Dedicata a Scola la serata dei Nastri d’Argento per il documentario

Per i Giornalisti Cinematografici italiani un omaggio a Ettore Scola che ci ha appena lasciati. La serata aprirà ufficialmente le manifestazioni per i 70 anni del S.N.G.C.I. e l’appuntamento sarà alla Casa del Cinema, a Roma, il 25 Febbraio prossimo. Segnaliamo che “Ridendo e scherzando. Ritratto di un regista all’italiana”, il documentario scritto e diretto da Paola e Silvia Scola sul padre, arriverà nelle sale italiane i primi giorni di febbraio. Un lungo “amarcord” che passa in rassegna tutto il cinema di Ettore Scola, realizzato utilizzando molto materiale d’archivio, filmini familiari e inediti backstage dai set dei suoi film.

Ci ha lasciato da poco e la sua camera ardente è stata percorsa da centinaia di personalità del cinema, della politica – lui fu anche politico, ministro del governo-ombra del PCI anni fa – della cultura, in particolare.

Ma Ettore rimarrà fra noi per quella grande lezione di cinema, certo, che c’ha dato in tanti anni – vero Cinema Italiano – ma anche e soprattutto umana.

18 ottobre 2015 Festa del Cinema di Roma. Aspettando per 'Ridendo e scherzando' - Getty image

Quando pochi anni fa presentò a Venezia il suo docu-fiction su Federico Fellini volle fosse fatto con gioia. A chi in conferenza stampa di presentazione alla Mostra del Cinema gli aveva detto:

Evento triste la morte di Fellini, solo, abbandonato da anni da tutti, dalle possibilità concrete di poter svolgere il suo meraviglioso e visionario lavoro,

rispose:

Ma deve essere una gioia veder questo film: Federico amava ridere e sorridere – anche di sé; nessuno deve piangere, si deve solo ridere, perché così dev’esser la vita.

Ed oggi la moglie Gigliola di lui ha detto le stesse cose: Non dobbiamo piangere, ma sorridere e ridere perché la sua lezione di vita, per me che son sua moglie, per i suoi familiari e per voi tutti qui ora, è stata davvero grande!!

Così anche il S.N.G.C.I. (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) lo ricorderà, dedicandogliela, la prossima serata dei Nastri d’Argento per il Documentario prevista per il 25 Febbraio prossimo alla Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni, 1, 00197 Roma), quando inizieranno le manifestazioni per i 70 anni del S.N.G.C.I.con la consegna dei premi ai migliori documentari dell’anno.

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Per i Giornalisti Cinematografici sarà un omaggio a Ettore Scola che proprio pochi mesi fa era stato festeggiato alla Festa di Roma, non solo con il restauro de La Terrazza ma proprio con il documentario che gli hanno regalato le sue figlie Paola e Silvia con la complicità di un paio di vecchi amici come il produttore Carlo Degli Esposti e Roberto Cicutto, presidente di Luce Cinecittà.

E questo è il comunicato-stampa diffuso dal S.N.G.C.I.:

Un documentario di cui Scola, come dice il titolo, «Ridendo e scherzando», ci regala anche una lunga conversazione faccia a faccia con un insolito intervistatore come Pif.

I Giornalisti Cinematografici che hanno molto premiato con Ettore Scola, non solo il regista, ma anche le sue sceneggiature, non possono e non potranno mai dimenticare quello che ha rappresentato nel Cinema e nella Cultura. Ettore resta un Maestro del più grande cinema italiano, ma anche l’autore che ha fotografato, come pochi, i cambiamenti, la crescita, i turbamenti e tante contraddizioni anche private di un Paese nello specchio di un cinema che resta una lezione di Storia ma, pure, un documento di importanza unica non solo per la cultura cinematografica. Generazioni di nuovi autori e di spettatori son cresciute con il suo cinema, hanno amato i suoi personaggi, hanno vissuto le emozioni profonde che ora , più che mai, continueranno a trasmetterci i suoi film. La sua passione per il buon cinema, non solo di commedia, ha reso indimenticabili i suoi personaggi e i loro protagonisti.

Grazie, ETTORE.

Maria Cristina Nascosi Sandri

Membro S.N.G.C.I.

Da Ferrara

1 COMMENTAIRE

  1. A proposito di Ridendo e scherzando
    Roberta Gregori per Ilsudonline.it 31 gennaio 2016
    RIDENDO E SCHERZANDO, RITRATTO DI UN REGISTA ALL’ITALIANA

    Ettore Scola e Pierfrancesco Diliberto, Pif, si incontrano nella minuscola sala del cinema dei piccoli di Villa Borghese. Sono gli unici spettatori di una proiezione che ripercorre la vita di Scola attraverso dei frammenti di interviste, brani dei suoi film e ricordi di familiari, amici e cineasti. Una carrellata al passato ricondotta al presente attraverso l’allegra chiacchierata tra il “Maestro”, Scola, e l’“alunno”, Pif. E così che Paola e Silvia Scola, le figlie del regista recentemente scomparso, scelgono di raccontare il padre. Il documentario, Ridendo e scherzando, scritto e diretto dalle due sorelle nel 2015, uscirà nelle sale cinematografiche per soli due giorni, il primo e il due febbraio.

    Il lavoro di scavo nel materiale di repertorio riprende le tappe del lungo e vario percorso di Scola : vignettista, disegnatore, battutista, negro (il ghostwriter attuale), sceneggiatore (fra i tanti, Il sorpasso e Un americano a Roma) e regista.
    Ettore Scola racconta dei tanti colleghi ed amici come Marcello Mastroianni, con il quale ha fatto quasi la metà dei suoi film, e Massimo Troisi, del quale ricorda la grande simpatia ed intelligenza dei sentimenti.
    Parla del suo cinema che, assieme a quello di Age&Scarpelli e Monicelli, si differenziava da quello politico di Volonté, Rosi e Petri, ma che sempre era impegnato, mostrando non le vicende degli eroi, ma della gente comune. Si dice, Scola, essere stato un pendolare tra il cinema industriale e quello più documentario e narrante i problemi della società. Come in Trevico-Torino – Viaggio nel Fiat-Nam (Trevico, in provincia di Avellino, è anche il paese di nascita di Scola) del 1973 sui meridionali che lasciano le loro terre per il nord Italia (“Il lavoro ce lo devono dare dove siamo nati”, grida il protagonista), i tanti film in cui tratta il tema dell’omosessualità, prima di lui proposta in funzione comica, e in Brutti sporchi e cattivi sull’incolpevolezza delle classi più umili, prodotto della civiltà del consumo (Pasolini doveva firmarne una sorta di prefazione filmata, ma venne ucciso nell’ultima settima di riprese).

    A riguardo di alcuni film che non invecchiano, Scola sottolinea, più del merito di registi e autori, il demerito di una società, che certi temi non ha risolto, come la mentalità fascista in Una giornata particolare.
    Il film termina su un’ultima battuta e sorriso di Ettore Scola – la stessa immagine che viene usata per la locandina del film. Dietro quel sorriso, c’è tutta una filosofia di vita riassunta nelle parole che il documentario ci restituisce “sembra più facile raggiungere una certa felicità attraverso la disonestà…Io credo che non esista nessuna felicità senza l’onestà e quindi è bene perseguire l’onestà se si vuole essere felici”.

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