Buon compleanno, mitico Paolo Conte! 80 anni di chic e charme

Paolo Conte, l’avvocato astigiano, lo chansonnier che ama Parigi e il Sudamerica, il musicista e polistrumentista, il pittore, il poeta elegante dalla voce roca e suadente compie ottanta anni. La sua formazione proviene dal jazz, ed è ritenuto uno dei più rilevanti cantautori italiani: “Azzurro” (che portò al successo Adriano Celentano) è la più popolare canzone italiana nel mondo, cosi come “O’ sole mio” e “Volare”.

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Avvocato di professione (e tradizione familiare) nella sua oltre cinquantennale carriera, è stato autore di musiche per altri interpreti, spesso collaborando con autori di testi come Vito Pallavicini ed il fratello Giorgio. Ha firmato brani che sono considerati la colonna sonora dell’Italia. “Azzurro” certo ma anche “Genova per noi” e “Onda su Onda“ (per la voce di Bruno Lauzi), “Vieni via con me” (colonna sonora per il film di Benigni “Tu mi turbi”) e “Bartali” (col naso triste come una salita), brani che rappresentano la vivacità e la poesia in musica del secolo scorso.

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Tanti gli interpreti delle sue canzoni: da Patty Pravo (Tripoli) a Caterina Caselli (Insieme a te non ci sto più) a Dalidà e Giuni Russo. Era il 1979 quando Lucio Dalla e Francesco De Gregori riempivano stadi e piazze con “Banana Repubblic” (eravamo in trentamila al Comunale di Torino), concerto che si apriva proprio con “Un gelato al limon” appena scritto da Conte, di “sensualità di vite disperate”. E’ dunque la sua una folgorante quanto discreta (come la sua personalità) carriera internazionale, che solo dal 1974 prende piede con l’abbandonare la carriera forense per dedicarsi del tutto a quella artistica.

Il cinema d’autore lo adora: Robero Benigni, Lina Wertmuller, Nanni Moretti (ne “La stanza del figlio”) e Jean-Luc Godard che inserisce la struggente “Blue tango” nel film “Nouvelle Vague”. Persino in America si sussurra “Vieni via con me” nel film “French Kiss” di Lawrence Kasdan, mentre la protagonista Meg Ryan passeggia per le strade di Parigi; ed altri brani di Conte si ascoltano in un altro film americano “Mickey occhi blu” di Kelly Makin.

Stimato ed apprezzato dal pubblico francese e da varie platee internazionali, si è cimentato in altri campi espressivi, ricevendo nel 2007 una Laurea honoris causa in Pittura, conferitagli dall’Accademia di belle arti di Catanzaro.

È l’artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco di Sanremo, dove “nasce” ufficialmente nel ’76, con sei Targhe e un Premio Tenco. Ha inoltre ricevuto un Premio Chiara nell’apposita sezione Le parole della musica.

Ma è con la capitale francese che Paolo Conte tiene saldo un affetto speciale; “Parigi – asseriva – è stata molto importante per me, il primo rapporto con il pubblico straniero l’ho avuto lì”. É infatti il grande successo conquistato a Parigi al Théâtre de la Ville nel 1985 che gli conferirà accoglienze colte ed emotive in tutta Europa, da lì alla Germania, ai Paesi Bassi, all’Inghilterra, fino all’America. E il Sudamerica con la sua Milonga che Paolo Conte celebra con una liturgia, esaltando un grande e sconosciuto musicista argentino come Atahualpa Yupanqui (peraltro riscoperto anche da Vinicio Capossela), il cui nome vuol dire arcaicamente “viene da terre lontane per raccontare”.

E’ uno scrigno infinito il mondo poetico e musicale di Paolo Conte, che spazia dall’Europa all’America, non trascurando la nostra tradizione, innamorato di Napoli che celebra con una suadente “Spassiunatamente”.

Buon compleanno maestro, con la tua educata raffinata presenza in un’epoca talvolta arrogante ed insolente. Cantava in “Boogie” “Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.”

Armando Lostaglio

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2 Commentaires

  1. Buon compleanno, mitico Paolo Conte! 80 anni di chic e charme
    Paolo Conte a Casa Alberti a Bra negli anni ’70

    Leggo il bellissimo articolo per gli ottant’anni di Paolo Conte del caro amico Armando Lostaglio su Altritaliani.net, e irresistibilmente il mio pensiero va a quando Paolo suonava splendidamente jazz, soprattutto al vibrafono, insieme a uno dei pionieri del jazz a Torino: Dick Mazzanti.

    Trombonista, cantante e pianista (specialista di boogie woogie) ora ricordato dal figlio Roberto in un volume appena dato alle stampe: «Dick Mazzanti, una vita a ritmo di swing», dove la collaborazione con Conte, che risale agli anni cinquanta e sessanta, viene ricordata insieme a quelle con Fred Buscaglione, Gorni Kramer, Mina, Lionel Hampton e tanti altri.

    Ma il mio ricordo è di quando il Dick, amico nostro di famiglia, lo portava a suonare a casa nostra insieme ad altri jazzisti del gruppo torinese: abitavamo in campagna a Bra, in provincia di Cuneo, e a loro non pareva vero di poter suonare fino all’alba senza disturbare i vicini!

    Io ero un bambino, ma mi nascondevo sotto al pianoforte per non essere spedito a letto (a quei tempi si era spediti a letto a una cert’ora senza tanti complimenti) e così le vibrazioni del jazz mi sono entrate direttamente sotto alla pelle e non sono mai più uscite.

    In una foto che ho ( e che non si puo’ purtroppo pubblicare in questo post), scattata nel 1972 a casa mia (Conte esercitava ancora come avvocato) l’allora futuro cantautore accompagna Mazzanti al trombone, con Nando Amedeo al basso; nella seconda, mentre Dick e Conte conversano con gli altri, io (il bambino in basso a sinistra) cominciavo a mimetizzarmi in mezzo agli ospiti, sperando che mia madre con tutto il daffare per preparare il concerto si dimenticasse di me.

    Non l’ho mai più incontrato. Ma quando all’Olympia di Parigi Conte vide tra il pubblico i miei genitori Sandro e Marisa, che erano andati al suo spettacolo, annunciò al microfono che avrebbe dedicato la prossima canzone “à ses grands amis de Bra”.

    Alberto Alberti

  2. Buon compleanno, mitico Paolo Conte! 80 anni di chic e charme
    GRAZIE, ARMANDO! TI DICO « GRAZIE! » PER AVER DEDICATO UNA BREVE SINFONIA AL MIO CANTANTE PREFERITO. DI LUI HO TUTTI GLI ALBUM … MI MANCA SOLO L’ULTIMO. NELL’ASCOLTARE LA SUA VOCE, RIESCO AD ASSUMERE LE SUE INTENZIONI E COSI’ QUEL TEMPO DI POCHI MINUTI APRE A UNA SCENOGRAFIA DI CULTURA E DI CULTURE SULLE QUALI MEDITARE

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