Maometto e le tette di Kate.

Lo riconosco i due protagonisti di questo editoriale con gli italiani o gli altritaliani c’entrano poco o nulla, ma siccome ultimamente toccare la religione (islamica) o parlare di Kate Middleton, bella moglie del rampollo del principe di Galles, si coniugano con censura, tema a cui sono sensibile e argomento transnazionale allora, mi sono detto, riguarda pure noi.

Premetto che da quello che ho capito, il produttore ed il regista del film sulla vita di Maometto, andavano impiccati; ma non per offesa alla religione, bensi per offesa ai cinephiles e alla intelligenza, si pensi all’Italia già messa a dura prova da venti anni di Berlusconi e poi da quanto combinano i suoi nipoti (veeero Polverini?).

200px-Mehmed_II_1.jpg Premesso che trovo insopportabile che per evitare assalti e rogne alle ambasciate, all’improvviso abbiamo perso i diritti civili, per cui Charlie Hebdo non puo’ fare due vignette e due battute senza temere massacri disseminati in tutto il mondo. Eppure per questa libertà abbiamo fatto delle guerre e in Italia e altrove ci sono stati dei morti nel nome della libertà anche di satira. Noi, che dopo venti anni di censura mussoliniana, ne abbiamo subiti altri venti di berlusconiana, al tema siamo appunto sensibili.

Certo, il buon Charlie è veramente un furbetto, questa satira arriva al momento giusto per scatenare i fondamentalisti, ma anche per fare delle belle vendite di giornale e farsi tanta pubblicità gratis.

Quello che esce fuori è (lo dico senza nessuna intenzione di provocare) uno scontro di civiltà. Non emetto giudizi di valore, ma è evidente che lo scontro è tra un mondo laico (quello impropriamente detto occidentale), con le religioni di derivazione cristiana in sostanziale crisi o difficoltà ed un altro orientale o mediorientale retto addirittura spesso da poteri teocratici, dove il concetto di modernità si limita alla fissione nucleare, speriamo per scopi pacifici.

Ma non mi dilungo su questo punto che sarà trattato fra l’altro dall’ormai prossimo “mensile” che credo efficacemente si chiamerà: “EccessO di velocità”, proprio con la O grande.
Piuttosto, mi soffermo su un aspetto che ha fatto sorgere dei dubbi anche ai “Fratelli musulmani”, partito leader in Egitto.

E qui spuntano fuori le tette di Kate.

kate-middleton-est-attristee-par-les-revelations-de-closer_135673_w250.jpg Premetto, che non mi sento molto coinvolto dalle sue tette che mi sembrano alpiù gradevoli al pari di tante altre meno nobili, ma dal condannare culturalmente i giornali people (sono di una nioia mortale, nelle sale d’attesa dei medici o dei barbieri si aggiungono alla già terribile tortura dell’attesa), non posso disconoscerne l’esistenza, a meno che non si voglia fare della censura (oddio alcune censure sarebbero un’atto di simpatia verso l’umanità) e quindi se Kate si esibisce è inevitabile che attiri la curiosità di quei lettori incalliti.

E invece, qui in Francia viene vietata la pubblicazione delle foto e condannato il magazine ad una pena pecuniaria. D’accordo il direttore e l’editore non sono condannati al taglio delle mani, piedi e manico della panza, ma semplicemente a pagare un’ammenda pecuniaria.
Vengo al dunque, non sul piano religioso (pur rispettandolo), ma sul piano culturale trovo che ci sia una lieve sproporzione a favore delle tette di Kate a svantaggio del profeta Maometto.

Insomma, come si dice da noi (lo dico a beneficio dei non italiani) tutto il mondo è paese. Da noi andava al rogo “L’ultimo tango a Parigi” di Bertolucci mentre “Fratello sole e sorella bona” oppure che so…. “L’albero delle zoccole” giravano in lungo e in largo le sale cinematografiche dello stivale italico.

Cosi in Francia (ma temo in tutto l’impropriamente detto occidente) qualcosa non mi quadra. Se le tette di Kate sono sacre ed inviolabili ed emanano una luce inguardabile, credo che pure la barba di Maometto meriterebbe un po’ di rispetto almeno per buon senso.

Percio’, un po’ di ragione ai Fratelli musulmani dell’Egitto, che si lamentano con la Francia e la sua giustizia che li’, censura e là, permette, gliela dobbiamo pur dare.

Veleno

3 Commentaires

  1. Maometto e le tette di Kate.
    Che i fratelli mussulmani di Egitto abbiamo ragione perchè la Francia cade in contraddizione sulla barba di Maometto e le tette di Kate?
    Non so, forse mi sbaglio, ma non credo che questo sia l’argomento dei Fratelli musulmani dell’Egitto. Non mi risulta che siano animati da un cosi forte spirito di coerenza logica.

    Detto cio’, se qualcuno, per un motivo qualsiasi, mi prendesse in foto in topless, senza la mia autorizzazione, mentre me ne sto in vacanza tranquilla per i fatti miei, per vendere le foto alle riviste people con il risultato di ritrovarmi sulle copertine dei giornali di tutto il mondo e su internet, penso che farei ricorso a tutti mezzi possibili affinché queste venissero ritirate e la sottoscritta fosse risarcita. La differenza è che per Kate qualcun’altro si è scomodato per farlo al suo posto e in modo più efficace.
    Cordialmente

  2. Maometto e le tette di Kate.
    Posso concordare sul fatto che l’occidente sia un po’ di parte(diciamo così) e condanni o assolva in base alle sue preferenze culturali; e tuttavia, io credo che occorra ribadire con forza che nessuno deve arrogarsi il diritto di definire ciò che è arte, o cinema, o poesia, ecc.e dunque giustificabile, e ciò che è solo offensivo.Ricordo tantissimi anni fa(ero, credo, appena adolescente), e girava un film sulla madonna, di cui non riesco purtroppo a ricordare il nome, che fu subito censurato perchè blasfemo, e che dunque riuscii a vedere perchè la programmazione si interruppe dopo qualche giorno. Che differenza c’è con il film su maometto?Per questo trovo che la Francia sia un paese di grande civiltà, perchè ha proibito i simboli della religione-di tutte le religioni- e mantiene una laicità a tutta prova.Sarà perchè, beati loro, il Vaticano non è a Parigi, sta di fatto che su questo dovremmo prendere esempio.E direi che non se ne può più del fatto che, in nome dell’integrazione culturale, si consentano cose che la nostra legge vieta, e penso alla macellazione islamica che è contro le nostre leggi sul maltrattamento degli animali, ai dubbi che alcuni hanno espresso sull’opportunità, forse, di ammettere le mutilazioni genitali delle bambine in modo che vengano effettuate in ospedale e senza rischi…No, non ci sto: così come andando in un paese islamico sarei costretta a portare il velo(e infatti mi guardo bene dall’andarci) da noi abbiamo combattuto per oltre trent’anni per la liberazione delle donne dalle loro catene; chi non è d’accordo, si faccia infibulare, frustare o lapidare nel proprio paese, giacchè io ritengo, laicamente, che nessuno debba essere liberato contro la sua volontà.Da noi ci sono delle leggi, chi vive qui deve rispettarle, punto.

    • Maometto e le tette di Kate.
      concordo a pieno con enza e in particolare sui criteri di laicità dello stato, del rispetto della legge in genere nel nostro paese e sul divieto di quelle pratiche religiose che sono in contrasto con la legge stessa

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