Paola Riccora e i Grandi del teatro napoletano

Scelse lo pseudonimo di Paola Riccora, ma per l’anagrafe era Emilia Vaglio, una signora dell’alta borghesia napoletana, un’innovata scrittura per il teatro e un’identità celata, come ci riferisce Mariagiovanna Grifi, autrice del volume “Chiamatemi Paola Riccora”, che l’Editrice ilmondodisuk ha di recente mandato in libreria a quarant’anni dalla morte della Riccora e a cent’anni dal suo debutto. Ma chi era Paola Riccora?


Emilia Vaglio, alias Paola Riccora

La Grifi, attraverso una ricerca documentale attenta e rigorosa ne delinea la figura sotto il profilo umano ed artistico, nell’arco di un periodo storico che va dall’inizio del Novecento fino al febbraio del 1976 data della scomparsa della scrittrice. Lungo l’arco di tre approfonditi e accorsati capitoli (1932. Prologo, 1934. La rottura con Eduardo De Filippo, 1976. L’ultimo saluto alla “Signora del Teatro”) l’Autrice porta alla ribalta letteraria una scrittrice che ha attraversato il Novecento, ma che, come tanti, è stata dimenticata colpa di una critica molte volte disattenta alle prese con fenomeni di avanguardia che in molti casi hanno poco del nuovo autentico e di opportunismi che pagano il conto di quanto ricevuto con moneta contraffatta.

Passano in rassegna nel lungo excursus della Grifi i grandi del Teatro del Novecento napoletano e internazionale con i quali la Riccora ha intrattenuto rapporti di lavoro ed amicali: autori del calibro di Scarpetta, dei De Filippo, di Raffaele Viviani, di Matilde Serao fino a Luigi Pirandello per molti dei quali ha scritto, attori che hanno calcato le scene con grande bravura quali Carlo Pretolani, Dina Galli, Ettore Petrolini, Paola Borboni e critici della cui penna è stata omaggiata come Renato Simoni, Vittorio Paliotti e Antonio Ravel.

Scarpetta, Eduardo e Viviani.

Proprio dalla pletora delle sue frequentazioni e rapporti viene alla ribalta un altro grande dimenticato del teatro italiano, quel Raffaele Viviani che dopo Pirandello considero il più autorevole drammaturgo italiano del Novecento, rappresentato in modo inappropriato per le tematiche trattate, autore universale ed ancora di immensa contemporaneità. Tutto da riscoprire! Da molti accostato a Bertold Brecht, che pur avendo con l’autore tedesco similarità di tematiche lo differenzia da quest’ultimo, come annota Roberto De Simone, una mediterraneità che l’altro non possiede.

La Grifi tratteggia una biografia dettagliata di una donna dalla “doppia vita”, sposata a Caro Capriolo, noto avvocato sostenitore del diritto d’autore e fondatore della SIAE a Napoli, la quale si destreggia tra famiglia e arte, capace di separare il pubblico dal privato: nell’intimità privata, moglie e madre senza nulla negare a marito e figli, a teatro, autrice di testi osè (per l’epoca) derivati dalle scandalose pochade francesi. Proprio per questo, agli inizi, non le rimane che nascondersi dietro lo pseudonimo maschile di Paolo Riccora, per poi essere riconosciuta e rivelarsi come Paola, navigando da protagonista attraverso mezzo secolo di teatro, affidandoci oltre sessanta testi teatrali tra manoscritti e dattiloscritti e numerose raccolte di poesia.

Eduardo De Filippo e Pirandello

Mariagiovanna Grifi, ricercatrice in storia dello spettacolo, giornalista e critico teatrale annota che la sua ricerca mira a riportare alla luce la vita e l’arte di una donna scrittrice del secolo scorso, non solo per renderle onore, ma per contribuire a individuare per lei un posto giusto nella storia del teatro italiano.

Se questa è l’intenzione, mi sento di affermare che l’operazione è riuscita. Riuscita per la scientificità con cui si è posta di fronte alla ricerca, la capacità di scavare nei meandri della vasta documentazione non solo di famiglia, per l’abilità di creare una suspence alla scoperta finale del reale personaggio Riccora.

Una donna temeraria e audace, pronta a sfidare la società, i giudizi moraleggianti e le tradizioni culturali maschiliste? Un’artista coraggiosa, capace di cimentarsi in esperimenti di cui lei stessa non conosceva gli esiti? Oppure una signora ambiziosa e calcolatrice che aveva studiato tattiche e strategie per ottenere il successo? Una persona di buona famiglia che aveva trovato nel teatro un mezzo per esprimere apertamente e senza censura i propri pensieri critici nei confronti della società in cui viveva?

Emilia Vaglio con i tre fratelli De Filippo

Era tutte queste cose, Paola Riccora, ci riferisce l’Autrice, anche se parlando oggi con chi non l’ha conosciuta, nessuno di loro sa veramente chi fosse Emilia Vaglio, alias Paola Riccora. Ma molti ne dedurranno che è stata di sicuro l’antesignana di una scrittrice contemporanea, una tale Elena Ferrante che, proprio come lei, ha preferito nascondere la sua vera identità dietro uno pseudonimo.

Ma anche per quest’ultima, prima o poi, cadrà il velo dell’anonimato.

Raffaele Bussi

L’autrice del libro:
Mariagiovanna Grifi è dottore di ricerca in storia dello spettacolo, giornalista e critico teatrale. Napoletana, classe 1980, discendente diretta di Emilia Vaglio, vive a Firenze dove insegna, organizza e conduce laboratori di scrittura creativa e collabora con diversi quotidiani e riviste online. I suoi interessi spaziano dalla drammaturgia contemporanea alla Commedia dell’Arte, dalla scrittura come terapia allo studio delle più aggiornate e innovative strategie didattiche.

_riccora_buona.jpg

Il libro:

Autore: Mariagiovanna Grifi

Titolo: Chiamatemi Paola Riccora

edizioni ilmondodisuk
Pagine: 128 Formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-96158-11-1
Prezzo: 10,00 euro
Distribuito nelle migliori librerie da Messaggerie

Omaggio a Emilia Vaglio. A quarant’anni dalla morte, avvenuta il 26 febbraio 1976, Mariagiovanna Grifi, sua diretta discendente, le dedica il libro “Chiamatemi Paola Riccora” che nel sottotitolo ne sintetizza la storia: “Come una signora dell’alta borghesia napoletana diventò commediografa di successo”.

Link:
Paola Riccora, passione di palcoscenico, un articolo di Donatella Gallone, editrice e direttrice della rivista Ilmondodisuk.it

Article précédentNostoi Ritorni – Cinema Comunicazione Neuroni Specchio, a cura di Paola Dei
Article suivantTramonterà definitivamente l’Occidente?
Raffaele Bussi
Raffaele Bussi è nato a Castellammare di Stabia. Giornalista, scrittore e saggista, collabora con importanti quotidiani e periodici nazionali. Ha collaborato a "Nord e Sud", "Ragionamenti", e successivamente a "Meridione. Sud e Nord del Mondo", rivista fondata e diretta da Guido D'Agostino. E' stato direttore editoriale della rivista "Artepresente". Collabora al portale parigino "Altritaliani" ed è componente del Collegio degli scrittori della rivista "La Civiltà Cattolica". Ha pubblicato "L'Utopia possibile", Vite di Striscio", "Il fotografo e la Città", "Il Signore in bianco", "Santuari", "Le lune del Tirreno", "I picari di Maffeo" (Premio Capri 2013 per la critica letteraria), "All'ombra dell'isola azzurra", romanzo tradotto in lingua russa per i tipi dell'editore Aleteya.

LAISSER UN COMMENTAIRE

Please enter your comment!
Please enter your name here