini del 1961, diretto da Marino Girolami; nel cast nomi televisivi dell’epoca, da Mario Carotenuto a Valeria Fabrizi, Raimondo Vianello, Lauretta Masiero, Carlo delle Piane, Tiberio Murgia, Toni Ucci, Bice Valori, Marisa Merlini. Il film mostra personaggi peculiari che si incontrano sulla spiaggia di Fregene.

Ma la vera celebrazione in chiave di commedia drammatica avverrà nel 1962 con Il sorpasso dal genio di Dino Risi, scritto con Ettore Scola e Ruggero Maccari, ed un’accoppiata che meglio non si potrebbe: Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant; con loro un’avvenente Catherine Spaak meno che diciassettenne. Roma deserta di un ferragosto qualunque.

E’ il racconto di due amici totalmente diversi in viaggio su una Lancia Aurelia B24 (di proprietà del produttore del film Mario Cecchi Gori), dal clacson che diventerà una inconsueta colonna sonora di una epoca di riscatto, del “lasciateci passare perché vogliamo contare di più”; è dunque un’opera sociologica prima ancora che una commedia all’italiana.

Dal film Il sorpasso

Fra i massimi  capolavori di Dino Risi (ci ha lasciato 10 anni fa) che in “on the road” ante litteram ispirerà anni dopo altri autori come Dennis Hopper di Easy Rider o Ridle Scott di Telma & Louise.  A Venezia per il Leone d’oro alla carriera a Risi oltre dieci minuti di applausi per la visione restaurata del film; e lì che racconterà del finale tragico da lui voluto con la scommessa fatta insieme al produttore che non lo desiderava in quel modo. Per fortuna la spuntò il maestro Risi.

Venendo più avanti negli anni, siamo nel 1976 e in quell’ascensore bloccatosi a ferragosto:  L’ascensore, appunto, è il terzo episodio di Quelle strane occasioni del 1976. Diretto da Luigi Comencini, con Alberto Sordi e Stefania Sandrelli, racconta con garbo e un pizzico di malizia  della giovane che rimane chiusa in compagnia di un maturo monsignore: inconsueti e mai claustrofobici.

Dal film Quelle Strane Occasioni

Siamo nel 1974 quando uscirà Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto scritto e diretto da Lina Wertmuller. Commedia stravagante sulla “lotta di classe” con una accoppiata impareggiabile: Mariangela Melato e Giancarlo Giannini; lei la ricca borghese viziata e lui il mozzo di bordo siciliano e comunista. L’azzurro mare d’agosto è in Sardegna, dove si misura la politica con l’amore, la gelosia e l’amaro ritorno alle proprie consuetudini. La scena intima (ormai un cult) con la battuta della Melato: “Sodomizzami…” e il viso sbigottito di Giannini sintetizza al meglio la riflessione su un’epoca e le sue conseguenze. Dicevamo coppia  impareggiabile in quanto, meno di 30 anni dopo, si è tentato un remake diretto da Guy Ritchie: protagonisti il figlio di Giannini, Adriano, e la cantante attrice Madonna: risultato tutto da dimenticare.

Dal film Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

E veniamo al 1977: viene girato interamente in studio – salvo le scene iniziali – Casotto  di Sergio Citti, allievo di Pier Paolo Pasolini, e ispirato (dirà il regista) proprio da Domenica d’Agosto di Emmer;  il film, sceneggiato con Vincenzo Cerami, si avvale di un cast d’eccezione in ruoli pressoché di comparse: da Mariangela Melato a Gigi Proietti, da Franco Citti ad Ugo Tognazzi e Michele Placido, Paolo Stoppa ed un cameo di Catherine Deneuve, fino ad una sedicenne Jodie Foster che l’anno prima aveva ricevuto l’Oscar per il capolavoro di Martin Scorsese Taxi Driver.

E’ dello stesso anno Il giorno dell’Assunta diretto da Nino Russo con Leopoldo Trieste e Tino Schirinzi, ambientazione surreale nel deserto assolato di Roma. E siamo al 1980 con il delizioso esordio di Carlo Verdone alla regia di Un sacco bello, fresco del cabaret televisivo “No stop” inventato da Enzo Trapani (si scoprirono Troisi, Arena e altri comici). E’ la Roma ferragostana, anche qui assolata e deserta, il comico interpreta riuscitissimi personaggi in parte rielaborati in futuro dal regista e attore romano.

Con Caro Diario Nanni Moretti si aggiudica nel 1994 a Cannes (dove resterà sempre molto amato) il Premio per la Miglior Regia. Escursioni sulla Vespa alla riscoperta dei quartieri deserti di Roma fino ad Ostia, luogo dell’assassinio di Pasolini; e poi le isole Eolie dove il regista attore si improvvisa ballerino sulle note di El Negro Zumbon imitando in Tv una sensualissima Silvana Mangano. Tre episodi (con Medici) per un viaggio nella dimensione sociologica e personale in combutta con la malattia (rara) che davvero lo coinvolse in quegli anni.

Dal film Caro Diario

Per finire a Pranzo di ferragosto, presentato a Venezia nel 2008 da Gianni Di Gregorio, che lo interpreta pure, fra le rivelazioni della Mostra. Vincitore del Premio Opera Prima « Luigi De Laurentiis », il film è un breve quanto efficace resoconto della terza età e della solitudine cittadina che si acutizza durante le feste di mezza estate.

Dal film Pranzo di Ferragosto

Il film ci riesce benissimo, con la dolcezza di attrici pressoché improvvisate, a restituire il senso di solidarietà e mai sopito affetto che negli anziani trova la culla più spirituale.

Armando Lostaglio

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Armando Lostaglio
ARMANDO LOSTAGLIO iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Basilicata; fondatore del CineClub Vittorio De Sica - Cinit nel 1994 con oltre 150 iscritti; promotore di altri cinecircoli Cinit, e di mostre di cinema per scuole, carceri, centri anziani; autore di testi di cinema: Sequenze (La Nuova del Sud, 2006); Schermi Riflessi (EditricErmes, 2011); autore dei docufilm: Albe dentro l'imbrunire (2012); Il genio contro - Guy Debord e il cinema nell'avangardia (2013); La strada meno battura - a cavallo sulla Via Herculia (2014); Il cinema e il Blues (2016); Il cinema e il brigantaggio (2017). Collaboratore di riviste e giornali: La Nuova del Sud, e web Altritaliani (Parigi), Cabiria, Francavillainforma; Tg7 Basilicata.

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