L’addio al grande compositore Ennio Morricone nei versi di Gabriele De Masi

Nelle vie di periferia, all’ombra dei lampioni, quando la notte ci accompagna per strada, per sentirsi in compagnia, si fischia un motivo che ritorna forte alla mente.
Musica che va lontano, come gli equilibri di cristallo delle note intessute dal cuore del genio musicale, riconoscibilissimo, fiato di violino della stessa anima che cerca l’arcano.
La musica racconto della vita. Speranze, entusiasmi, salti mortali, cadute e riprese, abbracci, lontananze, gioie e tristezze che si alternano, di continuo, negli  spazi del pentagramma dei nostri giorni stanchi.
La vita, musica discreta, compagna appassionata.
Grazie, Ennio.
Fischiettarti per strada.

Ennio

Quando si spegne una stella
Il firmamento ha un sussulto
né lo sguardo del cane sull’aia,
che fissa l’infinito, per aria,
fa meraviglia di bellezza
al riverbero, luccichio,
non tanti, distratti, avvertono
l’accendere e spegnere
la eco d’un modulato fischio,
lontana trama, susseguioso
incontro, immagini di racconto,
languore, spezzoni di pellicola.
Legature, segnature.

Gabriele De Masi

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