«Italiani come voi», un libro di Itti Drioli. Tra Istria e Italia, una storia di resistenza ed esilio.

Isola d’Istria, oggi in Slovenia, appare oggi come uno degli splendidi posti turistici a sud di Trieste sull’Adriatico, che con la sua calma contribuisce a far risaltare quasi soltanto le tracce di Aquileia e venete sulle quali sono state edificati le Chiese e i palazzi: mantenuti negli ultimi secoli dal commercio sulla scia di quello veneziano, poi in concorrenza con quello di Trieste, per cui il luogo complessivamente florido non dispiaceva né all’Austria né all’Italia quando ne ha fatto rispettivamente parte nei XIX e XX secoli. Né dispiaceva ai tedeschi quando l’hanno occupato dal 1943, e agli jugoslavi dal 1945.

È allora che, nonostante il nome cominciasse a essere sconosciuto a causa dei fuochi della guerra, la Resistenza degli Italiani d’Istria diveniva doppiamente drammatica, seguendo, a quella contro i tedeschi, quella contro le truppe di Tito. E doppiamente drammatica anche perché i pregiudizî dei titini per gli italiani non erano solo per coloro che erano stati alleati dei tedeschi, ma anche verso coloro che si opponevano all’assegnazione di quei territori alla Jugoslavia (zona B del Trattato di Parigi del 1947) e al regime comunista nonostante la successiva parziale scissione di Tito dalla “madre” Unione Sovietica.

Ecco allora che nell’entroterra di quei luoghi la drammaticità del conflitto degli italiani con la Jugoslavia culmina nelle foibe in cui molti (preti compresi) sono sepolti, mentre i sopravvissuti sono poi costretti all’esodo verso Trieste (zona A del trattato di Parigi del 1947, provvisoriamente all’Italia fino al memorandum di Londra del 1954 che poi integra le zone nei rispettivi Stati), verso l’Italia stessa e verso l’estero.

Ma dei sopravvissuti non esodati fanno parte non solo le poche centinaia volontariamente rimaste nel territorio divenuto jugoslavo, ma in particolare gli oppositori ivi processati per la Resistenza sia all’ulteriore dominazione straniera che all’ulteriore regime antidemocratico.

Il ricordo di questi è stato opportunamente effettuato quest’anno, in coincidenza con il Giorno del Ricordo delle Foibe (10 febbraio), con la pubblicazione del libro di Itti Drioli: «Italiani come voi. Una storia di resistenza ed esilio tra Istria e Italia» (Editore Solferino). Ultima delle quattro figlie di Luigi Drioli, Itti (diminutivo di Italia considerato allora un nome pericoloso), da bambina, aveva visto il padre solo attraverso le sbarre delle carceri ov’era stato condannato ai lavori forzati per 12 anni nel processo del 1948 a Capodistria per questa Resistenza, fino a quando, liberato nel 1955, aveva potuto ritornare dalla famiglia trasferitasi nel 1953 a Trieste dopo essere stata cacciata da Isola.

«Italiani come voi» perché, fin da prima del ritorno del padre che a Trieste aveva ripreso con successo la sua attività nel commercio dei capi di stoffa (senza far mai pesare neanche in famiglia il periodo in carcere, dov’erano stati impiccati due dei suoi compatrioti), la moglie e le figlie avevano dovuto combattere con la vita anche spiegando non solo per gli scopi amministrativi di esserlo pur essendo l’Istria passata a un altro Stato! E Itti, continuando a doverlo ancora di più spiegare nel corso degli anni successivi, almeno per tagliar corto quando era possibile, aveva cominciato a dichiararsi di Trieste anziché di Isola, scomparsa ancora di più dalla memoria collettiva dopo essere diventata la slovena “Izola”! Sempre ben riconoscibile agli occhi di Itti per la sua bellezza, ma irriconoscibile quando, tornata a vedere la casa, gli inquilini non le avevano permesso di stare di più di qualche momento nel cortile.

Un’altra conferma della necessità di far valere questi ricordi anche alle generazioni successive come antidoto all’indifferenza per le divisioni e i rancori di allora: « non per dimenticare o per rivendicare« , ma « per trarre dagli errori e dalle sofferenze del passato l’ulteriore spinta per un cammino comune dell’Europa”, come aveva dichiarato nel 2025 il Presidente Mattarella.

La sua visita del 10 febbraio scorso alla “Mostra degli Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani” al Vittoriano ha preceduto di due giorni la presentazione del libro di Drioli allo “Spazio Sette” a Roma, con lo storico Guido Crainz e la giornalista Giovanna Botteri, seguita da interviste alla RAI e in altri giornali che confermano i meriti dell’autrice e prima ancora della sua famiglia in quel periodo drammatico.

Lodovico Luciolli

L’AUTRICE: Itti Drioli è nata a Isola d’Istria nel 1947, quando l’Istria era ancora italiana ma occupata dall’Armata jugoslava. Rifugiata a Trieste con la famiglia nel ‘53, ha lavorato al Piccolo e al Quotidiano nazionale a Roma come giornalista parlamentare ed editorialista politica

IL LIBRO:
Italiani come voi
di Itti Drioli
Solferinolibri
Anno 2026, 288 pagine, 18,50€
Scheda del libro

RIASSUNTO DELL’EDITORE:
«Voltatevi, siamo quelli dell’esodo, abbiamo lasciato il deserto dietro, ci siamo portati via anche i morti nelle bare. Siamo italiani come voi.» È il grido da cui nasce questo libro. Il grido dei trecentomila esuli istriani, fiumani, dalmati e giuliani costretti a fuggire dalle loro case, tra il 1947 e il 1954, dopo l’assegnazione delle loro terre alla Jugoslavia comunista. È il grido di chi se n’è andato, ma anche di chi ha provato a restare e resistere, pagandone duramente le conseguenze. Come Luigi Drioli, unico nel Comitato di liberazione nazionale dell’Istria a non lasciare quel pezzo d’Italia contesa. Irredentista prima, antifascista poi, infine strenuo oppositore del dominio di Tito, visse per i suoi valori, senza mai abbandonarli, nemmeno durante i sette anni di prigionia in Slovenia. Al suo fianco, una moglie e quattro figlie, che affrontano, sole, soprusi e indifferenza.
Un’indifferenza, sotto certi aspetti, tuttora persistente e che l’autrice vuole dissipare con il racconto appassionante di questo libro dedicato al padre. Ricostruendo le vicende della sua famiglia e ritrovando così una trama intima e personale di eventi, ideali e ricordi che riflettono in pieno una pagina drammatica della storia italiana.

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