La Merano dei Russi

Una ricerca storiografica di Bianca Marabini Zoeggeler, Rosanna Pruccoli e Michail Talalay, racconta dell’importante presenza dell’aristocrazia russa tra l’Ottocento e il Novecento a Merano, elegante cittadina di cura alpina del Trentino-Alto Adige. Dal Grand Tour ai profughi che scappavano dalla rivoluzione socialista.

Nutrita la schiera di Russi approdati in Italia tra l’otto e il novecento nei più svariati angoli della Penisola. Nel lungo attraversamento del Belpaese, da nord a sud, una meta dell’élite russa di lunga ed intensa frequentazione è Merano. Ne è testimonianza il volume “La Merano dei Russi” che le edizioni ALPHA BETA Verlag hanno da qualche mese mandato in libreria, in occasione dei 700 anni dell’ordinamento civico della città di Merano.

Città di Merano

L’opera si avvale dei contributi dei curatori Bianca Marabini Zoeggeler, Rosanna Pruccoli e Michail Talalay e vanta, accanto all’edizione in lingua italiana, le versioni in tedesco e russo.
Viaggiatori del Grand Tour, aristocratici alla ricerca di luoghi del benessere e della tranquillità per le loro vacanza e profughi in fuga dalla madrepatria dopo la caduta dell’impero zarista hanno nel tempo riempito le cronache dell’accogliente cittadina altoatesina dal clima dolce, dalla salubrità dell’aria e dal paesaggio d’incanto grazie alla maestosità delle sue montagne, dei boschi e dalla variegata vegetazione, tanto da farne nell’arco di svariati decenni meta stabile ed insostituibile.

Merano dei russi

Ecco che sulla scena fanno la loro comparsa personaggi, uomini e donne, che lasceranno un segno indelebile nella storia della ridente, riposante, ma pur sempre vivace Merano. La notizia della presenza di Elisabetta d’Austria si spande in tutte le corti d’Europa, aprendo le porte della città all’arrivo di Petr Vjazemskij, Andrej Beketov, Otto Wilhelm von Struve, Peter Carl Fabergè, Egor Berkholz, Vladimir Zabugin, Edmund Bruiningk, ai vari medici fino al grande Kandinskij.

Lungo l’arco di dieci tappe ( La Stazione, Tiroler-Hof, Villa Mon Repos, Il Kurhaus, Palace Hotel, La Casa Russa Borodine, Pensione Villa Imperial, Villa Pittel, Castel Pienzenau e Pensione Passerschlucht) gli autori ricostruiscono la storia della città tra Otto e Novecento, da autentico contado del Tirolo fino ai giorni nostri, attraverso la crescita urbanistica, ambientale e culturale grazie alla prerogativa di un’anima cosmopolita che ha caratterizzato ed ancora oggi caratterizza lo spirito di accoglienza dei meranesi.

Merano centro russo
Centro russo Borodina di Merano

Una ricerca, questa degli Autori, che suona come invito a rivivere una pagina di Storia in uno dei luoghi di grande fascino, dove hanno trascorso momenti intensi di vita membri del casato dei Romanov, aristocratici e borghesi russi, artisti, scrittori, musicisti ed anche sacerdoti per celebrare funzioni religiose, segno ad irrinunciabili radici cristiane della madrepatria russa.

Un invito alla scoperta di ampi parchi e passeggiate nel verde tra giardini botanici, eleganti edifici in stile liberty ed imbiancate cime di ghiacciai osservate dal basso da palme ed esotiche piante di straordinarie e variegate distese di verde.

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La Merano dei Russi | Russisches Meran
Guida alla città | Stadtführer (italiano, deutsch)
Italiano/Deutsch
2017
pp 160
ISBN: 978-88-7223-297-2
EUR 12,00
Alpha Beta Edizioni

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Raffaele Bussi
Raffaele Bussi è nato a Castellammare di Stabia. Giornalista, scrittore e saggista, collabora con importanti quotidiani e periodici nazionali. Ha collaborato a "Nord e Sud", "Ragionamenti", e successivamente a "Meridione. Sud e Nord del Mondo", rivista fondata e diretta da Guido D'Agostino. E' stato direttore editoriale della rivista "Artepresente". Collabora al portale parigino "Altritaliani" ed è componente del Collegio degli scrittori della rivista "La Civiltà Cattolica". Ha pubblicato "L'Utopia possibile", Vite di Striscio", "Il fotografo e la Città", "Il Signore in bianco", "Santuari", "Le lune del Tirreno", "I picari di Maffeo" (Premio Capri 2013 per la critica letteraria), "All'ombra dell'isola azzurra", romanzo tradotto in lingua russa per i tipi dell'editore Aleteya.