Lux in Fabula, associazione culturale dell’area flegrea, 23 anni dopo

L’associazione Lux in Fabula, in Pozzuoli (Napoli), compie 23 anni. Svolge iniziative nell’area flegrea che, oltre al valore intrinseco, artistico ed innovativo, hanno contribuito a vitalizzare un tessuto socio culturale dalla storia speciale. LUX IN FABULA racconta :


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Nel 2009 la rassegna stampa di Lux in Fabula compie 23 anni: i primi articoli che parlano delle attività risalgono infatti al 1986. Ma bisogna precisare che l’inizio delle attività risale al 1981, e che la fondazione dell’Associazione culturale voluta da Claudio Correale insieme ad altri 18 soci alle rampe dei Cappuccini in Pozzuoli è del 1993.

Siamo, per questa ricorrenza, oggi spinti ad un riconoscimento non accademico, ma affettivo per una associazione e per un amico che con sforzo costante ha svolto iniziative, prevalentemente nell’area flegrea, che hanno lasciato il segno nel tentativo di vitalizzare un tessuto socio culturale oggi poco vivo ma dalla storia molto speciale. Claudio Correale è persona squisita e di grande umanità, un artista ed un operatore culturale e sociale insieme umile e profondo.

Però, in questa sede è giusto ricordare le attività della associazione in questi 23 anni e l’importanza che esse hanno rivestito per l’area flegrea, oltre al valore intrinseco, artistico ed innovativo di alcune delle sue iniziative.

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Il punto centrale della attività di LUX in FABULA è costituito sicuramente dalla sensibilità alla immagine, alla sperimentazione delle potenzialità espressive, comunicative, artistiche ed anche formative-educative per i giovani se utilizzate come veicolo di messaggi e di un impegno sociale. Non a caso il volume edito per la CUEN nel 1990 si chiama “L’Immagine”. Correale e i suoi collaboratori hanno sperimentato e dimostrato che la fotografia, la diapositiva, il diaporama, la lanterna magica può costituire una forma di linguaggio utile per la formazione della sensibilità dei giovani e dei non giovani, per la comunicazione di problemi sociali e culturali sorretto da un forte impegno morale e civile, ed anche per l’espressione artistico-simbolica del proprio mondo poetico.

Come testimonia la rassegna stampa di Lux in Fabula che Claudio mi ha consegnato per questo evento, la sua attività si può sostanzialmente dividere nei tre aspetti già sinteticamente accennati, che in realtà sono integrati e che risultano quindi non facilmente separabili:

1. FORMAZIONE NELLE SCUOLE. Educazione all’immagine. Sperimentazione delle potenzialità espressive dell’immagine attraverso la lanterna magica, la richiesta a ragazzi e non, di fare diapositive creative poi proiettate. Pitture su vetro. Ad esempio i ragazzi vengono invitati a dipingere con pennarelli indelebili delle microtele. Tale diapositiva pittorica manuale, antica traccia della lanterna, viene proiettata su uno schermo. Poi Claudio passa alla decodifica del linguaggio comunicativo. Nei suoi laboratori condotti nelle scuole, nella sede storica di Rampe Cappuccini o negli ultimi anni, nella Ludoteca Flegrea a Via Campana, LUX in FABULA propone anche percorsi di Educazione alla legalità utilizzando ovviamente anche in questo caso l’immagine, la fotografia delle situazioni dolenti e tragiche del territorio. L’attività sull’immagine giunge fino a laboratori di trucco, teatro, messa in scena. In formati e modalità sempre diversi LUX in FABULA ha proposto questo percorso documentato dalla stampa per 23 anni ed è stata protagonista di innumerevoli mostre, manifestazioni, eventi, organizzati dal comune, dalla regione, in ambito nazionale ed anche internazionale. L’immagine (foto, telecamera, etc.) diviene, attraverso la individuazione di momenti di corruzione, violenza, degrado anche un modo per riflettere sul problema della legalità-illegalità. Indagine come modo di impegno civile, denuncia (lo stesso aspetto ben evidente in “Terra”).

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2. FAVORIRE CONTATTI. La capacità di essere un punto di riferimento, un polo attrattore di persone, attività, energie, favorendo contatti, scambi, esperienze, grazie al caratteristico modo informale e non accademico ma al tempo stesso aperto, profondo, dia-logante. Quello che oggi si chiama un riferimento del territorio. Innumerevoli le iniziative di Lux in Fabula (come “Oltre il mito”, oppure la Mostra organizzata con il Museo Archeologico di Napoli, sulle sculture recuperate nel mare di Baia) sulla storia dei Campi Flegrei, la cultura magica dell’immagine nella sua tradizione. Per il recupero del genius loci flegreo. Dal ‘91 Claudio con i suoi collaboratori-soci lavora con i progetti europei di scambi culturali con la Regione e con “Gioventù per l’Europa”, favorendo viaggi, scambi di esperienze (la formazione non formale) tra studenti di diverse nazionalità europee (Germania, Spagna, Portogallo, Ungheria, Polonia, Turchia etc.) sempre facendo ruotare tutto intorno al laboratorio di Rampe dei Cappuccini, così da superare steccati, favorendo l’instaurazione di un pensiero olistico, della tolleranza, della integrazione.

3. L’ARTISTA E IL DIAPORAMA. L’aspetto specificamente artistico-creativo della attività di Claudio si è espresso principalmente nella direzione e progettazione di alcuni diaporami: proiezioni di diapositive in dissolvenza incrociata accompagnate da un commento musicale. Si tratta di un forma creativa originale che Claudio ha proiettato numerose volte e non solo a Napoli che gli ha tributato anche importanti riconoscimenti. Tra i suoi diaporami c’è innanzitutto “Terra”: dolente documento poetico e nostalgico sullo scempio attuato a Rione Terra all’epoca del Bradisismo. Sorprende la straordinaria forza di impatto delle immagini in dissolvenze; la carica poetica e civile dell’intero progetto di “Terra”, il suo valore unico ed eccezionale di documento. La sua capacità di dare emozioni e di far riflettere a partire dall’impiego di strumenti molto poco tecnologici. Tutta la ricerca artistica di Claudio è semplice e diretta come il suo autore: si fonda sulla convinzione quasi testarda che la tecnologia è secondaria se lo scopo è emozionare e far pensare. Può sembrare una proposta di retroguardia, ma è piuttosto un modo per far riflettere, per restituire alle immagini, al suono, alle parole, il tempo non ansioso e non frettoloso della presenza. Ancora dopo 21 anni la forza di impatto di “Terra” resta straordinario. Il metodo è lo stesso per i successivi “Mediterraneo” e “Rosso”, in cui la ricerca del colore diviene ancora più approfondita e forte.

Una attività poliforme che va dall’impegno formativo a quello etico, dalla ricerca della poesia e del messaggio nell’immagine. La instancabile attività di LUX in FABULA è un messaggio e un dono a Napoli, e in particolare a Pozzuoli e ai Campi Flegrei. Occorrerebbero altre esperienze simili, e soprattutto occorrerebbe minore miopia e maggiore valorizzazione della esperienza di Lux in Fabula.

Il segno finale di questa esperienza può essere racchiusa in due parole: impegno civile e poesia all’interno di una grande capacità di creare occasioni di dialogo.

Fabio Maria Risolo