Sui passi di Edipo: ‘Chàos’, il nuovo romanzo di Raffaele Bussi

Un padre e una figlia, Edipo e Antigone, procedono alla volta di Olimpia, un tempo città imponente, ora ridotta ad un cumulo di macerie. È l’inizio di Chàos, il nuovo romanzo di Raffaele Bussi che di recente l’editore Marcianum Press ha mandato in libreria. Fuggono dalla vendetta di un tiranno, Creonte, che ha usurpato, attraverso mille intrighi, il trono della città di Tebe. Quando l’ex re si mostra di fronte al tempio di Giove, pronto a narrare la sua disavventura, lo riconosciamo come l’icona della condizione umana, l’emblema immortale dell’eroe innocente, destinato da un dio o da una sorte ingiusta, ad una sofferenza che la sua umanità da sola non riesce a sostenere.

È Edipo, l’homo tragicus per eccellenza, colui che fin dalla nascita e per i secoli a venire, è stato scelto come vittima designata di un potere occulto che regola la vita dell’umanità. Accanto a lui c’è la figlia Antigone, simbolo immortale della difesa degli affetti familiari contro i soprusi del potere, fanciulla dolorosa e superba nella sua determinazione di obbedire alle leggi del cuore contro le leggi dello Stato.

Quando incerto a causa della cecità e del lungo peregrinare, al vecchio Edipo viene in soccorso Apollo che, all’insaputa di Zeus, gli offre il dono della preveggenza, mettendolo nella condizione di scontare la reale portata degli avvenimenti passati e presenti ma anche futuri. È questa l’occasione per controbattere con puntualità la finta ignoranza del capo dell’Olimpo e passare in rassegna le vicende della sua esistenza. Dall’abbandono alla nascita da parte del padre Laio e cresciuto alla corte del re di Corinto Polibo e sua moglie Peribea, dalla fuga dal padre adottivo, all’uccisione del padre naturale ignorandone l’identità, fino all’arrivo a Tebe, dove convola a nozze con la regina Giocasta, diventando il re della città.

L’usurpatore del trono di Tebe, Creonte, con l’aiuto dell’indovino Tiresia, rivela la vera identità di Edipo, di essere proprio lui l’uccisore del padre Laio e di essere convolato a nozze con la madre Giocasta. È l’esilio per l’inconsapevole re di Tebe che s’avvia nel lungo peregrinare per l’Ellade.  Lasciata Olimpia, Edipo e sua figlia Antigone, riprendono il viaggio alla volta di Colono in prossimità di Atene, dove il protagonista ha intenzione di affidare alla nuda terra il corpo stanco e sofferente, godendo dell’ospitalità del generoso e saggio re Teseo.

Il viaggio terreno di Edipo termina a Colono con l’imprecazione contro la sua stessa stirpe, rea di averlo abbandonato nel momento cruciale della propria esistenza, tranne Antigone che tornata a Tebe, non indugia ad offrire la propria vita, pur di dare degna sepoltura al corpo del fratello Polinice, lasciato insepolto dal tiranno. Il ritmo del racconto rallenta per una serie di riflessioni che l’Autore affida al lettore in una atmosfera pirandelliana.

Senza la diavoleria del mito e le false profezie degli oracoli, sarei stato l’erede naturale del trono di Tebe……senza trascurare la storia di colui che dopo millenni mi affiderà ad un lettino indagatore per sviscerare la mia personalità”, è la riflessione finale che Bussi affida al personaggio di Edipo.

Bella e suggestiva prova narrativa quest’ultima di Raffaele Bussi, il quale attraverso la rilettura dei testi di Eschilo e Sofocle ricostruisce l’avventura umana del mitico re di Tebe, riportandolo, attraverso una riflessione intrigante e triste allo stesso tempo, nella contemporaneità. Edipo assurge al ruolo di icona della condizione umana attraverso un passato che si ricongiunge all’attualità di un’umanità che si dibatte tra mille incertezze alle quali mancano risposte. Un’introspezione, come afferma l’Autore, sui mali che nel corso di millenni hanno afflitto e affliggono da sempre l’essere umano, coinvolto in trame oscure molte volte illeggibili, da parte di un potere che, pur di rispettare un ordine prestabilito, non esita a lasciare al proprio destino il singolo ridotto a mera entità numerica. L’Edipo di Bussi riporta alla sua centralità la figura del re di Tebe per denunciare una condizione umana non più sopportabile. È la rappresentazione di un Potere che all’apice della sua arroganza implode, come il caso di Creonte, che provoca la morte della moglie Euridice e dei propri figli.

L’Uomo è libero nelle sue scelte o è sottoposto ad una forza superiore che ne condiziona inesorabilmente il suo cammino di vita?

È l’ultima riflessione che l’Autore affida al lettore. Edipo, a distanza di due millenni e più, continua a parlarci di sé e della sua condizione umana. Un messaggio che coinvolge tutti. Nessuno escluso.

di Tiziana Esposito

IL LIBRO:

Cháos
Di Raffaele Bussi
Scheda del libro sul sito dell’editore Marcianum Press
€ 12,35 e in versione ebook €7,99 – pp. 112 – data d’uscita 2021

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