Massimo Girotti: cronaca di un attore, un libro-opera prima di Roberto Liberatori.

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Con una retrospettiva dei suoi film più noti, in calendario dal 18 al 22 febbraio 2015, la Cineteca Nazionale rende omaggio a Massimo Girotti, in occasione della pubblicazione, quest’anno, della prima monografia italiana a lui dedicata da Roberto Liberatori. Verrà presentata questo mercoledì a Roma al Cinema Trevi, a cura della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e Teke Editori, moderatrice Laura Delli Colli, presidente del SNGCI.

Una vera occasione, questa monografia che restituisce un piccolo spazio nel cinema italiano ad un attore, non l’unico, in realtà, che è caduto vittima di una damnatio memoriae che pare governare ormai ineluttabilmente il nostro tempo e la nostra società. La sua vicenda artistica si snoda nell’arco di oltre sessanta anni della nostra storia, a partire dal 1939 quando, da studente universitario proveniente da una famiglia borghese di origini marchigiane, Girotti si ritrova a godere da un giorno all’altro di una inaspettata popolarità. E’ la bellezza che lo fa notare e lo impone all’attenzione del pubblico e di giovani cineasti. Ma questa magnifica presenza scenica, vissuta spesso come un ostacolo, sarà solo il punto di partenza per un lungo lavoro di crescita professionale e intellettuale.

Girotti e Giovanna Mezzogiorno, ne La finestra di fronte

Complice l’incontro e il sodalizio umano e artistico con registi come Alessandro Blasetti, Giuseppe De Santis, Luchino Visconti e Michelangelo Antonioni, solo per citare quelli più vicini a lui per sensibilità e cultura. Da loro imparerà tutto, creando un modello di professionismo basato sul rigore che lo farà resistere all’usura del tempo e che si porterà appresso fino all’ultima sua commovente performance, quella nel film di F.Ozpetek, La finestra di fronte, del 2003, che pare riassumere, peraltro, in qualche modo, un suo vissuto storico-artistico di grande spessore.

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M. Girotti e Clara Calamai in Ossessione

Piace, in particolare, ricordare le sue giovanili interpretazioni che trovaron col-locazione a Ferrara e sulle rive del Po: si allude ad Ossessione, il capolavoro neo-realista del 1943 di Luchino Visconti, la seconda trasposizione, dopo quella di Pierre Chenal, Le dernier tournant, del 1939, tratta dal romanzo di James Cain, The postman always rings twice – Il postino suona sempre due volte, ed a Cronaca di un amore, il primo lungometraggio di Michelangelo Antonioni del 1951.

Maria Cristina Nascosi Sandri

Ferrara

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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